Food Sustainability Media Award: ecco tutte le storie raccontate dai finalisti

Food Sustainability Media Award: ecco tutte le storie raccontate dai finalisti

09 Novembre 2018

Food Sustainability Media Award: ecco tutte le storie raccontate dai finalisti

Fino al 23 novembre è possibile votare online. A fianco della giuria professionale, infatti, anche i lettori contribuiscono a scegliere il miglior prodotto giornalistico che racconta il grande mondo della sostenibilità alimentare e agricoltura sostenibile.

Lanciata a dicembre 2016 dalla Thomson Reuters Foundation (TRF) e dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN), il Food Sustainability Media Award è l'iniziativa che richiama l'attenzione del pubblico sul tema della sostenibilità alimentare, premiando quei lavori che si sono occupati di sicurezza alimentare, sostenibilità, alimentazione e nutrizione, e che abbiano ricevuto un’eccezionale copertura mediatica. Al contempo, il premio si propone di collezionare inediti degni di nota.  Quest’anno sono state ricevute 431 candidature da 80 paesi in tutto il mondo ed il 16 ottobre scorso sono stati annunciati i 12 finalisti, tre per categoria (articoli pubblicati, articoli inediti, prodotti multimediali pubblicati e inediti), che verranno premiati sulla base di diversi criteri tra cui il contenuto, l'originalità e la creatività. A giudicarli ci sarà una giuria di esperti: i finalisti, oltre che per la propria categoria, concorrono anche per il premio Best of the Web, che sarà assegnato direttamente dal pubblico, tramite votazione sul sito web fino alle 23:59 (GMT) del 23 novembre.


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La premiazione al Forum di Fondazione BCFN

I vincitori saranno annunciati da una giuria composta da professionisti di spicco nei settori di giornalismo, fotografia, politica alimentare oltre che agricoltura sostenibile e ricerca, nel corso del 9° Forum internazionale su alimentazione e nutrizione di Fondazione BCFN che si terrà 27 novembre a Milano. Per chi concorre nella categoria degli articoli già pubblicati c’è in palio un premio in denaro di € 10.000; chi invece partecipa con un lavoro inedito avrà la possibilità di partecipare a un corso di formazione multimediale della Fondazione Thomson Reuters sulla sostenibilità alimentare. Anche il vincitore del premio Best of the Web riceverà un posto nel corso di formazione, insieme ai due secondi classificati in ciascuna delle categorie di lavori non pubblicati. Tutte le opere inedite vincitrici verranno pubblicate sul sito della Thomson Reuters Foundation e di Fondazione BCFN. L'articolo inedito vincitore sarà inoltre distribuito attraverso il Reuters newswire, raggiungendo così circa 1 miliardo di lettori.

Articoli inediti: il giornalismo è donna 

La sottocategoria degli articoli non pubblicati, come quella degli articoli già online, è composta solo da finaliste donne, con uno sguardo particolarmente ampio sui vari aspetti della sicurezza alimentare: Nathasha Alli concorre dal Canada con un pezzo sulla minaccia alla biodiversità nella pesca delle Filippine, assieme a Pauliina Siniauer, dalla Finlandia, che racconta di un’iniziativa di volontariato di Brooklyn, e Robyn Bowden, dal Sud Africa, con il suo pezzo sul ruolo delle donne sudafricane nello sviluppo di una agricoltura sostenibile. Per la sottocategoria dei prodotti multimediali inediti, la fa da padrone il giornalismo statunitense. Karen Buchsbaum e Koorosh Farchadi, con il video Harvests of Hope California, trattano il tema dei cambiamenti climatici, soprattutto della siccità, attraverso le parole degli stessi agricoltori. Seconda finalista è Maggie Andresen, che partecipa con una accorata denuncia alla malnutrizione in Rwanda attraverso un reportage fotografico, ed infine Rosemary Ostfeld, che in un video di otto minuti cerca di far passare un semplice ma prezioso messaggio: sono le nostre scelte quotidiane, che influiscono sulle scelte che compongono il piatto che abbiamo davanti e che mangeremo, ad aiutare o affossare, la salute del Pianeta.

Articoli pubblicati: paradossi e sicurezza alimentare

Il primo articolo pubblicato che concorre per la sua categoria è di Anna Wolfe: pubblicato su The Clarion Ledger, è intitolato Surrounded by crops, lacking food: A health paradox in the Mississippi Delta (“Circondati dai campi, privi di cibo: un paradosso sanitario nel delta del Mississipi”). La Wolfe racconta di Dolecia Cody, madre 29enne di due bambine, e della sua prima spesa in sei mesi: il problema della sicurezza  alimentare in una zona come il Mississipi affligge migliaia di americani, che si trovano in gravi condizioni di povertà, proprio come Cody. C’è poi la storia raccontata da Emma Bryce su Wired UK, intitolata The decades-long quest to end drought (and feed millions) by taking the salt out of seawater (“La ricerca decennale per porre fine alla siccità (e nutrire milioni di persone) togliendo il sale dall’acqua di mare”). “Non è vero che nel mondo vi è mancanza d’acqua, è solo che si trova nel posto sbagliato, ed è troppo salata" dice Charlie Paton, che ha trascorso gli ultimi 24 anni della sua vita a costruire una tecnologia che provasse questa sua idea. L’ultima a concorrere per il premio riservato agli articoli già pubblicati è Helena Bottemiller Evich, che su Politico pubblica The great nutrient collapse (“Il grande crollo dei nutrienti”): gli scienziati che si occupano di agricoltura sostenibile sanno da tempo che molti dei nostri alimenti più importanti sono diventati via via meno nutrienti. Le misurazioni mostrano che il contenuto in minerali, vitamine e proteine nei cibi più comuni è notevolmente diminuito negli ultimi 50-70 anni, forse perché, negli allevamenti e nelle coltivazioni abbiamo preferito concentrare le risorse nella quantità più che nella qualità. 


Due raccolte fotografiche e un video si contendendo il primo premio nella sezione multimediale: c’è Gregg Segal, che su Time Magazine ha pubblicato Daily Bread – una raccolta in cui il fotografo, in giro per il mondo, ha immortalato 18 bambini accanto a ciò che avevano mangiato nel corso di una settimana. C’è  Kim Harrisberg, che su Cutting Edge South African Broadcast Corporation, con il suo documentario Food Apartheid, tenta di esplorare l’esperienza sudafricana dove, con circa 10.000 nuovi casi di diabete ogni mese e nonostante i 24 anni di democrazia, non si può ancora parlare di equità in campo nutrizionale tra i diversi gruppi etnici. Infine, c’è l’italiano Luca Locatelli, che ha pubblicato su National Geographic Hunger Solutions, resoconto fotografico sull’Olanda, paese che dal 2000 ha ridotto la propria dipendenza dall'acqua per le colture fino al 90%, ha quasi completamente eliminato l'uso di pesticidi nelle serre e dal 2009 ha ridotto l’uso di antibiotici fino al 60% nell’allevamento di pollame e bestiame. 

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