Berlino - Come conciliare sostenibilità e agricoltura

Berlino - Come conciliare sostenibilità e agricoltura

07 Giugno 2019

Berlino - Come conciliare sostenibilità e agricoltura

In occasione della Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile, l’Ambasciata italiana a Berlino ha ospitato un convegno organizzato in collaborazione con Fondazione Barilla per parlare di dieta mediterranea, sostenibilità e ricerca

Lo scorso 6 giugno, l’Ambasciata italiana a Berlino ha ospitato, insieme a Fondazione Barilla, un evento dedicato a cibo e sostenibilità, dal titolo “Fixing Food: come la dieta mediterranea può migliorare la salute delle persone e del pianeta”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un regime alimentare corretto deve essere ricco di frutta, verdura, cereali preferibilmente integrali, legumi e olio extravergine, e prevedere un consumo moderato di pesce, carne bianca e prodotti lattiero-caseari, nonché un consumo molto modesto di dolci e carni rosse. 

I Paesi che si affacciano al Mediterraneo, come l’Italia, sono avvantaggiati poiché il clima ha permesso loro di sviluppare un modello nutrizionale oggi riconosciuto dall’UNESCO come bene protetto: è la dieta mediterranea, che ben segue le indicazioni dell’OMS. Tuttavia, nuovi mercati e stili di vita hanno portato a un progressivo allontanamento dalla dieta mediterranea, con notevoli impatti sulla sostenibilità, sull’ambiente e sulla salute. Tra questi, un aumento del numero di persone obese o in sovrappeso e una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. 


Un’idea semplice ma forte

“Siamo orgogliosi di essere coinvolti nella Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile, un'iniziativa che mira a realizzare attività e progetti nella direzione di un futuro più sostenibile” ha affermato Paolo Barilla, Vicepresidente del Gruppo Barilla. “Crediamo fermamente nel potere della cooperazione, in Europa e in tutto il mondo”. È sulla base di questo convincimento, ricorda Paolo Barilla, che è nata Fondazione Barilla: “Fondazione Barilla ci ha aiutato a vedere che il sistema alimentare ha un grande impatto su due dimensioni essenziali: la salute delle persone e la salute del Pianeta. È un'idea semplice, ma ha forti implicazioni. E da quando è stata sviluppata, ha ispirato il nostro modo di fare business, che deve essere buono per le persone e buono per il Pianeta”.

Irene Mia, Global Editorial Director dell’Economist Intelligence Unit (EIU) ha ricordato l’importanza del  Food Sustainability Index (FSI), risultato della collaborazione tra Fondazione Barilla e EIU. Il Food Sustainability Index è un utile strumento di supporto, per i responsabili politici e le organizzazioni, nello sviluppo di soluzioni alimentari in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e raccoglie i dati di 67 Paesi di tutto il mondo per mettere in luce le best practice in ottica di sostenibilità e gli aspetti su cui è possibile intervenire per ridurre i paradossi del cibo, ovvero la scarsità di risorse alimentari in un mondo che vede crescere i problemi legati alla cattiva nutrizione e all’obesità. Irene Mia ha illustrato una panoramica dell'indice di alimentare concentrandosi inizialmente sui risultati dell'UE-28, per poi passare all'area del Mediterraneo, fornendo così un collegamento con la dieta mediterranea come strumento per affrontare le sfide alimentari, a favore della sostenibilità.

Anche Riccardo Valentini, Direttore della Divisione Climate Impact presso il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ha ricordato che la dieta mediterranea rappresenta lo strumento più adatto per promuovere corrette abitudini alimentari con un impatto positivo sul lato nutrizionale e allo stesso tempo sull'ambiente. “Il progetto Su-Eatable Life, realizzato da Fondazione Barilla con diversi partner europei e con il sostegno del programma di ricerca LIFE della Commissione europea, mira a dimostrare come l'adozione di una dieta sostenibile nelle mense aziendali e universitarie possa contribuire a ridurre le emissioni di CO2 e i consumi idrici con un positivo impatto sull'ambiente” ha concluso l’esperto.

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