Storie di educazione alla sostenibilità dal mondo

Storie di educazione alla sostenibilità dal mondo

17 Ottobre 2018

Storie di educazione alla sostenibilità dal mondo

I programmi di educazione alla sostenibilità alimentare e agricola vanno dai primi anni della scuola dell’infanzia fino all’Università. In tutto il mondo vi sono esempi di iniziative virtuose, a cui si affianca ora l’offerta didattica di BCFN.

Sensibilizzare alla sostenibilità alimentare non basta: è giusto e quanto mai urgente che i giovani di oggi, nonché adulti di domani, imparino da subito come promuovere lo sviluppo sostenibile e preservare le risorse del pianeta, grazie a progetti educativi studiati per loro. La enviromental education, come è stata battezzata da William P. Stapp, risale addirittura al 1969, ed è nel 1977 che è stata ufficializzata come missione pedagogica dall’UNESCO. Rispettare l’ambiente, seguire le regole per un corretto riciclo ed essere cittadini ecologicamente responsabili: questi temi di educazione alla sostenibilità sono una vera propria materia di studio per molti ragazzi in tutto il mondo.


The Edible Schoolyard Project negli Stati Uniti

Gli studenti della Martin Luther King Jr Middle School a Berkeley, in California, hanno un eclettico insegnante: il suo nome è Geoff Palla, e di mestiere fa il giardiniere. Perché proprio attraverso il giardinaggio è possibile fare educazione alla sostenibilità e mostrare direttamente ai ragazzi l’impatto delle nostre azioni sulla natura. È iniziato tutto nel 1995, e da allora il progetto Edible Schoolyard (letteralmente Cortile Commestibile) è riuscito a raggiungere centinaia di insegnanti e più di un milione di studenti statunitensi. 

Sappiamo che per prendersi cura di qualcosa bisogna avere a cuore quello che si sta facendo. E se gli studenti non hanno l’opportunità di toccare con mano la natura tramite piccoli gesti, come la cottura dei cibi e la condivisione dei pasti, non potranno mai prendersi cura dell’ambiente stesso”, spiega la Direttrice del progetto Kyle Cornforth.

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E infatti, dal giardinaggio si passa alla cucina e quindi alla sostenibilità alimentare. “Cerchiamo di far capire ai ragazzi che il tempo e lo sforzo che ci mettono a coltivare e cucinare non sono sprecati, così come non si devono sprecare gli alimenti. Se dovessero gettare un pomodoro nel cestino, dico loro di pensare a quando hanno piantato il seme parecchi mesi fa. Per gettare qualcosa nella spazzatura basta un secondo, ma si stanno buttando via mesi e mesi di lavoro, bisogna ricordarselo”, sottolinea Esther Cook, uno dei docenti coinvolti. 

In Europa

La Finlandia, di cui questo magazine aveva già parlato, ha fatto da apripista dei progetti educativi, ma non è solo il Paese scandinavo a offrire esempi virtuosi di educazione alla sostenibilità: in una scuola a nord di Londra, per esempio, bambini dai 3 agli 11 anni imparano attraverso canzoncine tutto quello che c’è da sapere sui combustibili fossili, il compostaggio, l’impatto ambientale dei vari mezzi di trasporto e molto altro ancora. 

I bambini adorano le canzoni sulla natura,” rivela Beth Cleine, parte del corpo docente della scuola elementare inglese. “Sono motivetti semplici e orecchiabili, da cantare in classe ed è un modo divertente per imparare tutti assieme”. Ogni canzone è legata anche alla realizzazione di un piccolo progetto, il più delle volte visivo: così, per esempio, i piccoli alunni, sulle note di “Compost and growing” (letteralmente, “Concime e crescita”) assieme ai propri insegnanti hanno installato i bidoni per la creazione del concime, utile anche nell’orto della scuola e fondamentale per comprendere il concetto di sviluppo sostenibile e in particolare di utilizzo delle risorse e di sostenibilità alimentare.

E anche in Italia il tema dello sviluppo sostenibile arriva sui banchi con nuovi progetti educativi. Un esempio che vede protagonisti ragazzi decisamente più adulti, e un approccio più teorico e meno pratico alla materia, è l’insegnamento transdisciplinare dell’Università di Siena, presso il Dipartimento di Scienza Fisiche della Terra e dell’Ambiente, chiamato appunto “Sostenibilità”. Il programma, con argomenti che spaziano dall’economia alla sociologia, passando ovviamente per l’energia e i trasporti, si inserisce nell'ambito del crescente impegno dell'Ateneo sui temi dello sviluppo sostenibile, anche in relazione all’importante ruolo assunto all'interno del progetto dell'ONU Sustainable Development Solutions Network. 

Anche BCFN ha messo e mette in campo numerose iniziative gratuite dedicate a studenti e insegnanti delle scuole italiane, progetti educativi che creano un’importante sinergia tra educazione alimentare e educazione ambientale: un’analisi completa per comprendere i legami tra cibo e ambiente, salute, società e migrazioni. 

In particolare, il programma “Noi, il cibo, il nostro pianeta” offre strumenti didattici che vanno dalle favole a materiali che gli insegnanti possono utilizzare nelle proprie lezioni, passando attraverso corsi specializzati sull’ambiente e sull’educazione alla sostenibilità, il tutto raccolto in un sito web dedicato, che si arricchisce costantemente di nuovi contenuti.


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