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Dieci tendenze della sostenibilità alimentare

Sono quattro i principali scopi da perseguire che vengono citati in maniera diretta dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile relativamente all’alimentazione: porre fine alla fame, garantire la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere una produzione sostenibile. Seeds&Chips, il summit internazionale dedicato all'innovazione alimentare dal campo alla tavola, ha contribuito a individuare dieci tendenze che stanno indirizzando il settore tecno-alimentare verso il conseguimento di questo fine: creare un panorama alimentare più sostenibile.

Fino a oggi le etichette fornivano informazioni riguardanti gli ingredienti originari, ignorando il risultato dei processi di cottura. Sono state costituite enormi infrastrutture di dati strutturati pubbliche e private incentrate sul valore medicinale degli stupefacenti, mentre il ruolo del cibo, dell'alimentazione e dello stile di vita è stato ampiamente sottovalutato. Questo scenario sta però mutando rapidamente e la democratizzazione delle informazioni nutrizionali è destinata a proseguire. L’obiettivo finale è offrire sicurezza alimentare e promuovere la consapevolezza attraverso la tracciabilità, su una scala che sia quanto più vasta possibile, facendo leva su sensori, su sistemi di analisi e applicazioni nonché sulla presenza di nutrienti specifici e creando infrastrutture di dati allo scopo di definire un impatto ambientale degli alimenti che sia comune a livello mondiale. Tutto ciò è associato in maniera sempre crescente alla sfera della salute. Dalle bevande probiotiche agli alimenti funzionali, si stanno rapidamente facendo strada soluzioni alimentari che contribuiscono a prevenire o a curare svariate patologie. Si chiama bio-informatica e il suo scopo è rendere accessibili le fonti alimentari, fornendo soluzioni per la salute che siano naturali, sostenibili e i cui effetti siano dimostrati scientificamente. La progettazione di un nuovo sistema alimentare riveste un ruolo fondamentale nella minimizzazione del consumo di cibo a fronte di una massimizzazione dell'apporto di nutrienti, da raggiungersi utilizzando prodotti esistenti o creandone di nuovi attraverso la fabbricazione alimentare. Differenziandosi dalle tecnologie di produzione alimentare basate sulla robotica (che sono pensate per automatizzare processi manuali ai fini della produzione di massa), la stampa 3D del cibo integra tecnologia e tecnica gastronomica digitale per consentire di produrre alimenti completamente personalizzati.
Poiché ora è possibile combinare gli ingredienti lavorando con gli aromi (l'80% di quello che chiamiamo sapore in realtà è dato proprio dagli aromi), chiunque ha la facoltà di operare le scelte alimentari migliori in termini di gusto e valore nutritivo. Questo è solo un esempio di come oggigiorno l'analisi dei dati e l'apprendimento artificiale trovino applicazione nell'universo alimentare.
Il potere della tecnologia nell'aiutare il nostro sistema alimentare a diventare sempre più sostenibile è enorme. La produzione alimentare può essere riorganizzata per rispondere alle esigenze della vita nelle aree urbane ad alta densità di popolazione e per preservare la sicurezza alimentare nonostante le prospettive future di un aumento dell'instabilità e delle vulnerabilità climatiche. Questa pratica prende il nome di nerd farming, agricoltura da nerd.


Scelte più economiche e salutari
Mettere a disposizione nuove possibilità di scelta rappresenta un altro importante aspetto del cambiamento. Le stime secondo cui la popolazione mondiale arriverà a 9 miliardi di persone stanno costringendo l'industria alimentare a trovare nuove soluzioni alimentari rispettose dell'ambiente. Tra queste figurano gli insetti commestibili  , che contengono proteine di alta qualità, vitamine e aminoacidi adatti all'uomo e garantiscono un impatto ambientale ridotto. Un altro esempio è costituito dalle alghe: ogni porzione di Spirulina contiene una quantità maggiore di proteine e di ferro rispetto alla carne macinata al 20% di grassi.
Un altro approccio è quello che mira ad accorciare la filiera alimentare e che prevede la presenza di un numero molto limitato di intermediari, un incoraggiamento dell'economia rurale nonché la creazione di nuovi modi per vendere i prodotti locali e attirare nuovi tipi di clienti. Da ultimo, il riutilizzo degli scarti è uno dei temi centrali quando si parla di sostenibilità alimentare. Soltanto nell'Unione Europea, vanno sprecate circa 90 milioni di tonnellate di cibo ogni anno. Le opportunità economiche in questo settore sono enormi e pare che molte aziende stiano dando un contributo per rispondere al problema. Alcuni esempi di soluzioni sono: mettere in contatto i produttori di cibo con organizzazioni benefiche per ridurre al minimo gli sprechi, offrire ai rivenditori la possibilità di mettere a disposizione dei clienti prodotti in scadenza a un prezzo ridotto, riciclare i fondi di caffè trasformandoli in biocarburanti e prodotti biochimici, o ancora monitorare gli scarti lungo la filiera per ridurli il più possibile. In questo momento lo scenario è molto vitale e il potenziale in termini di impatto sulla sostenibilità è davvero formidabile.
Ad ogni modo lo scopo che accomuna tutte queste tendenze è quello di trasformare le scelte salutari in quelle più semplici combinando questa nuova possibilità decisionale con l'educazione alimentare e le comunità alimentari: si registra una crescita costante del numero di organizzazioni che si stanno rendendo conto di quanto sia importante creare in tutto il mondo "hub alimentari e comunità online" da connettere poi tra loro. “È essenziale che forniamo alle generazioni future quelle competenze di cui hanno urgente bisogno al fine di poter condurre vite più salutari, più felici e più produttive" dice Jamie Oliver all'interno della pubblicazione della BCFN intitolata “Eating Planet”.
La consapevolezza si sta rivelando una delle armi di maggiore impatto per plasmare un sistema sostenibile.

Chiara Cecchini





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