Biodiversità: le api lavorano meglio in città

Biodiversità: le api lavorano meglio in città

06 Febbraio 2020

Biodiversità: le api lavorano meglio in città

Uno studio tedesco mette in luce le differenze tra campagna e città per quanto riguarda il lavoro degli impollinatori, sottolineando l’importanza di disegnare città “a misura di ape” 

Potrebbe sembrare un paradosso, ma gli impollinatori – e in particolare api e bombi – sono molto più efficienti nel loro lavoro se si trovano in un ambiente urbano e non quando operano in contesti rurali. Lo spiega sulla rivista Nature Communication un gruppo di ricercatori tedeschi che fa parte di centri nei quali si studiano ambiente e biodiversità, come il German Centre for Integrative Biodiversity Research (iDiv), l’Università Martin Lutero di Halle-Wittenberg (MLU) e lo Helmholtz Centre for Environmental Research (UFZ)

L’urbanizzazione rappresenta una delle forze alla base dei cambiamenti nella biodiversità che si osservano a livello globale, influenzando negativamente alcune specie e creando nuove opportunità per altre” spiegano gli autori. “Ad oggi però, l’impatto dell’urbanizzazione sui servizi dell’ecosistema è poco studiato” aggiungono, includendo tra questi “servizi” l’impollinazione portata avanti in larga misura dagli insetti. 

Campioni di biodiversità in pericolo

Non ci sono dubbi sul fatto che l’impollinazione sia cruciale per la salute degli ecosistemi e il mantenimento della biodiversità: secondo le stime, l’87,5% delle angiosperme (note anche come “piante da fiore”) dipende proprio dagli animali per l’impollinazione e per la dispersione dei propri semi. E come ricordano gli esperti della FAO, quasi tutte le specie di api (ce ne sono oltre 25.000) sono buone impollinatrici e assieme ad altri insetti come vespe, farfalle, mosche e scarafaggi, rappresentano la grande maggioranza degli impollinatori. 


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Nell’era dell’antropocene – ovvero quella dominata dalle attività dell’uomo – il lavoro e la stessa esistenza di questi preziosi alleati della biodiversità è in serio pericolo, non solo negli ambienti più direttamente legati alla presenza dell’uomo come le città, ma anche in campagna, soprattutto nei terreni utilizzati a scopo agricolo. Lagricoltura che si basa su un unico tipo di raccolto, infatti, riduce inevitabilmente la biodiversità vegetale e di conseguenza quella degli insetti impollinatori. Inoltre l’uso di pesticidi per eliminare specie indesiderate ha un impatto negativo importante anche sulla sopravvivenza di molti impollinatori, prime tra tutte le api che sono particolarmente sensibili a queste sostanze. 


La resilienza delle api

Nello studio pubblicato su Nature Communication, i ricercatori tedeschi hanno utilizzato un disegno sperimentale che ha permesso di confrontare direttamente l’impatto dell’urbanizzazione sulla biodiversità degli impollinatori, ma anche sulla loro efficienza nell’impollinare. 

Dai risultati dell’analisi svolta in 9 città della Germania e nelle aree rurali limitrofe è emerso che le città sono meno ricche rispetto alle aree rurali vicine se si guarda al numero di specie di insetti presenti. Guardando più attentamente si nota che nelle città mancano in particolare i ditteri (come le mosche) e i lepidotteri (farfalle), mentre gli imenotteri - soprattutto le api – sono risultate più ricche in numero di specie e più attive nel “visitare” i fiori. E proprio nelle aree urbane sono risultati più elevati i valori di impollinazione calcolati dai ricercatori. Tante le ragioni che possono spiegare queste differenze tra campagna e città. Una su tutte la presenza in città di diversi possibili “rifugi” per le api, come cavità nei muri per i bombi, legni morti per la vespa muratrice (o vasaio) e aree di terreno esposte per quelle scavatrici. “Le città sono ambienti estremamente dinamici e le api con le loro sofisticate capacità neurosensoriali come apprendimento e memoria ben sviluppate, potrebbero avere un vantaggio nell’adattarsi a questi luoghi rispetto a coleotteri, ditteri e lepidotteri” spiegano i ricercatori, sottolineando la grande resilienza delle api. Creare città “a misura di ape” potrebbe quindi essere importante per la sopravvivenza di questi insetti e la loro fondamentale opera di impollinazione dei fiori e dei raccolti nelle aree urbane.

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