L’Europa con BCFN verso una nuova politica agricola comune

L’Europa con BCFN verso una nuova politica agricola comune

14 Giugno 2018

L’Europa con BCFN verso una nuova politica agricola comune

Il Forum BCFN di Bruxelles è stato l’occasione per discutere a livello europeo un documento programmatico con raccomandazioni e suggerimenti per modificare la Politica agricola comune e vincere le sfide della sostenibilità dei sistemi agroalimentari e delle migrazioni.

Con un valore attuale di circa 50 miliardi di euro – il 40 per cento del budget totale dell’Unione – la politica agricola comune (PAC) è al centro del dibattito del Parlamento e della Commissione Europea che ha recentemente previsto tagli mirati ad aumentare la flessibilità e l’autorità dei singoli governi. Ed è stata anche uno dei temi portanti dell’appuntamento del 5 e 6 giugno a Bruxelles, dove si è svolta la prima delle tre tappe previste per il 2018 (le prossime a New York in settembre e a Milano in novembre) del 9° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione organizzato da BCFN. Ma a Bruxelles si è parlato anche di migrazioni, l’altro pilastro della discussione, con il continuo aumento dei flussi migratori che preoccupa l’Europa. Ancora una volta, il cibo rappresenta il fil rouge che collega i due pilastri: i dati sottolineano come quasi il 2 per cento di chi lascia la propria terra lo faccia per insicurezza alimentare e come il settore alimentare in Europa sia responsabile del 20-35 per cento delle emissioni di gas serra della UE-28, a loro volta responsabili dei cambiamenti climatici

Serve una “rivoluzione alimentare”

Crediamo che l'Unione Europea, con il suo patrimonio e le sue competenze nel settore alimentare, possa e debba fare di più per raggiungere un futuro alimentare sostenibile per tutti” ha spiegato Paolo Barilla, Vice Presidente di BCFN, citando l’impegno assunto dalla comunità internazionale con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da centrare entro il 2030. "Il cibo e il modo in cui lo produciamo giocheranno un ruolo fondamentale per riuscirci” ha aggiunto.

Nel suo intervento, il Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Phil Hogan, ha spiegato le nuove scelte europee in termini di PAC e ha mostrato il suo pieno sostegno all’idea di passare da una politica orientata solo verso l’aumento della produzione a una che preveda anche obiettivi di salute e nutrizione. 

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Bisogna puntare su diversi fattori, tra i quali i giovani e le donne” ha affermato Barilla, ricordando che oggi in Europa, solo il 6% del totale degli agricoltori ha meno di 35 anni e meno di 1/3 degli agricoltori più anziani è donna.

Serve una riforma completa” ha affermato Barbara Buchner direttore esecutivo di Climate Finance. “Il sistema agro-alimentare deve essere completamente ripensato e trasformato” le ha fatto eco Gerda Verburg, del Movimento Scaling Up Nutrition (SUN) e Assistente Segretario Generale delle Nazioni Unite

Le sfide, le raccomandazioni, le idee

BCFN si è fatto inoltre promotore di un “Gruppo Intergovernativo su Alimentazione e Nutrizione”, con lo scopo di sfruttare le potenzialità di un dialogo globale e multidisciplinare su cibo, nutrizione e ambiente.

E per cercare di facilitare il passaggio dalle idee alla pratica, BCFN ha presentato nella due giorni belga il documento “Towards a Common Agri-Food Policy”, con raccomandazioni e suggerimenti per creare nuove politiche in grado di costruire un sistema agroalimentare europeo davvero sostenibile. 

Tre le grandi sfide indentificate il passaggio da una politica agricola a una agro-alimentare, la costruzione del modello di sviluppo rurale mediterraneo e l’adozione di politiche di sviluppo agro-alimentare e rurale per garantire migrazioni sostenibili.

Tra le soluzioni proposte: un maggior coinvolgimento di donne e giovani, l’identificazione e il monitoraggio delle politiche più efficaci, fondi dedicati allo sviluppo rurale, adozione del principio “sostenibilità al primo posto” nelle politiche dell’Unione e sostegno di azioni concrete sul breve periodo, accompagnate da programmazione a lungo termine per gestire le migrazioni. 

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