Coltivare in città fa bene alla mente e alla società intera

Coltivare in città fa bene alla mente e alla società intera

25 Settembre 2020

Coltivare in città fa bene alla mente e alla società intera

Non solo prodotti alimentari a chilometro zero: numerosi studi dimostrano che gli orti urbani possono portare benefici anche a livello psicologico e sociale


Gli esperti ne sono convinti: gli orti urbani sono qualcosa di più di semplici strumenti per produrre cibo. Questa funzione dell’agricoltura di città è senza dubbio importante per il sostentamento di una popolazione urbana in continua crescita – e lo si vede con estrema chiarezza nei momenti di crisi, come quello determinato dalla pandemia di Covid-19 – ma rappresenta anche la chiave per migliorare la salute e il benessere dei cittadini. Tanti sono infatti i potenziali benefici dal punto di vista fisico, psicologico e sociale che derivano dal rendere più “verdi” le città. 

Non è quindi un caso che organismi internazionali come la FAO mettano in campo progetti mirati a garantire il benessere della popolazione urbana proprio attraverso il miglioramento delle pratiche di agricoltura di città e dei suoi dintorni, come la Green Cities Initiative e il suo programma d’azione. Progetti simili incentrati sull’agricoltura urbana sono presenti anche a livello di singole città in tutti i continenti, da Aharus in Danimarca a Quito in Ecuador. 

Benefici per corpo e mente

Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, l’agricoltura urbana può aiutare la popolazione a soddisfare tutte le proprie esigenze nutrizionali, poiché migliora l’accesso a cibi freschi e ricchi di vitamine e minerali spesso carenti nella dieta delle aree più povere. Allargando lo sguardo a livello globale, alcuni studi dimostrano che le persone coinvolte direttamente o indirettamente in queste attività di agricoltura urbana mangiano meglio: la loro probabilità di consumare le 5 porzioni giornaliere raccomandate di frutta e verdura è di 3,5 volte maggiore rispetto a chi non ne è coinvolto. E nutrirsi adeguatamente ha un effetto immediato sulle performance mentali, come dimostrato in numero studi di neuroscienze che hanno collegato, per esempio, la malnutrizione alle difficoltà di concentrazione e alle scarse performance scolastiche.

Non bisogna inoltre dimenticare che questi orti e giardini comunitari all’interno delle città rappresentano l’occasione per dedicarsi all’attività fisica e per occupare il proprio tempo libero in modo salutare, utile anche per mantenersi sani e in forma. E se ancora non bastasse, coltivare le piante aiuta molte persone a ridurre lo stress e a migliorare il proprio benessere personale. 

La cittadinanza e la città si trasformano

Dal punto di vita sociale, l’agricoltura urbana può essere vista come un potente strumento di cambiamento della comunità. Un esempio su tutti sono gli “orti comuni”, ovvero appezzamenti di terreno coltivati da più persone e che in genere si collocano nelle città più grandi e nelle aree a basso reddito. Gli studi dimostrano che in questi contesti aumentano le possibilità di interagire, fare amicizia e connettere in modo più stretto persone che vivono nello stesso quartiere. Tutto ciò si traduce spesso anche in una maggiore sicurezza per i cittadini, che sono molto più attenti e rispettosi nei confronti dei propri vicini e delle aree in cui vivono. “L’unione fa la forza” quindi anche nel contesto dell’agricoltura urbana e in particolare nell’accesso alle aree da coltivare all’interno o immediatamente fuori dal perimetro cittadino. Grazie alla crescente forza dei movimenti che promuovono l’agricoltura urbana, infatti, i comuni e i privati rendono sempre più spesso disponibili i loro terreni urbani perché siano coltivati, e non di rado lo fanno gratuitamente.

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Educare e sostenere i più fragili

Come educare le nuove generazioni, aiutarle a riconnettersi con la natura e dare loro spunti per professionali? Semplice, attraverso gli orti urbani. Tra le “materie” che si possono apprendere in queste speciali scuole fatte anche di interazione e integrazione tra culture e generazioni diverse ci sono per esempio la sostenibilità ambientale, il valore nutrizionale degli alimenti, ma anche la gestione di attività produttive e imprenditoriali legate alla terra e al suo utilizzo. 

Infine, ma non certo meno importante, l’agricoltura urbana può essere utile in tutti quei progetti di inclusione che puntano a “non lasciare indietro nessuno”. Orti urbani all’interno di comunità di recupero, scuole, case di riposo per anziani, sono infatti strumenti importanti per rendere partecipi della vita della città anche le categorie più fragili. 


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