La sicurezza alimentare si tinge di rosa e guarda alla terra

La sicurezza alimentare si tinge di rosa e guarda alla terra

La sicurezza alimentare si tinge di rosa e guarda alla terra

Solo eliminando una volta per tutte le diseguaglianze tra i generi e permettendo alle donne di avere accesso alla terra e al credito, l’attuale sistema produttivo potrà trasformarsi in strumento efficace di sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale e sociale.

“Raggiungere l’uguaglianza di genere e dare forza a tutte le donne”. Il quinto dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite non lascia spazio al dubbio: l’uguaglianza di genere è un traguardo al quale si deve puntare se si vuole arrivare alla sostenibilità sociale.

Ma come ha ricordato Bina Agarwal nel corso dell’ultima edizione del Forum BCFN su cibo e nutrizione, la parità tra i sessi rappresenta il punto di partenza anche della sostenibilità ambientale, legata com’è all’agricoltura e alla sicurezza alimentare, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

L’economista, di origini indiane e oggi professore al Global Development Institute, presso l’Università di Manchester (Regno Unito), è da sempre attiva nella battaglia per promuovere l’eguaglianza di genere che in molti paesi rappresenta ancora un miraggio e un ostacolo enorme al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale fissati per il 2030. Le sue pubblicazioni, tra le quali 12 libri e oltre 80 articoli accademici, parlano di economia politica e di prospettive di genere esplorando tematiche diverse ma tutte interconnesse come il diritto alla terra e alla proprietà, la gestione ambientale, lo sviluppo sostenibile, la sicurezza alimentare, la tecnologia in agricoltura e le tante disuguaglianze che ancora caratterizzano le società moderne. 

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Quali sono a suo parere i punti deboli delle politiche messe in campo oggi e cosa serve per poter davvero raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030?

Il tema è molto complesso, ma mi preme indicare quelli che per me rappresentano due dei principali attori che si incontrano sulla strada che porta alla sostenibilità: le donne e la terra. Riuscire a risolvere almeno in parte i problemi legati ai diritti delle donne e all’accesso e alla gestione della terra è fondamentale soprattutto nei paesi in via di sviluppo, visto l’enorme impatto che tali aspetti hanno anche sull’agricoltura e la sicurezza alimentare. 


Perché i diritti delle donne sono così importanti nell’ottica di una agricoltura sostenibile? 

La ragione è piuttosto semplice. Nel mondo il volto dell’agricoltura assume sempre più spesso fattezze femminili: infatti nell’Africa sub-Sahariana e in buona parte dell’Asia oltre la metà della forza lavoro in agricoltura è composta da donne. Si parla oggi di percentuali comprese tra il 45% e il 55%, ma i numeri sono in continua crescita dal momento che si osserva una certa tendenza degli uomini a “uscire” dal settore per diverse ragioni.  


E in cosa consiste invece il peso dei terreni agricoli e coltivabili, oltre naturalmente al loro ruolo più ovvio di “base” sulla quale coltivare o allevare?

La terra rappresenta l’input principale in agricoltura. Senza l’accesso alla terra non si ha nemmeno accesso al credito, alle tecnologie che possono portare a una agricoltura davvero sostenibile o ai sussidi che i governi mettono a disposizione. I terreni agricoli sono la risorsa produttiva principale per gli agricoltori che sulla terra possono coltivare e che grazie alla terra possono avere accesso alle facilitazioni appena citate, strumenti utili per progredire all’insegna della sostenibilità e per esprimere tutte le proprie potenzialità. 


Quando si parla di terra, quali problemi si trovano ad affrontare le donne che si dedicano all’agricoltura?

Nella maggior parte dei casi, le donne che vivono nei paesi in via di sviluppo non hanno lo stesso accesso alla terra che viene riservato agli uomini. Tale accesso si ottiene per via ereditaria familiare, attraverso trasferimenti governativi e statali oppure attraverso il mercato, ma in tutti e tre i casi le donne risultano estremamente svantaggiate rispetto agli uomini in termini di diritti e possibilità di successo finale.

Cosa implica tutto ciò a livello più generale e quali sono le strategie da mettere in campo per risolvere tali problemi?

Senza un cambiamento drastico e senza il raggiungimento di una eguaglianza tra i generi, si creeranno rischi enormi per la sicurezza alimentare non solo a livello familiare ma anche a livello nazionale. 

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Per questo sono convinta che una parte molto importante dell’agenda futura di sostenibilità debba consistere nel garantire alle donne il diritto alla terra, come sottolinea anche il quinto degli obiettivi di sviluppo sostenibile. È importante ora capire fino a che livello tutto ciò possa essere implementato.

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