Davos 2019 sottolinea l’importanza della sostenibilità alimentare per affrontare i principali rischi globali

Davos 2019 sottolinea l’importanza della sostenibilità alimentare per affrontare i principali rischi globali

15 Marzo 2019

Davos 2019 sottolinea l’importanza della sostenibilità alimentare per affrontare i principalirischi globali

I delegati del meeting annuale del Forum Economico Mondiale (World Economic Forum - WEF) a Davos sono sempre più coinvolti in dibattiti sulle minacce poste dai cambiamenti climatici. Quest’anno, tuttavia, le conversazioni hanno assunto un carattere di maggiore urgenza. Sette dei dieci principali rischi globali del WEF, tra cui i primi tre (eventi meteorologici estremi, fallimento della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici e gravi catastrofi naturali), infatti, sono ora legati al clima. E, al crescere della consapevolezza del contributo del sistema alimentare globale ai cambiamenti climatici, la questione di come nutrire il pianeta in maniera sostenibile è sempre più prioritaria.


Questo articolo è stato originariamente pubblicato su foodsustainability.eiu.com

Il bisogno di innovazione alimentare

Molta attenzione è stata dedicata a come finanziare e a diffondere le innovazioni nell’ambito della produzione alimentare. Al meeting di Davos di quest’anno, ad esempio, sono stati pubblicati gli ultimi risultati del progetto WEF “Innovation with a Purpose” (parte della sua Food System Initiative), che dimostrano, tra l’altro, come un miglioramento della tracciabilità possa aumentare la sostenibilità del cibo e degli approvvigionamenti alimentari.

La necessità di compiere questo tipo di sforzi è evidente. Dalla produzione di fertilizzanti e pesticidi chimici alla deforestazione, al trasporto delle materie prime, la produzione alimentare contribuisce in maniera significativa ai cambiamenti climatici, rappresentando fino al 30% delle emissioni globali di gas serra (GHG).

Anche il contributo degli allevamenti è considerevole: i ruminanti come le mucche e le pecore, infatti, producono metano, un gas che riscalda l’atmosfera molto più velocemente dell’anidride carbonica. Le cifre sono allarmanti: le emissioni di gas serra prodotte dalle sole catene di approvvigionamento degli allevamenti sono responsabili di oltre il 14% di tutte le emissioni di origine umana.

Il problema è che alla crescita della popolazione del pianeta e del reddito pro capite corrisponde un innalzamento della domanda globale di carne, che potrebbe aumentare di quasi il 50% entro il 2050.

Che si tratti di prodotti da allevamento, di prodotti freschi o di materie prime alimentari, ridurre l’enorme impronta ecologica del cibo richiederà ogni soluzione possibile: dall’applicazione di nuove tecnologie come i big data e l’intelligenza artificiale, a modalità innovative di produzione, lavorazione e distribuzione degli alimenti.

Adottare pratiche agricole sostenibili

Il Food Sustainability Index (FSI), sviluppato dalla The Economist Intelligence Unit in collaborazione con il Barilla Center for Food & Nutrition, evidenzia che alcuni Paesi stanno affrontando queste sfide più efficacemente di altri. L’edizione 2018 del FSI, che utilizza come quadro di riferimento i tre pilastri dell’agricoltura sostenibile, le sfide nutrizionali e le perdite e gli sprechi alimentari, ha rilevato che, per quanto riguarda l’indicatore delle emissioni di gas serra prodotte dall’agricoltura, Cipro, Malta, Libano, Lussemburgo, Israele, Giordania e Slovenia stanno ottenendo risultati considerevoli.

Il FSI ha inoltre rilevato che gli sforzi per ridurre l’impatto ambientale dell’alimentazione e dell’agricoltura non sono sostenuti esclusivamente dai mercati maturi. Tra i Paesi a basso reddito, la Costa d’Avorio, lo Zambia e il Camerun sono tra i più attivi.

