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Food Sustainability Index, un voto di sostenibilità a 360 gradi

Serve davvero un indice di sostenibilità alimentare? La risposta è affermativa, soprattutto se si vuole affrontare il “problema cibo” a 360 gradi e fornire uno strumento utile per il cambiamento.

Di indici sul cibo ce ne sono davvero molti. C’è il Global Food Index pubblicato da Oxfam, una confederazione di organizzazioni non governative che lavora con l’obiettivo di ridurre la povertà; il Food Price Index della FAO, l’organizzazione che all’interno delle Nazioni Unite si occupa di cibo e di agricoltura; il Food Security Index curato dall’Intelligence Unit dell’Economist (EIU), la stessa che ha collaborato con BCFN per la creazione del Food Sustainability Index presentato a Milano a dicembre 2016 nel corso del Forum Internazionale BCFN su cibo e nutrizione, e molti altri ancora. Analizzando i sistemi alimentari oggi più diffusi, emerge però la necessità di un nuovo strumento che metta chiaramente in relazione cibo e ambiente.

Tutta la complessità del sistema cibo
Il cibo è essenziale per la vita dal punto di vista biologico, su questo non ci sono dubbi. Ma il cibo non è solo il carburante per le cellule: è anche una parte significativa della nostra identità e ha un ruolo di grande rilievo nell’economia dei singoli e delle nazioni. Come ricordano gli esperti della Commissione Europea per l’ambiente. Parlare di cibo oggi significa parlare anche di ambiente e di sostenibilità dei sistemi alimentari, perché dal cibo dipende gran parte della salute del pianeta e del futuro dell’umanità.Nel suo senso più letterale il termine ‘sostenibilità’ si riferisce a un utilizzo delle risorse a una velocità e con modalità che consentano al pianeta di rimpiazzarle” si legge nel sito della Commissione Europea alla pagina dedicata al cibo sostenibile. E sulla stessa pagina è stata pubblicata anche la conclusione del gruppo di esperti che si occupano di ricerca in campo agricolo (SCAR): “La maggior parte dei sistemi alimentari attuali compromette la capacità della Terra di produrre cibo in futuro”. Ma gli esperti europei vanno oltre, elencando anche quali sono i principali aspetti da prendere in considerazione quando si vuole comprendere la complessità del sistema cibo e la possibilità di renderlo davvero sostenibile. Eccone alcuni: le tendenze globali nella crescita e negli spostamenti della popolazione mondiale, i prezzi del cibo, i cambiamenti nei regimi alimentari, lo spreco di cibo, i cambiamenti nelle catene di fornitura dei prodotti, la pesca, l’acqua, la perdita di biodiversità e le sostanze usate per aumentare le rese agricole.

Alla base dell’Indice di Sostenibilità Alimentare
Una novità nel panorama degli indici sul cibo è l’indice di sostenibilità alimentare messo a punto da BCFN in collaborazione con EIU allarga lo sguardo a 360 gradi e prende in considerazione molti dei fattori che rendono un sistema alimentare davvero sostenibile. “Alla base della creazione del Food Sustainability Index c’è il continuo impegno di BCFN per coinvolgere la società civile, i decisori politici e i vertici dell’economia nelle sfide che il mondo si trova oggi ad affrontare” dichiarano gli esperti nel documento Fixing Food, un’analisi articolata su temi quali l’agricoltura, la nutrizione e il fenomeno delle perdite e degli sprechi alimentari, frutto ancora una volta della collaborazione tra BCFN ed EIU. L’indice esplora la capacità dei diversi paesi di tenere il passo con i tre paradossi del sistema alimentare globale - agricoltura sostenibile, nutrizione e spreco di cibo – con quattro obiettivi principali: mettere in luce le performance delle nazioni, stabilire dei punti di riferimento per il confronto, offrire esempi di buone pratiche a livello nazionale e cittadino e misurare i progressi nel tempo.
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