Europa e cibo, il percorso verso la transizione globale

Europa e cibo, il percorso verso la transizione globale

13 Maggio 2021

Europa e cibo, il percorso verso la transizione globale

Presentato il nuovo report degli esperti di Fondazione Barilla, un’analisi dei sistemi alimentari europei dal punto di vista della nutrizione, dell’agricoltura e dello spreco.



“Lo scopo di questo report è stimolare dibattito, azioni concrete e soluzioni per un sistema alimentare dell’Unione Europea (UE) che fornisca a tutti cibo sicuro, raggiungibile, nutriente e sostenibile dal punto di vista ambientale” si legge nel Report “Europe and Food” presentato a maggio 2021 e realizzato dal team di ricerca di Fondazione Barilla. 

“Trasformare la produzione, il consumo e il commercio alimentare in un sistema sano e sostenibile per l’ambiente è possibile, ma richiede un cambio drastico nell’atteggiamento pubblico, nelle politiche e nella conoscenza e la capacità di cogliere le attuali opportunità di cambiamento” aggiungono gli autori che hanno analizzato l’attuale situazione negli stati dell’UE (incluso il Regno Unito) partendo anche dai risultati del Food Sustainabilty Index, creato da Fondazione Barilla in collaborazione con l’Economist Intelligence Unit. 

Tre i principali ambiti esplorati: alimentazione sana e nutriente, agricoltura, spreco e perdita di cibo.


Diete sane e sostenibili, un obiettivo lontano

Dal punto di vista dell’alimentazione sana, la fotografia scattata dal report non è certo incoraggiante. Sovrappeso e obesità sono presenti a livelli elevati in tutti i paesi dell’Unione, sia tra gli adulti che tra i bambini: l’Europa del sud vanta il triste primato della maggiore prevalenza di bambini e adolescenti sovrappeso e in tutti i paesi analizzati oltre un adulto su due pesa troppo

A questo quadro, che favorisce lo sviluppo di malattie non trasmissibili legate all’eccesso di peso, si aggiunge il fatto che l’Europa si sta muovendo verso una dieta di tipo “occidentale” ricca di proteine, grassi saturi, cereali raffinati, alcol, zucchero e sale e sempre più povera di frutta e verdura. Come ricordano gli esperti, le linee guida per una sana alimentazione ci sono, ma non sono aggiornate contemporaneamente in tutti i paesi dell’UE e inoltre solo in Svezia e Germania includono in questi documenti anche un’attenzione alla sostenibilità della dieta


Svecchiare l’agricoltura 

L’agricoltura è al centro delle politiche europee. La più recente Politica Agricola Comune accende infatti i riflettori su ambiente e clima e il Green Deal Europeo prevede misure per costruire un’Europa a impatto zero sul clima entro il 2050 anche attraverso istruzione, scienza, ricerca, innovazione e digitalizzazione. 

Resta il fatto che in Europa oggi l’agricoltura è responsabile del 10% delle emissioni totali di gas serra (soprattutto legate all’allevamento di bestiame) e che i terreni agricoli si stanno degradando, in particolare nei paesi del sud Europa: su 28 paesi, 17 hanno un contenuto di carbonio nel suolo inferiore alla soglia critica del 1,5%, calcolato come percentuale di peso. Infine, ma non certo meno importante, l’agricoltura europea è “vecchia”, tanto solo il 5% dei giovani under 35 è impiegato in agricoltura e l’età media degli agricoltori è 53 anni. 


Spreco, perdite e come combatterli

In media, ogni cittadino europeo butta circa 58 kg di cibo ogni anno (87 kg in Belgio). Circa il 20% del cibo prodotto nell’Unione viene sprecato e il 3% viene perso nelle fasi iniziali della filiera (raccolto e lavorazione). La buona notizia è che l’Europa si sta muovendo a passo sostenuto nella lotta allo spreco alimentare per esempio con linee guida per le donazioni alimentari e per l’uso in allevamento del cibo non più utilizzabile per il consumo umano. Non ultima la creazione nel 2020 di una metodologia comune per misurare lo spreco e la perdita di cibo. Tra i paesi più virtuosi in questo senso la Francia, che già nel 2016 ha pubblicato – prima al mondo – una legge contro lo spreco e la perdita di cibo, e l’Italia con normative per facilitare le donazioni alimentari, modificare l’etichettatura dei cibi e incentivi a livello fiscale per chi lotta contro lo spreco. Non mancano infine strumenti digitali come le app che aiutano produttori e cittadini a non sprecare e iniziative per favorire un approccio di economia circolare anche per il settore alimentare. 

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