Di fatto, Paesi con livelli di reddito molto diversi stanno adottando pratiche agricole e alimentari sostenibili, alcune delle quali basate su metodi agricoli tradizionali. In Bangladesh, ad esempio, il metodo di posizionamento profondo utilizzato da milioni di agricoltori riduce l’uso di fertilizzanti di oltre il 30% e aumenta i raccolti del 15-20%.

Sebbene sia necessario cambiare molti aspetti della produzione alimentare, il ruolo delle pratiche agricole tradizionali nella promozione di un’agricoltura sostenibile è sempre più riconosciuto.

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ad esempio, un miglioramento diffuso delle pratiche esistenti in materia di alimentazione, salute e allevamento (miglioramento della gestione del letame, dell’efficienza energetica, ecc.) potrebbe aiutare il settore zootecnico a ridurre le emissioni di gas serra fino al 30%.

Il rapporto che accompagna l’edizione 2018 dell’FSI, Fixing Food 2018: best practices towards the Sustainable Development Goals, ha evidenziato esempi di pratiche agricole tradizionali e sostenibili, come l’agricoltura “no-till” (semina sul sodo) o “low-till” (lavorazione minima) in grado di aumentare la ritenzione idrica.

Nuove tecnologie

Tuttavia, se le pratiche esistenti svolgono un ruolo importante, anche le nuove tecnologie possono contribuire ad accelerare il passaggio dell’agricoltura a un’economia a basse emissioni di carbonio. L’agricoltura di precisione, che utilizza soluzioni come il monitoraggio satellitare e i sensori del suolo, consente un utilizzo più efficiente delle risorse.

Nel contempo, i mercati online possono mettere in contatto gli agricoltori con gli acquirenti, aiutandoli a vendere di più e a sprecare meno. L’adozione di questi e di altri strumenti digitali potrebbe ridurre le emissioni globali del 10% abbattendo gli scarti di carne ed eliminando le emissioni di gas serra associate.

image

Fixing food 2018 cita, ad esempio, la Connected Farmer Alliance, un’iniziativa di TechnoServe, dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale e di Vodafone, una società di telecomunicazioni britannica, che utilizza la tecnologia mobile per collegare gli agricoltori alle multinazionali agricole e semplificare i pagamenti, aumentando la produttività, i redditi e la resilienza di 500.000 piccoli agricoltori.

Un altro esempio di best practice innovativa che sfrutta la tecnologia e coinvolge molteplici soggetti interessati, evidenziata in Fixing food 2018, è l’iniziativa Climate Smart Agriculture sviluppata dal Business for Social Responsibility e dal World Business Council for Sustainable Development. Questa iniziativa si concentra sulla resilienza degli agricoltori, sull’accesso ai finanziamenti, sulla tracciabilità delle catene di approvvigionamento e sulla deforestazione legata all’agricoltura.

Tra i benefici potenziali delle tecnologie, la ricerca del WEF presentata quest’anno a Davos evidenzia in particolare la loro capacità di riconfigurare le catene di approvvigionamento alimentare globale per migliorarne la sostenibilità. Ad esempio, un sistema di raccolta di dati nuovo e più esaustivo potrebbe consentire di acquisire, in tempo reale, metriche relative alla produzione alimentare, come le emissioni di carbonio per prodotto.

Tali sistemi potrebbero quindi calcolare il costo reale degli alimenti o di misurarne il valore tenendo in considerazione il costo delle emissioni di gas serra. Queste informazioni e altri tipi di dati potrebbero informare attori essenziali del sistema alimentare globale come i governi, in grado di creare incentivi politici per una produzione alimentare più sostenibile dal punto di vista ambientale, e i consumatori, che potrebbero scegliere in maniera più consapevole ciò che mangiano.

Tutto questo è cruciale: data la complessità dell’alimentazione e dell’agricoltura, solo la partecipazione di tutti i settori della società può guidare il sistema alimentare globale verso un futuro a basse emissioni di carbonio e il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, per ciascuno dei quali la sostenibilità alimentare gioca un ruolo fondamentale.



Approfondisci gli argomenti correlati:

Scopri di più su cibo e sostenibilità

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua