EAT-Lancet Commission: la dieta sana che parte da un sistema alimentare sostenibile

EAT-Lancet Commission: la dieta sana che parte da un sistema alimentare sostenibile

17 Gennaio 2019

EAT-Lancet Commission: la dieta sana che parte da un sistema alimentare sostenibile

Dal lavoro dei massimi esperti mondiali sui temi della salute e della sostenibilità è nato un documento da utilizzare come base per nutrire in modo sano tutta la popolazione mondiale nel pieno rispetto della salute del pianeta. 

È possibile garantire una dieta sana per una popolazione futura di 10 miliardi di persone rispettando le soglie di sostenibilità del pianeta? Nasce per dare una risposta a questa domanda l’idea di riunire esperti internazionali di diversi settori – dalla salute umana all’agricoltura, passando per le scienze politiche e la sostenibilità ambientale – in un unico gruppo di lavoro. È la EAT-Lancet Commission on Food, Planet, Health, co-diretta da Walter Willett della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston (Stati Uniti) e Johan Rockström, dello Stockholm Resilience Centre di Stoccolma (Svezia) e del Potsdam Institute for Climate Impact Research in Germania

Il lancio ufficiale del primo report della EAT-Lancet Commission è previsto per il pomeriggio del 17 gennaio 2019 a Oslo (Norvegia), con collegamento streaming al sito eatforum.org, e quasi contemporaneamente verrà pubblicato anche sulla prestigiosa rivista Lancet. Ma queste sono solo le prime tappe di un viaggio che porterà il documento nei cinque continenti con lanci previsti nei primi mesi del 2019 in oltre 30 siti in tutto il mondo, come descritto in dettaglio nel sito internet dedicato

Perché la EAT-Lancet Commission?

Con 37 tra i maggiori esperti mondiali di salute e sostenibilità provenienti da 16 diversi paesi e uno sforzo enorme per valutare tutte le prove scientifiche disponibili, la EAT-Lancet Commission rappresenta senza dubbio una fonte attendibile di informazioni nel settore. Ma era davvero necessario creare l’ennesimo gruppo di esperti e l’ennesimo report? La risposta è affermativa e lo si comprende riflettendo sul contesto nel quale la commissione di muove e sulla peculiarità del report finale. “Ad oggi non esiste un consensus scientifico che spieghi in dettaglio cosa si intende per dieta sana e inoltre non disponiamo di un documento riassuntivo che definisca come dovrebbero cambiare gli attuali sistemi alimentari per essere davvero sostenibili” spiegano gli esperti, ricordando anche che mancano linee guida per comunicare a tutti gli attori coinvolti come garantire a tutta la popolazione mondiale una dieta sana che arrivi da un sistema alimentare sostenibile. E qui si inserisce il report finale della Commissione, nel quale per la prima volta vengono proposti gli obiettivi scientifici che sono la base sia una dieta sana sia un sistema alimentare sostenibile. “Con la sua analisi attenta dei dati oggi disponibili il report EAT-Lancet colma le distanze tra salute, sostenibilità ambientale, scienza e azioni concrete e fornisce traguardi scientifici per guidare tutti i protagonisti nel definire strategie concrete in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e gli Accordi sul clima di Parigi” aggiungono gli esperti. 

La parola ai dati

Il cibo rappresenta la leva più importante per migliorare la salute dell’uomo e del pianeta. Non a caso, 6 dei primi 11 fattori responsabili del peso globale delle malattie sono legati al cibo e dalla produzione alimentare dipende gran parte delle emissioni di gas serra e di consumo di suolo e di acqua. Per garantire quindi il benessere della popolazione e dell’ambiente servono cambiamenti drastici che puntino su un sistema produttivo e una conseguente alimentazione a base di prodotti vegetali. Fin qui niente di particolarmente nuovo. La grande novità messa in campo dagli esperti della EAT-Lancet Commission è la presentazione di modelli concreti di dieta sana e di soglie per l’utilizzo di terra, acqua e prodotti chimici nei sistemi di produzione alimentare. È stato quindi creato un “piatto” ad hoc che rappresenta la dieta sana planetaria, buona per salute e ambiente. Tutti i dettagli sono riportati nel documento finale nel quale si possono trovare, per esempio, i grammi di macronutrienti da assumere ogni giorno (232 per i cereali integrali, da 200 a 600 per la verdura) e i rispettivi apporti energetici (calorie). Stando alle stime, se nel mondo tutti seguissero queste indicazioni si potrebbero evitare ogni anno circa 11 milioni di decessi tra gli adulti. Infine, in un’ulteriore sezione del report, l’analisi dei sistemi alimentari ha permesso alla commissione di calcolare le soglie entro le quali tali sistemi dovrebbero mantenersi per evitare danni irreparabili al pianeta. Sei le variabili da tenere sotto controllo in questo contesto: emissione di gas serra, consumo di terra, consumo di acqua, utilizzo di azoto, utilizzo di fosforo e tasso di estinzione delle specie. 

Le soglie del rischio

Il concetto di “limite” (in inglese boundary) è fondamentale nel report della EAT-Lancet Commission: grazie all’analisi dei dati scientifici si fissano infatti i “limiti”, le soglie entro le quali si dovrebbe rientrare quando si prendono decisioni in termini di dieta sana e sostenibilità dei sistemi alimentari. “Servono come guide per comprendere meglio i livelli accettabili di rischio” si legge nel report, dove non mancano esempi di come oggi tali soglie vengano spesso superate, non sempre per volontà diretta, ma anche per necessità o mancanza di alternative. Rispetto alla dieta sana identificata nel report, si nota per esempio che a livello mondiale i due gruppi di alimenti che superano di gran lunga la soglia massima (indicata come 100%) sono la carne rossa (288%) e i vegetali amidacei come le patate o la manioca (293%). Attenzione però: guardando più nel dettaglio si notano differenze enormi in termini di consumo di questi alimenti tra le nazioni, con gli Stati Uniti che superano le soglie quando si parla di proteine animali (carne rossa 638%, uova 268%, pollame 234%, latte e latticini 145%) e regioni come l’Africa Sub-Sahariana che sforano il limite per i vegetali amidacei (729%). Esempi simili possono essere tratti anche partendo dalle soglie di sostenibilità dei sistemi alimentari calcolate nel report.  

Servono a questo punto strategie efficaci per raggiungere gli obiettivi fissati nel report e gli esperti della EAT-Lancet Commission ne suggeriscono cinque, tra le quali la ricerca di sforzi nazionali e internazionali per diffondere diete sane e il ri-orientamento delle priorità dell’agricoltura che dovrebbero passare dalla produzione di gradi quantità di cibo alla produzione di cibo sano


Approfondisci gli argomenti correlati:

Scopri di più su cibo e sostenibilità

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua