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Analog forestry: Conservazione produttiva per contrastare la deforestazione

Vincitore dell’edizione 2015 del concorso BCFN YES! propone la conservazione produttiva per contrastare il fenomeno della deforestazione della foresta Amazzonica e perseguire una coesistenza armoniosa e sostenibile tra uomo e foresta.

La conservazione produttiva, in termini pratici, consiste nella foresteria analoga, o agroforestería successionale, un modello agricolo che si integra perfettamente con la foresta vergine. È caratterizzato da una struttura ecologica analoga a quella della foresta naturale e, per questo, è in grado di mantenere i fondamentali “servizi” che la foresta ci offre. Allo stesso tempo, la foresteria analoga, garantisce un’ampia produzione di frutti e altri vegetali, grazie alle specie produttive coltivate al suo interno.

Nel 2015, la deforestazione della foresta Amazzonica ha superato i 765.000 chilometri quadrati (dal 1970), un’area pari a 2 volte e mezzo quella dell’Italia. Questo fenomeno non è un problema che riguarda soltanto gli stati appartenenti al bacino Amazzonico, ma ha ripercussioni su scala globale. La foresta pluviale fornisce, infatti, alcuni servizi ecosistemici fondamentali per il nostro Pianeta, come lo stoccaggio di carbonio (fondamentale in termini di cambiamento climatico), ed è un componente fondamentale di processi che riguardano l’intero pianeta, come il ciclo dell’acqua.

La perdita di questo fondamentale ecosistema è dovuta a diverse attività antropiche che esercitano una pressione sulle preziose risorse presenti al suo interno (in particolare legname, minerali e suolo). Tra queste attività, quelle agricole hanno un ruolo molto rilevante: più del 60% dell’area deforestata è dovuta ad attività di allevamento e monocultura intensivi.

La foresteria analoga, proposta in questo progetto, rappresenta un modello di sviluppo alternativo e sostenibile per la foresta pluviale. È, infatti, 100% biologica, minimizza l’utilizzo di input esterni, prevede la coesistenza di diverse specie (anche più di 25 in una sola area) e, imitando la struttura ecologica della foresta (diversi livelli di vegetazione, dalle erbe agli alberi di altezza superiore ai 30m), ne mantiene le sue funzioni ecologiche. Questo agroecosistema si contrappone ai tradizionali modelli agricoli come la monocultura intensiva. Due sono i suoi principali impieghi: la riforestazione e riqualificazione delle aree deforestate, o l’integrazione di altre attività di conservazione della foresta (come la conservazione assoluta o l’ecoturismo).

Oltre ai benefici ecologici, si ottengono anche benefici socio-economici per le comunità locali. Attraverso l’implementazione di questo modello si ottiene, infatti, un’ampia varietà di prodotti vegetali (dai frutti ai medicinali) lungo tutto l’arco dell’anno, supportando le condizioni economiche delle comunità locali, caratterizzate da attività stagionali e salari incostanti.

Dove si svolge questa attività?
Il punto di partenza del progetto è la regione peruviana di Madre de Dios.
In particolare, l’associazione ArBio, grazie alla quale il progetto sta prendendo vita, gestisce un’area ricevuta in concessione dal governo peruviano, che è situata nel cuore della foresta, e possiede una seconda area nelle vicinanze della capitale della regione, Puerto Maldonado. Nella prima si svolgono attività di conservazione assoluta come monitoraggio biologico e ecoturismo (che verranno in futuro integrate con attività di foresteria analoga), mentre nella seconda area ha avuto inizio l’implementazione del progetto di conservazione produttiva. Quest’area è stata scelta perché facilmente raggiungibile dalla vicina città, e quindi facilmente visitabile: essa costituisce quindi il campo dimostrativo alla base della divulgazione e diffusione del modello di foresteria analoga tra la popolazione locale.

Grazie al supporto del BCFN, lo scorso inverno, si sono ultimati alcuni interventi fondamentali per l’avvio della coltivazione sperimentale e del vivaio all’interno del campo dimostrativo. Inoltre, nei prossimi mesi, verranno organizzati dei corsi di formazione per alcune comunità agricole locali. Infine, verrà organizzata una campagna di raccolta dati per il monitoraggio e la valutazione della conservazione produttiva in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Per il supporto dato, ArBio ha intitolato alla fondazione Barilla Centre for Food & Nutrition la protezione di 10.000 metri quadrati di foresta Amazzonica nella regione di Madre de Dios e il team in Peru si sta adoperando per installare un cartello raffigurante il logo del BCFN all’interno dell’area protetta.

Il prossimo, sarà un anno pieno di attività per il progetto, quindi…stay tuned!
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