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Anthony Pope: l’agricoltura del futuro è conservativa

Per raggiungere gli obiettivi di produzione che garantiscano nei prossimi anni cibo per tutti e salvaguardia dell’ambiente serve un cambio drastico nei sistemi produttivi attuali e l’agricoltura conservativa può essere una soluzione.


Anthony Pope, consulente esperto di agricoltura conservativa, ne è convinto: per poter affrontare le sfide che nascono dall’aumento della popolazione mondiale e dai cambiamenti climatici e ambientali è necessario partire dall’agricoltura. In occasione del Forum Internazionale BCFN su cibo e nutrizione svoltosi a Milano lo scorso dicembre 2016, Pope ha spiegato in cosa consiste l’agricoltura conservativa e perché è così importante per il futuro della produzione alimentare mondiale.

È davvero necessario modificare l’attuale sistema di produzione agricola?
I dati parlano da soli: entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di persone e per poter sfamare tutti dobbiamo aumentare la produzione alimentare quasi del 70 per cento. È impensabile raggiungere questi obiettivi con i sistemi agricoli attualmente utilizzati. Serve obbligatoriamente un sistema agricolo più sostenibile che abbia cura e riguardo del suolo e dell’acqua altrimenti sarà l’ambiente a pagare le conseguenze di uno sfruttamento senza criterio.

Da dove possono e devono partire questi cambiamenti nell’agricoltura?
Lavorando come consulente FAO in diversi Paesi del mondo ho avuto l’opportunità di vedere molte forme di agricoltura: alcuni disastri, ma anche sistemi che funzionano davvero e portano vantaggi alle persone e all’ambiente. Oggi sono pienamente convinto che tutto debba partire dal suolo: il suolo è la piattaforma sulla quale si basa il nostro futuro e se noi non cominciamo a proteggerlo (migliorandone la materia organica e il biota, cioè l’insieme dei microrganismi che lo popolano, migliorando i sistemi di coltivazione verso una sempre maggiore sostenibilità) non riusciremo ad avere il cibo di cui abbiamo bisogno.

È questa l’agricoltura conservativa? Un sistema che si prende cura del suolo?
Prendersi cura in modo serio del suolo è il primo passo per il benessere di questa e delle future generazioni e l’agricoltura conservativa è questo, ma è anche molto di più: è una pratica fondata su alcuni principi semplici e interconnessi. In primo luogo, l’alterazione minima o assente del suolo, per mantenere la struttura del terreno e preservarne la sostanza organica e la presenza di organismi che contribuiscono alla compattezza del suolo. Il secondo prevede la copertura permanente del suolo, anche con residui di produzione, al fine di proteggere il terreno e allontanare il rischio di proliferazione delle piante infestanti.
Terzo ed essenziale principio, la diversificazione delle colture attraverso rotazioni o associazioni di diverse piante.

Quali sono i vantaggi che derivano da questo tipo di approccio all’agricoltura?
Se utilizzata nel contesto di una gestione integrata della produzione, l’agricoltura conservativa può migliorare la produttività, i profitti e la sicurezza alimentare preservando e sostenendo l’ambiente. L’agricoltura conservativa ha inoltre la potenzialità di ridurre molti dei costi variabili di produzione, può ridurre il consumo di suolo aumentandone la produttività media, conservare le risorse idriche del terreno e la sua struttura (meno erosione, miglioramento della qualità dell’acqua e dell’aria e della composizione delle zolle, secondo le valutazioni della FAO).
Sono fermamente convinto che questa forma di agricoltura offra la possibilità di arrivare a una vera sostenibilità e che occasioni come questo forum siano un buon punto di partenza per farla conoscere e incoraggiare gli agricoltori a produrre cibo nel modo giusto.
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