BCFN YES! premia l’impegno su sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile

BCFN YES! premia l’impegno su sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile

12 Gennaio 2018

BCFN YES! premia l’impegno su sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile

Due vincitori per l’edizione 2017 del premio che sostiene l’impegno e le idee di giovani ricercatori impegnati nel difficile viaggio verso un mondo dove sostenibilità ambientale e sociale siano realtà.


I giovani con il loro entusiasmo e le loro idee innovative possono rappresentare la chiave per vincere la sfida della sicurezza alimentare, e dare un nuovo impulso all’agricoltura sostenibile e a tutti gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile proposti dalle Nazioni Unite. Ne è convinta BCFN che anche per il 2017 ha premiato, nel corso dell’ottavo Forum internazionale su cibo nutrizione, alcuni dei numerosissimi progetti arrivati da tutto il mondo in risposta all’appello di BCFN YES!, un riconoscimento che consente ai giovani di scendere in campo e far sentire la propria voce in difesa del pianeta. 

Un’ampia sessione della prima giornata del Forum 2017 è stata dedicata alla presentazione dei 10 progetti finalisti, che hanno toccato tutti i temi discussi dagli esperti nel corso della due giorni milanese, dai cambiamenti climatici alla malnutrizione, passando da migrazioni e agricoltura sostenibile. E proprio questi due ultimi temi sono al centro dei progetti – quest’anno due a pari merito – vincitori del riconoscimento. 


In Libano riflettori accesi sulla salute dei migranti 

“Nutrizione materna e infantile tra i rifugiati e le comunità ospiti a Beirut, Libano: un focus sull’anemia”. È questo il titolo di uno dei due progetti vincitori dell’edizione 2017 di BCFN YES! e presentato da Joana Abou Ritzk e Theresa Jeremias, dell’Università di Hohenheim (Germania). Nel progetto si parla soprattutto di migrazioni e delle condizioni di chi è costretto a lasciare il proprio Paese per cercare un futuro migliore, problema particolarmente sentito in Libano dove vivono oltre 5 milioni di rifugiati siriani. “Una persona su 4 nel Paese è un rifugiato siriano” spiegano le ricercatrici che poi ricordano come malnutrizione e carenza di micronutrienti nei bambini e nelle madri siano molto comuni tra queste comunità e siano alla base di anemia e difetti nello sviluppo. E qui entra in gioco il miglioramento della qualità della nutrizione. Garantire la sicurezza alimentare e il giusto apporto di nutrienti anche attraverso l’educazione alimentare potrebbe rappresentare una soluzione, almeno parziale, a un problema tanto ampio ed è su questo che si punta nel progetto. 

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Si parte cercando di capire quanto sia diffusa l’anemia nei bambini con meno di 5 anni e nelle donne in età fertile, si mettono in campo interventi di educazione alimentare e poi se ne valuta l’efficacia, ma si interviene anche in modo pratico per aumentare il livello di emoglobina fornendo cibi a basso costo che ne siano ricchi. Il tutto nel pieno rispetto delle tradizioni locali e utilizzando per esempio legumi come ceci e lenticchie accompagnati da cibi ricchi di vitamina C. 

Riso e sostenibilità grazie ai pipistrelli

Il secondo progetto vincitore del premio BCFN YES! ruota invece attorno all’agricoltura sostenibile e si concentra in particolare sul riso, alimento principale della dieta di milioni di persone nel mondo. “La coltivazione del riso richiede agricoltura intensiva e trattamenti chimici che possono minare la sicurezza dell’intero sistema agroalimentare” ha detto Laura Garzoli, ricercatrice che collabora con l’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR e la Stazione Teriologica Piemontese, nel corso della presentazione di un progetto nel quale l’agricoltura sostenibile chiede aiuto ai pipistrelli. Alla base del lavoro c’è l’idea di ridurre l’utilizzo dei pesticidi nella coltivazione del riso grazie alla cosiddetta “gestione integrata” che, nel caso del progetto presentato dalla giovane ricercatrice, prevede il posizionamento di un totale di 20 casette per pipistrelli – in grado di mangiare anche 2.000 insetti per notte – in tre campi di riso in Piemonte.

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 Il passo successivo sarà determinare quanti e quali pipistrelli hanno colonizzato le casette, mentre analisi approfondite (anche genetiche e molecolari) degli escrementi dei pipistrelli permetteranno di comprendere quali specie di insetti vengono eliminate. Ma non è tutto. “Per combattere i pregiudizi che ancora troppo spesso circondano i pipistrelli abbiamo previsto una serie di incontri e di materiali informativi per il pubblico” conclude la ricercatrice. 


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