Agire oggi per un domani migliore

Agire oggi per un domani migliore

05 Novembre 2020

Agire oggi per un domani migliore

Dalle parole ai fatti. Le grandi organizzazioni internazionali spingono affinché la Giornata Mondiale dell’Alimentazione appena celebrata diventi il punto di partenza di un impegno concreto verso la sostenibilità

Seguendo lo slogan “Coltivare, nutrire, preservare. Insieme”, è stata celebrata la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, un appuntamento particolarmente importante nel 2020, anno del 75° anniversario della fondazione delle Nazioni Unite e della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Ma il 2020 è un anno speciale anche a causa della pandemia Covid-19 che, come affermato la FAO, “minaccia di invertire importanti traguardi raggiunti nell’ambito della sicurezza alimentare, della nutrizione e dei mezzi di sussistenza”. Infine, ma non per questo meno importante, il 2020 segna la data di inizio del Decennio d’Azione per raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite

Perché tanta fretta?

È tempo di passare a una fase più concreta di impegno verso la sostenibilità, fatta di azioni che sono guidate dagli studi e dai dati raccolti negli ultimi anni. “Chiediamo che tutti e da ogni parte del mondo prendano parte a questo sforzo globale. Governi, imprese, comunità e singoli individui, giovani e vecchi. Insieme possiamo raggiungere l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro” ha detto in un videomessaggio Amina J. Mohammed, Vice-Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Come si legge nella versione 2020 del Report sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, stati già stati compiuti molti passi in avanti verso il raggiungimento dei traguardi fissati, ma le azioni messe in campo non hanno ancora raggiunto la velocità necessaria per la vittoria finale. E i nodi da sciogliere sono ancora numerosi, anche per quanto riguarda i sistemi alimentari e la possibilità di eliminare definitivamente la fame nel mondo, garantendo cibo sicuro e sufficiente per tutti. 

La domanda di cibo è in continuo aumento nella popolazione mondiale, che sfiorerà i 10 miliardi entro il 2050 e, come ricordano gli esperti FAO, “Se i nostri sistemi alimentari non verranno trasformati, la sottoalimentazione e la malnutrizione aumenteranno notevolmente entro quello lo stesso anno”. Per avere un’idea più precisa del problema basta guardare i numeri: sono oltre 2 miliardi le persone che oggi non hanno accesso regolare a cibo sano e sufficiente, e circa 135 milioni quelle che soffrono di fame acuta in 55 Paesi. Dall’altro lato, i tassi di obesità hanno visto un’impennata in tutti i paesi, sviluppati e non, a causa di diete e stili di vita poco salutari. 


A ciascuno il proprio ruolo

Nella filiera alimentare che va dal campo alla tavola si muovono alcuni attori che la FAO definisce “eroi dell’alimentazione”. “Sono braccianti, pescatori, contadini di montagna, silvicoltori, pastori e agricoltori di comunità indigene. Il mondo è pieno di eroi” afferma un libro prodotto dalla FAO proprio per far conoscere meglio a bambini, genitori e insegnanti chi si nasconde dietro i prodotti che portiamo in tavola. Per esempio, sono 800 milioni, secondo i dati FAO, gli agricoltori familiari: gestiscono il 75% dei terreni agricoli e producono circa l’80% del cibo a livello globale. Sono anche innovatori per definizione, dovendo spesso adattare i loro metodi di coltivazione e produzione alle condizioni esterne che cambiano, senza fermarsi nemmeno di fronte a una pandemia come quella di COVID-19. “Molti di noi dipendono da loro, ma spesso sono proprio i piccoli agricoltori ad essere più vulnerabili durante una crisi” dicono gli esperti FAO che da sempre lavorano per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di questi eroi. 


Impegno comune

Perché tale obiettivo venga raggiunto serve l’impegno di tutti, a partire dai governi e fino ad arrivare al singolo cittadino, passando dall’impegno delle imprese pubbliche e private. E dal momento che “le nostre azioni sono il nostro futuro”, la FAO suggerisce alcune azioni che ciascun membro della società può mettere in atto. 

I Paesi possono per esempio “sostenere la divulgazione e l’uso dei dati; collaborare per rendere i sistemi alimentari più resistenti alla volatilità e agli shock climatici e dare priorità all’innovazione e alla digitalizzazione per colmare il divario digitale. Dal canto loro, “le aziende private dovrebbero investire in sistemi alimentari sostenibili e resilienti che offrano posti di lavoro dignitosi; le aziende alimentari, comprese le aziende di e-commerce, possono sfruttare o condividere le nuove tecnologie per gestire le scorte, in particolare i prodotti altamente deperibili e tutte dovrebbero essere consapevoli del loro impatto sulle risorse naturali e adottare un approccio sostenibile”.

Infine, i singoli cittadini dovrebbero sempre cercare di compiere scelte alimentari sane e di ridurre per quanto possibile gli sprechi, per contribuire a coltivare, nutrire e preservare il pianeta. 


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