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cibo e sostenibilità

Dall’agricoltura all’energia, tutti chiedono acqua

Non c’è solo il consumo idrico visibile. Per vivere, mangiare, produrre consumiamo quantità ingenti di acqua, a un ritmo che il nostro pianeta potrà non sostenere ancora a lungo.

L’acqua è un elemento essenziale alla vita umana e di tutte le specie viventi. Non a caso, essa è ciò che accomuna tutti i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile approvati il 25 settembre 2015 dall’ONU e che tracciano un percorso di sostenibilità da raggiungere entro il 2030 per tutti i Paesi del mondo. Nonostante il pianeta sia letteralmente coperto di acqua, solo l’1 per cento circa è acqua dolce accessibile per l’utilizzo umano. I problemi di scarsità idrica, che si verificano quando le richieste dei diversi settori non possono essere soddisfatte per limitazioni legate alla quantità o alla qualità dell’acqua, riguardano circa il 40 per cento della popolazione mondiale, ed entro 10 anni potrebbero colpire quasi 2 miliardi di persone.


Fabbisogno in crescita

Sono molti i fattori che determineranno nel futuro la domanda di acqua. Il primo è sicuramente l’aumento della popolazione. Nutrire gli oltre 9 miliardi di persone che si prevede popoleranno la Terra nel 2050 si tradurrà in un aumento del consumo di acqua di almeno il 20 per cento, a fronte di un’aumentata richiesta di cibo, +50 per cento nel 2030 e +70 per cento nel 2050 (1).

Un secondo fattore è il cambiamento delle abitudini alimentari. Oltre il 90 per cento dell’impronta idrica dell’umanità (2) è riconducibile all’agricoltura, l’attività umana più esigente dal punto di vista idrico. Questo significa che ciò che mangiamo determina il nostro consumo individuale di acqua. L’alimentazione rappresenta, per esempio, il’89 per cento dell’impronta idrica giornaliera: servono fino a 5.000 litri per produrre il cibo necessario a una singola persona.

Il settore agricolo consuma, in media, il 70 per cento delle riserve d’acqua globali. Ma in alcuni Paesi questa percentuale è molto più alta ed entra in forte competizione con gli altri settori. La quantità totale di acqua “contenuta” nel cibo dipende da molti fattori, tra cui il sistema alimentare e la località geografica di riferimento. Per esempio, la carne prodotta in sistemi intensivi richiede cinque volte più acqua rispetto agli allevamenti al pascolo (3). Carne e derivati animali sono gli alimenti più “idrovori”: servono 2.400 litri di acqua per produrre un hamburger, contro i 500 litri per una porzione di formaggio, 150 litri per una porzione di pasta e 13 per un pomodoro (4). Le nostre scelte alimentari hanno dunque un ruolo strategico per la gestione delle risorse idriche del pianeta. Se tutta la popolazione mondiale adottasse una dieta di tipo occidentale, occorrerebbe un aumento del 75 per cento dell’acqua utilizzata attualmente per produrre cibo (5). Al contrario, adottando una dieta di tipo mediterraneo è possibile risparmiare oltre 2.000 litri d’acqua al giorno a persona (6).


Voraci di energia

L’aumento della richiesta energetica nel 2035 crescerà di un terzo rispetto al 2011, in particolare in Cina e India, ma anche nel Medio Oriente e Sud Est asiatico (7). L’aumento di energia idroelettrica crescerà del 60 per cento nel 2030 rispetto al 2004, generando quindi ulteriori pressioni sulle risorse idriche (8). Anche la produzione di biocarburanti, che occupa oggi il 3 per cento circa della terra agricola mondiale, comporta un consumo di acqua. L’aumento dell’impronta idrica dei biocarburanti per il 2030 sarà di 10 volte rispetto ai valori del 2005 .

Il cambiamento climatico, inoltre, modificherà le precipitazioni, l’evapotranspirazione (ovvero la quantità d'acqua, riferita all'unità di tempo, che dal terreno passa nell'aria allo stato di vapore per effetto congiunto della traspirazione, attraverso le piante, e dell'evaporazione, direttamente dal terreno, la temperatura e il numero e ricorrenza di eventi estremi, tra cui siccità e inondazioni. È stato stimato che il solo aumento di 2°C delle temperature attuali porterà a un aumento del 40 per cento del numero di persone che vivono in regimi di scarsità assoluta d’acqua.

Il 22 marzo è la Giornata mondiale dell’acqua. Un’occasione per ricordare che l’acqua è vita e che ognuno di noi è chiamato a difendere questo diritto umano (sancito come tale da una risoluzione ONU del 28 luglio 2010) attraverso semplici scelte quotidiane che, considerate su larga scala, possono davvero fare la differenza.

Marta Antonelli

Ricercatrice Swiss Federal Institute of Aquatic Science and Technology e Fondazione BCFN





(1) Bruinsma J. (2009), The Resource Outlook to 2050: By How Much do Land, Water and Crop Yields Need to Increase by 2050? Prepared for the FAO Expert Meeting on “How to Feed the World in 2050”, 24–26 June 2009, Rome.

(2) L’impronta idrica è un indicatore dell’uso di acqua dolce, definito come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi. L’acqua è misurata in termini di volumi utilizzati (acqua evaporata o incorporata in un prodotto) e/o inquinati per unità di tempo. Viene distinta anche la fonte dell’acqua usata (che sia quella contenuta nel suolo o acqua proveniente dalle falde o dai bacini in superficie).

(3) Antonelli M., Greco C., 2013. L’acqua che mangiamo. Edizioni Ambiente Srl

(4) Chapaign, A.K. and Hoekstra, A.Y. 2004. Water footprints of nations. Value of Water Research Report Series No. 16 .UNESCO-IHE, Delft, the Netherlands
(5) BCFN, online media content. Quanta acqua mangiamo? http://www.barillacfn.com/news/nw-quanta-acqua-mangiamo/

(6)BCFN, 2014. Doppia Piramide 2014.

(7) IEA [International Energy Agency] (2013), Redrawing the energy-climate map. World Energy Outlook Special Report. Available on line at: www.worldenergyoutlook.org/energyclimatemap

(8) WWAP [World Water Assessment Programme] (2009), United Nations World Water Development Report 3: Water in a Changing World, Paris/London, UNESCO Publishing/ Earthscan. Available online at: http://www.unesco.org/new/en/natural-sciences/environment/water/wwap/

(9) WWAP [World Water Assessment Programme] (2009), United Nations World Water Development Report 3: Water in a Changing World, Paris/London, UNESCO Publishing/ Earthscan. Available online at: http://www.unesco.org/new/en/natural-sciences/environment/water/wwap/

(10) Bates B.C., Kundzewicz Z.W., Wu S., and Palutikof J.P. [eds] (2008), “Climate Change and Water”, Technical Paper of the Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC Secretariat, Geneva.


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