L’economia circolare per garantire cibo e sistemi di produzione alimentare “sani”

L’economia circolare per garantire cibo e sistemi di produzione alimentare “sani”

14 Febbraio 2019

L’economia circolare per garantire cibo e sistemi di produzione alimentare “sani”

L’attuale impostazione dei sistemi di produzione alimentare causa enormi danni all’ambiente e porterà in breve tempo a conseguenze irreparabili anche per la salute umana: l’economia circolare può essere la soluzione secondo un nuovo report.

Ridisegnare i sistemi di produzione alimentare sulle regole dell’economia circolare per garantire a tutta la popolazione mondiale cibo nutriente, ma anche prodotto nel rispetto dell’ambiente e delle regole di sostenibilità

È quanto si propongono gli esperti della Ellen MacArthur Foundation, autori di un report presentato nel corso dell’edizione 2019 del World Economic Forum di Davos. Il titolo del report - Cities and Circular economy for Food (CCEFF) - mette in primo piano i veri protagonisti della trasformazione dei sistemi di produzione alimentare: l’economia circolare e le città. “Si tratta di arrivare a sistemi alimentari che aiutino l’ambiente anziché distruggerlo” spiegano dalla Fondazione. “Abbiamo bisogno di una trasformazione radicale nel modo in cui produciamo, consumiamo e distribuiamo il cibo se vogliamo davvero risolvere I grandi paradossi globali sull’alimentazione” aggiunge Anna Ruggerini, direttore operativo e membro del board di BCFN, ricordando che questa nuova impostazione dei sistemi alimentari urbani avrebbe un effetto enorme e permetterebbe di riconnettere le diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile: sociale, economica e ambientale. Il tutto grazie a un approccio di sostenibilità nel quale diversi attori e diversi settori cooperano verso soluzioni integrate del problema. 

I dati parlano chiaro

Secondo quanto riportato dal report CCEFF, entro il 2050 i fattori legati all’attuale produzione alimentare sul piano industriale potrebbero causare 5 milioni di decessi: il doppio di quelli oggi legati all’obesità. Ma non è tutto: per ogni dollaro speso in cibo oggi se ne spendono 2 in costi sanitari, economici e ambientali. “In pratica è impossibile che le persone possano compiere scelte alimentari sane se il sistema di produzione alimentare non è esso stesso sano” ricordano gli autori del report. E in effetti, dallo spreco alimentare all’inquinamento da pesticidi e alla degradazione del prezioso capitale naturale, sono molti gli esempi di come l’attuale sistema di produzione alimentare non sia all’insegna della sostenibilità su lungo periodo. Lo sfruttamento di fonti energetiche non rinnovabili da utilizzare come combustibile per i processi di produzione e lavorazione del cibo sono uno di questi. Secondo i dati disponibili, infatti, per produrre una singola caloria di cibo se ne bruciano oggi 13 di petrolio. Le attuali pratiche agricole inoltre prevedono ancora l’utilizzo di grandi quantità di fertilizzanti e pesticidi che possono inquinare acqua, aria e suolo, ulteriormente compromessi dai processi di post-produzione come la lavorazione dei prodotti o la loro distribuzione. Non a caso l’industria agro-alimentare è responsabile del 25% di tutte le emissioni di gas serra derivanti dall’attività umana. E se ancora non bastasse, gli esperti sottolineano come l’agricoltura sia stata la causa tra il 2000 e il 2010 del 73% della deforestazione e come lo spreco alimentare abbia raggiunto livelli difficili da immaginare: ogni secondo viene sprecato nel mondo l’equivalente di 6 camion della spazzatura di cibo commestibile. 

(Ri)cominciare dalle città

Le città rappresentano il punto di partenza ideale per rivoluzionare gli attuali sistemi di produzione alimentare e la ragione è semplice: entro il 2050 l’80% del cibo sarà consumato proprio nelle città. “Con la crescente urbanizzazione, il raddoppio della domanda di cibo, l’aumento dello spreco alimentare e dei costi, la pressione sugli attuali sistemi di produzione alimentare è in continua crescita ed è giunto il momento di fare un passo indietro e rivedere le nostre azioni passate” scrive in un comunicato Martin Stuchtey, fondatore e partner di SYSTEMIQ, che ha fornito il supporto analitico per il report. Come far partire quindi questa rivoluzione del sistema cibo dalle città? Secondo il report CCEFF seguendo tre principali obiettivi: utilizzare fonti alimentari coltivate in modo rigenerativo e sul luogo dove possibile e opportuno, trarre il massimo dal cibo attraverso un utilizzo più efficiente e la riduzione dello spreco alimentare, pensare e mettere sul mercato cibo più sano. 

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"Le azioni messe in campo dalle città per ridurre gli sprechi e migliorare la salute attraverso l’economia circolare valgono qualcosa come 2.700 miliardi di dollari all’anno a livello di economia globale” hanno sottolineato gli esperti, presentando il report agli economisti riuniti a Davos.

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