Come risparmiare acqua

Come risparmiare acqua

16 Agosto 2019

Come risparmiare acqua

L’acqua è un bene sempre più prezioso, che bisogna imparare a non sprecare con i comportamenti quotidiani e le scelte alimentari.

Abbiamo bisogno di acqua sicura e accessibile

Sulla Terra ci sono 1,4 miliardi di km3 d’acqua, ma solo una infinitesima parte è potabile: poco meno di 45.000 km3 di acqua (pari allo 0,003% del totale) sono teoricamente fruibili, e sono le cosiddette “risorse di acqua dolce”. E solo lo 0,001% del totale è effettivamente disponibile per l’utilizzo da parte dell’uomo, perché di sufficiente qualità, ma soprattutto accessibile, anche in termini di costi. In più non bisogna dimenticare che l’acqua dolce non è omogeneamente distribuita tra i continenti: il 64,4% delle risorse idriche mondiali è localizzato in soli 13 paesi. A fare da capofila c’è il Brasile, che da solo detiene il 15%; seguono Russia (8,2%), Canada (6%), Stati Uniti (5,6%), Indonesia (5,2%) e Cina (5,1%). 

Come fare per risparmiare acqua? 

L’attuale domanda d’acqua, già molto elevata, crescerà ancora in futuro. Sebbene Governi e organizzazioni sovranazionali abbiano già nelle proprie agende l’obiettivo di arginare il problema, questi progetti non bastano: la consapevolezza dei singoli è in aumento, ma tradurre tale consapevolezza in azioni quotidiane è un processo lento. Gli interventi di sensibilizzazione devono orientare i comportamenti individuali non solo verso un’attenzione a evitare lo spreco, ma anche verso stili di vita più attenti ad un impiego consapevole di acqua: ovvero verso l’utilizzo di beni e servizi a minor contenuto di acqua e impronta idrica (in inglese, water footprint).

Ecco alcuni consigli concreti.

1. Aggiustare il rubinetto che perde: un investimento di pochi euro può far risparmiare decine di migliaia di litri di acqua all'anno. È importante chiudere quello stesso rubinetto se non serve, quando ci si lava le mani, per esempio, ed usare un frangigetto, per risparmiare fino al 50% dell’acqua.

2. Dosare la quantità d’acqua dello sciacquone del WC, installando sciacquoni con il doppio pulsante per due differenti volumi d'acqua o la maniglia per regolare il flusso ed evitare sprechi. 

3. Utilizzare lavatrici e lavastoviglie di classe energetica elevata, e solo a pieno carico, per un risparmio che si stima essere di 10.000 litri l’anno a famiglia. 

4. Prediligere la doccia (breve, bastano 5 minuti) invece del bagno per risparmiare circa 23 m3 di acqua all’anno. 

5. Lavare i piatti con un doppio lavaggio a immersione, per chi non possiede una lavastoviglie: invece di far scorrere l'acqua, si può riempire metà lavandino con acqua calda e saponata per il lavaggio, e l'altra metà con acqua fresca e pulita per il risciacquo. Se si ha a disposizione un lavandino ad una vasca, lo stesso procedimento può essere fatto con delle bacinelle.

6. In giardino e nell’orto, preferire gli irrigatori a goccia invece della canna dell’acqua e usarli nelle ore meno calde come mattino e dopo il tramonto. Un’idea ulteriore è quella di raccogliere l’acqua piovana e usarla poi per piante e fiori, oppure riciclare l’acqua che si è utilizzata per sciacquare frutta e verdura in cucina.

7. Non lavare l'automobile troppo spesso, e quando lo si fa, usare un secchio e non acqua corrente.

8. Quando si va in vacanza, chiudere il rubinetto centrale, anche per evitare spiacevoli sorprese dovute a rotture dell’impianto. 


L’impronta idrica personale: possiamo diminuirla?

L’ONU ha fissato in 20 litri di acqua dolce giornalieri pro capite la quantità minima necessaria ad assicurare i bisogni primari di igiene (nei Paesi sviluppati si consumano in media 150-175 litri di acqua al giorno a testa). Tali numeri si riferiscono alla cosiddetta acqua “reale”: è l’acqua utilizzata per bere, per lavarsi, per cucinare, per pulire o per innaffiare il giardino. Tuttavia, questa rappresenta solo una minima parte dell’impronta idrica personale

Infatti gli alimenti che portiamo in tavola sono pieni d’acqua “invisibile”, utilizzata per produrre i cibi e farli arrivare fino a noi. Ecco perché i comportamenti quotidiani e le scelte alimentari possono fare la differenza in termini di impronta idrica e risparmio di acqua. Un ruolo determinante quindi lo svolgono gli stili alimentari adottati. 


Proprio con questo spirito, BCFN ha sviluppato il concetto della Doppia Piramide, grazie alla quale appare chiaro che gli alimenti che i nutrizionisti consigliano di consumare più frequentemente sono anche quelli che hanno un minor impatto ambientale



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