Città, grandi protagoniste della trasformazione dei sistemi alimentari

Città, grandi protagoniste della trasformazione dei sistemi alimentari

25 Gennaio 2019

Città, grandi protagoniste della trasformazione dei sistemi alimentari

Da Milano a Tel Aviv passando per numerose città distribuite nei cinque continenti, il cambiamento dei sistemi alimentari non può prescindere da politiche urbane all’insegna della sostenibilità, spiega il nuovo report Food & Cities di BCFN

In un mondo sempre più urbanizzato, le città rivestono inevitabilmente un ruolo di primo piano nella gestione e nella trasformazione dei sistemi alimentari, come è emerso nel corso del Forum Internazionale BCFN su Alimentazione e Nutrizione recentemente svoltosi a Milano. 

 La due giorni milanese è stata anche l’occasione per presentare la pubblicazione Food & Cities, nata dalla collaborazione tra BCFN e il Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP). “Più del 50% della popolazione mondiale vive nelle città e nel 2050 saliremo all’80%, con una crescente richiesta di cibo da parte della popolazione urbana. I dati ci dicono che gli attuali sistemi alimentari non potranno soddisfare tale richiesta”.

Lo ha spiegato Marta Antonelli, Responsabile programma di ricerca della Fondazione BCFN nel corso del Forum Internazionale di Milano, ricordando che lo studio Food & Cities è frutto della collaborazione di oltre 70 esperti internazionali e scatta una fotografia accurata del ruolo delle città nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, fornendo anche raccomandazioni pratiche perché la trasformazione dei sistemi alimentari abbia successo. 

image

Milano capofila del cambiamento

Anna Scavuzzo, vice sindaco di Milano e responsabile delle politiche alimentari del capoluogo lombardo, ha preso parte al Forum Internazionale BCFN presentando “il caso Milano”, ovvero le politiche alimentari che la città sta mettendo in campo da qualche anno e che hanno già portato a risultati degni di nota. “Milano sta diventando un laboratorio vivente per quanto riguarda il cibo e i risultati dimostrano che ogni città, partendo dall’impegno dei singoli cittadini, può e deve diventare protagonista del cambiamento dei sistemi alimentari” ha affermato Scavuzzo, ricordando che il progetto milanese, partito nel 2014, ha coinvolto diversi attori e ha analizzato le politiche alimentari della città creando politiche ad hoc. “In altri termini si tratta di una soluzione istituzionale verso l’Obiettivo 11 delle Nazioni Unite: città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili” ha aggiunto. L’idea alla base delle azioni concrete intraprese dalla giunta milanese è l’osservazione attenta della situazione seguita dalla raccolta e dall’analisi di dati relativi a diverse aree coinvolte nella sostenibilità dei sistemi alimentari: dallo spreco di cibo all’obesità, senza tralasciare logistica e orticoltura. 


image

Sostenibilità oltre i confini nazionali

Parte da Milano anche un’altra importante iniziativa di sostenibilità urbana: il Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP). Il “patto”, annunciato nel febbraio 2014 nel corso del Summit C40 di Johannesburg (Sud Africa), è stato firmato da oltre 100 città (oggi 180) dei 5 continenti il 15 ottobre 2015 ed è stato presentato il giorno successivo al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon nel corso del della celebrazione della Giornata Internazionale del cibo. 

“Una delle più grandi eredità dell’Expo 2015, ospitato proprio da Milano e dedicato al tema Nutrire il pianeta, Energia per la vita” si legge nel sito MUFPP. Uno dei punti di forza del MUFPP è rappresentato senza dubbio dalla collaborazione internazionale: oltre 150 politiche alimentari e pratiche legate al cibo sono state infatti già raccolte in un database e sono state utilizzate per redigere una serie di “azioni raccomandate” che le città possono mettere in pratica. Sulla stessa linea si muove anche il progetto Eurocities, nato nel lontano 1986 dalla volontà dei sindaci di 6 grandi città europee (Barcellona, Birmingham, Francoforte, Lione, Milano e Rotterdam) ed esteso oggi ad oltre 140 città in Europa. “Il network europeo offre alle città firmatarie una piattaforma per condividere la conoscenza e per scambiare idee, ma lavora anche a stretto contatto con le istituzioni europee per rispondere a domande e necessità comuni che interessano la vita quotidiana dei cittadini del vecchio continente” spiegano i responsabili del progetto. 


Approfondisci gli argomenti correlati:

Scopri di più su Cibo e sostenibilità

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua