Cultura, salute e clima: la doppia piramide si aggiorna

Cultura, salute e clima: la doppia piramide si aggiorna

23 Aprile 2021

Cultura, salute e clima: la doppia piramide si aggiorna

A circa 10 anni dalla sua prima edizione, la doppia piramide si modifica per tenere conto delle nuove scoperte della scienza e degli aspetti culturali del cibo. Perché la salute è una sola.

Non è possibile pensare di preservare la salute del singolo individuo senza proteggere anche quella del pianeta. Questo ormai è un dato di fatto, dimostrato da numerosi studi, e che ha portato al concetto di “One Health”, nel quale la salute di uomini, animali e ambiente sono interconnessi

Proprio tale interconnessione ha guidato la presentazione della Nuova Doppia Piramide il 14 aprile 2021, nel corso di un incontro virtuale organizzato da Fondazione Barilla in collaborazione con Food Tank e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

Tanti gli esperti coinvolti, ciascuno con una propria competenza specifica, ma uniti in una conversazione globale e dalla voglia di scoprire e spiegare come una dieta equilibrata possa davvero promuovere la salute degli esseri viventi, riducendo al contempo l’impatto sull’ambiente.

Il futuro è nelle mani di ciascuno di noi” ha affermato nel suo discorso di apertura Guido Barilla, presidente di Fondazione Barilla, ricordando che è giunto il momento di abbattere i silos, quei compartimenti stagni che finora hanno tenuto separate la salute dell’uomo e quella del pianeta. “La Nuova Doppia Piramide è una celebrazione delle diversità culturali e ambientali” ha detto Paola Leoncini Bartoli, Direttore Politiche culturali e sviluppo, Unesco, in conclusione dell’incontro virtuale. Una diversità ben espressa dalle sette diverse declinazioni della Nuova Doppia Piramide, ciascuna delle quali legata a una specifica macroregione a livello globale.


Tradizione e innovazione alla base del cambiamento 

Il messaggio alla base della Nuova Doppia Piramide resta lo stesso già espresso 10 anni fa: ciò che fa bene alla salute dell’uomo, in genere fa bene anche all’ambiente. Ma in questa nuova versione le raccomandazioni si basano su una quantità maggiore di informazioni, valutate con una solida metodologia”. Con queste parole Barbara Buchner, Direttore esecutivo globale, Climate Policy Initiative (CPI) ha commentato la Nuova Doppia Piramide, sottolineando che servono nuovi investimenti sui sistemi alimentari sostenibili e serve innovazione anche nei modelli finanziari. L’importanza della scienza e di raccomandazioni basate su dati solidi e attendibili è stata ribadita anche da Gabriele Riccardi, Docente di Endocrinologia e malattie metaboliche, Università degli Studi di Napoli Federico II; Ex Presidente, Società Italiana di Diabetologia (SID) e da Riccardo Valentini, Docente, DIBAF Università degli Studi della Tuscia; Consulente strategico, Fondazione CMCC. “La struttura della piramide non è fissa, ma può cambiare in base alle nuove conoscenze acquisite. Riflette lo stato dell’arte sul complesso legame tra dieta, salute, cultura e ambiente” ha precisato Riccardi.  

Ma la scienza da sola non basta. “La dieta deve essere ‘culturalmente appropriata’ e deve tenere conto dei tanti significati che il cibo ha nelle diverse culture: il cibo è spiritualità, conoscenza, medicina, e governance” ha affermato Million Belay, Coordinatore generale, Alliance for Food Sovereignty in Africa (AFSA). Un messaggio ribadito con forza da Paola Leoncini Bartoli: “Il cibo si trova all’intersezione tra cultura e natura ed ha importanti significati politici e diplomatici. Investire nelle diverse culture è fondamentale ed è altrettanto importante comprendere che salute e clima procedono mano nella mano” ha spiegato.


Educazione e creatività

La cultura non è un concetto statico” ha detto nel corso dell’incontro Brent Loken, Global Food Lead Scientist, WWF, convinto sostenitore delle interconessioni tra cibo, salute e cultura. “Abbiamo la responsabilità di comunicare questi concetti alla gente” ha aggiunto.  

Un’impresa non certo semplice dato che, come ha ricordato Sophie Hieke, Responsabile Scienza del consumo di EUFIC, i consumatori tendono a sottostimare l’impatto ambientale delle proprie scelte alimentari e a sovrastimarne la bontà in termini di salute. “Dobbiamo trovare metodi più efficaci per migliorare la volontà di cambiare delle persone” ha detto l’esperta, spiegando che il punto di partenza deve essere l’educazione. “Non si è mai troppo giovani per imparare quali sono le diete migliori” ha concluso. D’accordo con queste conclusioni anche Don Bustos, agricoltore messicano (Santa Cruz Farm): “Dobbiamo capire che ci influenziamo a vicenda ed educare le persone è la chiave per raggiungere un modello nel quale le tradizioni locali sono rispettate così come sono rispettate la salute e l’ambiente. È un lungo viaggio, ma la nuova doppia piramide rappresenta uno strumento incredibilmente utile in questo senso” ha ribadito. 

E se ancora non bastasse, si può puntare sulla creatività, come stanno facendo oggi molti grandi chef attenti al gusto senza trascurare la sostenibilità. “Il nostro menù è a base prettamente vegetale, cerchiamo di ridurre e diversificare i tipi di carne e le fonti di proteine, usando spesso i prodotti animali come contorno, ribaltandone così il ruolo tradizionale” ha spiegato la giovane chef italiana Chiara Pavan


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