Le comunità locali in Messico indicano la via per combattere l’obesità

Le comunità locali in Messico indicano la via per combattere l’obesità

05 Ottobre 2018

Le comunità locali in Messico indicano la via per combattere l’obesità

MEXICO CITY, 2 ottobre 2018 (IPS) - Manuel Villegas è uno dei contadini che, in Messico, ha deciso di affiancare alle colture di mais e fagioli la coltivazione dell’amaranto, espandendo la produzione per la vendita e l'autoconsumo e, in ultima analisi, contribuendo a migliorare l'alimentazione delle loro comunità.

L'amaranto è arrivato in questa area del Paese nel 2009 e, quando ho iniziato a coltivarlo nel 2013, alcuni agricoltori lo stavano già coltivando. Sta crescendo, anche se lentamente", ha dichiarato a IPS Villegas, che è coordinatore della rete non governativa per l'amaranto nella regione della Mixteca, nello stato meridionale di Oaxaca.

Questa coltura ha comportato numerosi vantaggi come l'organizzazione di agricoltori, trasformatori e consumatori, l'ottenimento di finanziamenti pubblici e il miglioramento della nutrizione sia dei consumatori che dei coltivatori.

C'è stato un aumento della disponibilità e dell'accessibilità di alimenti troppo lavorati. Lo Stato non è riuscito ad attuare politiche pubbliche di prevenzione e i bambini vivono in un ambiente obesogeno (un ambiente che promuove l’aumento di peso e non favorisce il dimagrimento). Si tratta di un gruppo vulnerabile e le aziende ne approfittano per aumentare le loro vendite,” -- Fiorella Espinosa


image

Abbiamo reso l'amaranto parte della nostra alimentazione quotidiana. In combinazione ad altri semi ad alto contenuto proteico, l’amaranto migliora la dieta grazie alle sue qualità nutrizionali", ha dichiarato Villegas, che vive nella zona rurale del comune di Tlaxiaco, un comune di circa 34.000 abitanti.

I contadini, messi in contatto dalla rete nella loro regione, piantano circa 40 ettari di amaranto, anche se gli effetti del cambiamento climatico li hanno costretti a ridurre la produzione a 12 tonnellate nel 2017 e quest’anno a 6 a causa di una siccità che ha colpito la zona. Per coprire il loro autoconsumo, trattengono il 10% del raccolto annuale.

Prodotti autoctoni come l'amaranto, oltre a difendere la tradizionale dieta messicana, aiutano a contenere l'avanzata dell'obesità, diventata una vera e propria epidemia con pesanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche in questo Paese latinoamericano di quasi 130 milioni di persone.

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) afferma nel documento "The State of Food Security and Nutrition in the World 2018", pubblicato in agosto, che la prevalenza del sovrappeso tra i bambini di età inferiore ai cinque anni è scesa dal 9% al 5,2% tra il 2012 e il 2017. Ciò significa che il numero di bambini in sovrappeso al di sotto di quell'età è sceso da un milione a 600.000.

D'altra parte, la prevalenza dell'obesità tra la popolazione adulta (18 anni e più) è aumentata dal 26% al 28,4%. Il numero di adulti obesi è quindi passato da 20,5 milioni a 24,3 milioni nello stesso periodo. Anche le conseguenze del fenomeno sono chiare. Un esempio è la mortalità da diabete di tipo 2, il più comune, che, secondo un aggiornamento degli indicatori pubblicati a maggio da varie istituzioni tra cui il ministero della salute, è salita da 70,8 decessi per 100.000 abitanti nel 2013 a 84,7 nel 2016.

Un altro impatto riportato nello stesso studio sono i decessi per pressione sanguigna elevata, passati da 16 per 100.000 abitanti a 18,5.

Ma il dato più eloquente e preoccupante è quello fornito da un rapporto pubblicato in agosto dalla Alliance for Food Health, un gruppo non governativo di organizzazioni e accademici, ovvero che un bambino su tre è obeso.

Cosa c'è dietro

Gli specialisti e gli attivisti concordano sul fatto che una delle cause alla base del fenomeno è il cambiamento delle abitudini alimentari: la dieta tradizionale basata su prodotti secolari è stata gradualmente sostituita dal cibo spazzatura, ad alto contenuto di zucchero, sale, grassi, coloranti artificiali e altri ingredienti, che viene proposto fin dall'infanzia attraverso l'esposizione a pubblicità mal regolamentata.

