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Al Forum si discute di diete sostenibili per le persone e l’ambiente

L’importanza di scegliere un modello alimentare sostenibile per la salute delle persone e del Pianeta: ce lo spiega Gabriele Riccardi, professore di endocrinologia all’Università di Napoli, membro dell’Advisory Board di BCFN. Se ne parlerà al prossimo Forum organizzato a Milano il 1 Dicembre prossimo.

Fa bene alla salute e fa bene al pianeta: è questa la vera dieta sostenibile, costituita da cibi che ci mantengono sani e che hanno un basso impatto sull’ambiente e la biodiversità, sulla struttura sociale e sull’economia, come da definizione della FAO nel 2010. Di questo si parlerà in una sessione dedicata all’International Forum on Food and Nutrition organizzato da BCFN e in programma a Milano il 1 dicembre 2016.
Dal punto di vista ambientale è innegabile che i Paesi più sviluppati devono moderare il proprio bisogno di proteine animali, perché l’allevamento richiede un consumo elevato di acqua, terra ed energia. La comprensione dei meccanismi che rendono una dieta veramente sostenibile è quindi indispensabile in un periodo di crescita economica, cambiamenti climatici e transizioni dietetiche: è questa una delle mission di BCFN e una delle ragioni per cui si raduneranno a Milano i massimi esperti del settore.

Non solo mediterranea
A Milano si parlerà anche del fatto che non esiste un solo tipo di dieta sostenibile, ma ve ne sono tante, con caratteristiche comuni: si tratta di alimentazioni a prevalenza vegetale, a basso contenuto di grassi (in particolare di origine animale), ricche di fibre e di polifenoli, sostanze antiossidanti che prevengono gli effetti dell’invecchiamento.
Mangiando così si prevengono le principali malattie del benessere e dell’invecchiamento, come il diabete e le malattie cardiovascolari. E si salva anche il pianeta, perché l’allevamento di animali dai quali traiamo alimento richiede l’uso di ingenti quantità di vegetali per nutrirli. Si tratta di un vero e proprio spreco, perché il valore energetico delle proteine, per l’organismo umano, è identico qualsiasi ne sia l’origine.
La dieta mediterranea è certamente quella su cui disponiamo del maggior numero di studi scientifici, ma altre abitudini alimentari hanno dimostrato di essere ampiamente sostenibili, come dimostra anche la nuova edizione della Doppia Piramide alimentare sviluppata da BCFN. È il caso della cosiddetta dieta nordica, in cui i vegetali sono pochi e soprattutto limitati alle crucifere (di cui peraltro è nota la proprietà anticancro) e in cui abbonda il pesce, ricco di sostanze antiossidanti. Inoltre è elevato il consumo di bacche e frutti di bosco, preziosi per la salute e disponibili, a quelle latitudini, in forma spontanea, senza bisogno di essere coltivati.
Anche la dieta asiatica tradizionale (quella che precede l’urbanizzazione e l’industrializzazione) ha caratteristiche di sostenibilità. Oggi i Paesi asiatici cominciano a soffrire degli stessi malanni che tormentano l’occidente a causa dell’industrializzazione agricola che ha portato a una maggiore disponibilità di proteine animali a scapito della frutta e dei cereali integrali.
Ottime anche le diete mediorientale e sudamericana tradizionale (nella quale fanno la parte del leone i fagioli e il mais, coltivazione a basso impatto ambientale).
In sostanza, per promuovere il concetto di dieta sostenibile basta spingere ogni cultura a rifarsi alle proprie radici preindustriali. Compito dell’industria è invece quello di rendere questa alimentazione compatibile con le esigenze della vita moderna, riproducendone le caratteristiche migliori e promuovendo, come fa BCFN anche attraverso il Forum, una maggiore consapevolezza su questi argomenti all’interno della popolazione.
Registrati o segui lo streaming su www.barillacfn.com.


Gabriele Riccardi
Direttore Unità Operativa Complessa di Diabetologia e Malattie del Metabolismo, Azienda Ospedaliera Federico II, Napoli  e membro dell’Advisory Board BCFN.
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