Forum internazionale BCFN: 10 anni al servizio della sostenibilità

Forum internazionale BCFN: 10 anni al servizio della sostenibilità

06 Dicembre 2019

Forum internazionale BCFN: 10 anni al servizio della sostenibilità

Business, innovazione digitale e valorizzazione delle comunità locali al centro della decima edizione della manifestazione internazionale voluta dalla Fondazione Barilla

La terra brucia” ha ricordato Guido Barilla, riprendendo uno slogan lanciato nella scorsa edizione del Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione della Fondazione Barilla, giunto nel 2019 al suo decimo anniversario. “Servono regole chiare e la partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti, oltre a uno sforzo culturale ed educativo notevole per far crescere la consapevolezza di quanto urgenti siano le sfide di sostenibilità che oggi abbiamo di fronte a noi” ha aggiunto il presidente della Fondazione dal palco milanese, ribadendo l’impegno del gruppo Barilla a seguire le indicazioni della scienza e a perseguire un modello di business virtuoso e sostenibile. L’annuale appuntamento con la sostenibilità è stato organizzata quest’anno in collaborazione con World Food Programme Italia, National Geographic Italia, United Nations Sustainable Development Solutions Network (UN SDSN), Center for European Policy Studies (CEPS), il Columbia Center for Sustainable Investment (CCSI), il Santa Chiara Lab-University of Siena (SCL) e la Global Alliance for the Future of Food (GAFF). Moderati prima da Danielle Nierenberg, presidente di FoodTank, e in seguito da Vanessa Hauch, corrispondente di Noticias Telemundo e vincitrice di un Emmi-Award, noti esperti internazionali si sono avvicendati nel corso della mattinata per condividere idee e progetti anche grazie all’hashtag #actionforchange, nello sforzo comune di raggiungere una vera sostenibilità del sistema alimentare, passando dalla teoria alla pratica. 


Dal singolo cittadino alle grandi aziende

Tutti devono avere un ruolo nel viaggio verso sistemi alimentari sostenibili; un messaggio ribadito più volte nel corso delle otto sessioni di lavoro mattutine che sotto diversi punti di vista hanno affrontato l’argomento. La necessità di un impegno delle istituzioni e dell’intera popolazione è stato sottolineato nell’appassionato intervento di Ertharin Cousin, Distinguished Fellow, Global Food and Agriculture, Chicago Council on Global Affairs, e ripreso nella tavola rotonda tutta al femminile dedicata al benessere delle persone e del pianeta. “Dobbiamo informarci, guardare oltre il contesto nel quale viviamo quotidianamente e diventare veri food citizens” ha affermato nel corso del dibattito Hilal Helver relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo. 

Ma anche le aziende hanno un ruolo di primo piano nel raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030. Lo dicono i dati del rapporto Fixing the Business of Food, nato dalla collaborazione di Fondazione Barilla, Sustainable Development Solutions Network, Columbia Center on Sustainable Investment e Santa Chiara Lab e presentato nel corso del Forum da Angelo Riccaboni, membro dell’UN SDSN e direttore del Santa Chiara Lab. “Investire nella trasformazione dei sistemi agro-alimentari è vantaggioso sotto diversi punti di vista” ha aggiunto Jeremy Oppenheim, partner di Systemiq, ricordando che investire 300-350 miliardi di dollari l'anno (meno dello 0,3% del PIL globale), genererebbe un ritorno di circa 5,7 trilioni di dollari.

 

Tecnologia amica della sostenibilità

Come trasformare i sistemi alimentari per renderli davvero sostenibili? Per esempio attraverso l’uso attento della tecnologia che può trasformarsi in un alleato prezioso per migliorare la produttività e riportare l’interesse verso attività oggi ritenute poco “attraenti” dai giovani come per esempio l’agricoltura. “Strumenti come l’intelligenza artificiale o l’Internet delle cose sono incredibilmente potenti, ma per poter portare benefici devono essere ben indirizzati. La tecnologia non ci può riportare indietro, ma senza dubbio ci può aiutare a procedere nella giusta direzione” ha spiegato Andrea Renda del Centre for European Policy Studies (CEPS) presentando per la prima volta lo studio “Digitising AgriFood: Pathways and Challenges”, realizzato da Fondazione Barilla in collaborazione con il CEPS. Per la creazione di un sistema agro-alimentare globale sostenibile per tutti la tecnologia però non basta. Bisogna necessariamente tenere conto delle comunità locali che, con le loro tradizioni alimentari e culturali, rappresentano i veri custodi della biodiversità e il motore del cambiamento. Siamo molto bravi nella ricerca teorica, ma dobbiamo passare anche alla pratica” ha spiegato Gautam Yadama, Rettore e Professore, Boston College School of Social Work che nel suo intervento ha acceso i riflettori sull’importanza del coinvolgimento delle comunità locali in tutti i progetti di sostenibilità. 

Molti degli spunti emersi nel corso della mattinata sono stati discussi in modo approfondito negli otto gruppi di lavoro paralleli del pomeriggio, nei quali si è parlato di sostenibilità a 360 gradi toccando temi come il legame tra l’alimentazione e i cambiamenti climatici (Report IPCC) e l’educazione alimentare, passando per il ruolo delle città e la presentazione del progetto SU-EATABLE LIFE - Guidare la transizione verso diete sane e sostenibili. 

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