Strategia del governo Nel 2013, il governo ha stabilito la strategia nazionale per la prevenzione e il controllo di sovrappeso, obesità e diabete. Le misure includono la promozione di abitudini sane, la creazione dell'Osservatorio messicano sulle malattie non trasmissibili (OMENT), l'identificazione tempestiva dei soggetti con fattori di rischio, la tassazione delle bevande zuccherate e l'istituzione di un sigillo volontario di qualità nutrizionale. Finora, tuttavia, l'unico progresso compiuto è stata la creazione dell'osservatorio e della tassa sulle bevande analcoliche, non essendo stata introdotta alcuna regolamentazione delle etichette alimentari né della pubblicità. Nel 2014, la Commissione federale per la protezione contro i rischi sanitari, un organismo statale di regolamentazione, ha creato linee guida per l'etichettatura frontale di alimenti e bevande, ma senza la partecipazione di esperti e organizzazioni della società civile e senza rispettare gli standard internazionali dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Per questo motivo, nel 2015 la ONG non governativa The Power of Consumers ha avviato un'azione legale e, l'anno successivo, un giudice federale ha stabilito che le misure violano il diritto dei consumatori alla salute e all'informazione. La Corte Suprema sta discutendo il futuro delle etichettature. Per Simón Barquera, un’autorità nel Paese in materia di ricerca nutrizionale, la soluzione è “complessa” e richiede “azioni multiple”. “La società ha la responsabilità di affrontare le cause delle malattie. L'industria non può interferire nella politica pubblica", ha dichiarato.

L'ultima indagine nazionale sulla salute e la nutrizione ha riscontrato, in tutti i segmenti di popolazione, un basso consumo regolare della maggior parte dei gruppi di alimenti raccomandati, come verdure, frutta e legumi. Ad esempio, il 40 per cento delle calorie assunto dai bambini da uno a cinque anni proviene da alimenti troppo lavorati.

Per Fiorella Espinosa, ricercatrice sulla salute alimentare presso l'associazione civile The Power of Consumers, i fattori che hanno condotto alla crisi sono la liberalizzazione del commercio in Messico a partire dagli anni '90, la mancanza di regolamentazione della pubblicità e delle etichette nutrizionali dei prodotti, la dislocazione degli alimenti autoctoni e la priorità dell'agricoltura estensiva rispetto a quella tradizionale. "C'è stato un aumento della disponibilità e dell'accessibilità di alimenti troppo lavorati. Lo Stato non è riuscito ad attuare politiche pubbliche di prevenzione e i bambini vivono in un ambiente obesogeno (un ambiente che promuove l’aumento di peso e non favorisce il dimagrimento). Si tratta di un gruppo vulnerabile e le aziende ne approfittano per aumentare le loro vendite", ha dichiarato a IPS.

Il Food Sustainability Index 2017, creato dalla Fondazione italiana non governativa Barilla Center for Food and Nutrition  (BCFN), ha dimostrato che questo Paese, il secondo più grande per popolazione ed economia in America Latina, ha indicatori che riflettono una prevalenza di sovralimentazione, bassa attività fisica e modelli alimentari inadeguati.

L'indice, che vede al primo posto la Francia, seguita da Giappone e Germania, analizza 34 nazioni in termini di agricoltura sostenibile, sfide nutrizionali, perdite e sprechi alimentari.

L'obesità “è un'epidemia che non può essere risolta con la sola educazione alimentare. Ha determinanti strutturali, come il contesto politico, il commercio internazionale, l'ambiente e la cultura. Ha barriere sociali ed economiche”, ha spiegato a IPS Simón Barquera, direttore del Centro di ricerca sulla nutrizione e la salute presso l'Istituto Nazionale di Salute Pubblica.

Pertanto, la Alliance for Food Health propone una strategia globale contro il sovrappeso e l'obesità che, tra le altre misure, include una legge che prevede un aumento delle tasse sui prodotti non sani, un'etichettatura adeguata, una migliore regolamentazione della pubblicità e la promozione dell'allattamento al seno.

Il contributo delle colture salvavita come l'amaranto

Le organizzazioni che si occupano del tema evidenziano anche la ripresa in atto, nelle comunità di diversi Stati, delle colture tradizionali come l'amaranto, pianta presente da 5.000 anni nell'alimentazione locale e molto apprezzata in passato per il suo chicco ricco di vitamine e con un contenuto di proteine doppio rispetto al mais e al riso.

Stiamo cercando modi, focalizzati sulla coltivazione dell'amaranto, per produrre cambiamenti a livello comunitario nel settore agricolo, alimentare e dell'economia familiare. Ci siamo resi conto che c'è stata una svalutazione delle zone rurali e del loro ruolo nella corretta alimentazione”, ha dichiarato Mauricio Villar, direttore del settore Economia sociale dell'organizzazione non governativa Bridge to Nutritional Health.

Villar, coordinatore anche del Liaison Group for the Promotion of Amaranth in Mexico, ha spiegato a IPS che, per correggere le cattive abitudini alimentari, “stiamo aumentando l’apprezzamento per la vita e la produzione contadina, con un effetti sull’alimentazione a vari livelli”.

Tuttavia, secondo Yatziri Zepeda, fondatore del progetto non governativo AliMente, queste esperienze locali, per quanto prezioso sia il loro contributo, hanno una portata limitata.

Queste iniziative possono produrre cambiamenti a livello locale e affrontare alcuni dei problemi, ma non sono sufficienti, ad esempio, a proteggere il diritto alla salute. L'obesità non è una questione di decisioni individuali, ma di politica pubblica. È una questione politica, ci sono interessi aziendali molto importanti. È multicausale e sistemica", ha dichiarato a IPS.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su www.southsouthnews.com

Approfondisci gli argomenti correlati:

Scopri di più su cibo e sostenibilità

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua