BCFN Forum 2017: la sostenibilità guarda a migrazione e al Mediterraneo

BCFN Forum 2017: la sostenibilità guarda a migrazione e al Mediterraneo

BCFN Forum 2017: la sostenibilità guarda a migrazione e al Mediterraneo

Si è parlato di cambiamenti climatici e agricoltura sostenibile, ma anche di migranti e rifugiati e del ruolo che il cambiamento climatico e il suo impatto sulla produzione alimentare ha e avrà sul Mediterraneo.

Temi vecchi e nuovi nel dibattito proposto nell’ottava edizione del Forum internazionale BCFN su cibo e nutrizione che quest’anno ha avuto luogo per la prima volta nella suggestiva cornice dell’Hangar Bicocca di Milano, dove si sono ritrovati per due intensi giorni di dialogo esperti e centinaia di ospiti (senza contare quelli collegati in streaming da diversi luoghi del Pianeta) ansiosi di ascoltare e contribuire in modo concreto a una “rivoluzione positiva”. 

Cibo: problema o soluzione? 

L’apertura di entrambe le giornate del Forum è stata affidata a Jeffrey Sachs, economista di fama mondiale e grande sostenitore delle politiche di sviluppo sostenibile, che nei suoi interventi ha ricordato il ritardo con il quale la comunità mondiale si sta muovendo in questo settore e la necessità di agire subito e in modo deciso sfruttando le tecnologie e la conoscenza accumulate in questi anni. Sachs ha più volte insistito sul ruolo che l’Europa deve assumere nella discussione sui cambiamenti climatici, dal momento che le politiche statunitensi stanno mettendo a rischio gli accordi internazionali che potrebbero mitigarne gli effetti nefasti.

Si è parlato anche di produzione alimentare e di come si debbano risolvere i paradossi dell’attuale sistema agroalimentare per poter sperare di invertire un trend negativo che sembra ormai sulla soglia del punto di non ritorno. Anche per questo un’intera sessione dell’incontro è stata dedicata proprio a “Come cambiare il sistema alimentare”. 


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Le soluzioni? Tante e davvero molto varie, partendo dalla produzione di carne in laboratorio allo sviluppo di una maggiore consapevolezza nei consumatori attraverso un viaggio a ritroso dallo scaffale del supermercato al luogo di origine del cibo. Ha chiuso la sessione una “chiacchierata” tra il padrone di casa Guido Barilla e Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, moderati dal giornalista Gigi Padovani.

Migranti, rifugiati e “aree calde”

Il ritardo nell’azione a sostegno di sostenibilità e resilienza è stato indicato dai numerosi esperti coinvolti nel dibattito come una delle ragioni alla base del fenomeno della migrazione, noto anche al grande pubblico che però ne coglie solo alcuni aspetti, riportati troppo spesso in modo sensazionalistico. La migrazione di grandi masse di persone è un fenomeno complesso affrontato nel corso del forum da diversi punti di vista: da quello geo-politico, presentato da Lucio Caracciolo, a quello più empatico e umano portato sul palco da Melissa Fleming, portavoce dell’Alto commissariato per le Nazioni Unite sui rifugiati (UNHCR). Una specifica sessione del Forum e un workshop dedicato hanno permesso ai presenti di conoscere tanti dettagli importanti sulle migrazioni, le loro cause (in particolare quelle dipendenti dai cambiamenti climatici e dalla produzione alimentare) e le possibili soluzioni che vanno in un’unica direzione: aumentare la sostenibilità del sistema produttivo per migliorare di conseguenza le condizioni di vita e le opportunità di sviluppo nei paesi più poveri. 

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“Nessuno dei migranti che oggi rischiano la vita per raggiungere una nuova nazione si sposterebbe dal proprio Paese di origine se ci fossero le condizioni per vivere una vita degna di tale nome”. Lucio Caraccolo

ha ricordato Lucio Caracciolo. 

il cambiamento climatico non è al momento un determinante unico della scelta di migrare ma contribuisce alla decisione finale” ha spiegato Alex Randall della Climate Change and Mitigation Coalition. “Per questo è importante mettere in atto subito azioni di contenimento che possono variare da iniziative di educazione e sostegno alla produzione agricola – per esempio attraverso il cambiamento delle specie coltivate per adattarle ai cambiamenti climatici – fino alla migrazione accompagnata, in cui si assiste una popolazione nel suo trasferimento in un’area dove è meno difficile procurarsi di che vivere”.

La maggior parte dei flussi migratori, infatti, interessa il continente africano e si risolve al suo interno: solo una piccola minoranza di persone decide di arrivare fino in Europa.

Lo stesso accade nelle zone in cui la migrazione è dovuta alla guerra, e in particolare nel Medio-Oriente: sono i Paesi limitrofi a ospitare il maggior numero di profughi, e a sopportare il peso di una carenza di cibo ormai cronica.

L’area del Mediterraneo è un “punto caldo” in questo senso anche per quanto riguarda gli effetti del cambiamento climatico. Ecco perché la versione aggiornata del Food Sustainabiliy Index creato in collaborazione tra BCFN e gli esperti della Intelligence Unit dell’Economist e presentato da Leo Abruzzese include nuovi Paesi, molti dei quali dell’area Mediterranea. 


C’è fame di nuove idee

I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite rappresentano un traguardo difficile da raggiungere se la ricerca e le azioni concrete continuano ad attenersi a schemi e modelli obsoleti. “Il sistema alimentare ha fame di nuove idee” recita lo slogan del Forum 2017 che ha dedicato tutta la prima giornata alla presentazione dei progetti dei 10 giovani finalisti del concorso BCFN YES! Nessuno meglio dei giovani può infatti portare spunti innovativi al settore. Non è un caso se i progetti premiati – due in questa edizione del concorso – si concentrano sui temi già al centro del Forum: salute dei migranti (con un progetto che coinvolge la prevenzione dell’anemia materno-infantile tra i rifugiati siriani in Libano attraverso una iniziativa di educazione alimentare) e agricoltura sostenibile (con lo sviluppo di sistemi di lotta integrata agli insetti favorendo la colonizzazione delle risaie del Nord Italia da parte di pipistrelli). 


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Premiati anche i vincitori del Food Sustainability Media Award, che hanno raccontato la lotta per la sostenibilità con immagini e parole. 

Le soluzioni ci sono ma dobbiamo svegliarci, smettere di perdere tempo e metterle in pratica” ha detto Bob Geldof, raccontando i suoi trent’anni di impegno contro la fame nel mondo in un coinvolgente intervento che ha chiuso le due giornate di lavori. 


Le soluzioni ci sono ma dobbiamo svegliarci, smettere di perdere tempo e metterle in pratica” Bob Geldof

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