World Economic Forum: la mappa dei rischi globali 2020

World Economic Forum: la mappa dei rischi globali 2020

06 Marzo 2020

World Economic Forum: la mappa dei rischi globali 2020

Dalla frammentazione geo-politica, alle sfide economiche passando per il cambiamento climatico e il suo impatto sull’ambiente, il World Economic Forum fornisce la fotografia dei rischi per il pianeta

Il mondo non può aspettare che la nebbia dell'incertezza geo-politica e geo-economica si sollevi. Sono le prime righe del riassunto della 15esima edizione del Global Risks Report 2020 pubblicato dal World Economic Forum, giunto al suo 50esimo anniversario. I risultati del report si basano sulle risposte di circa 800 esperti e decision-makers in diversi ambiti dell’economia mondiale. “Le sfide identificate richiedono una azione collettiva e immediata e i portatori di interesse devono agire velocemente in uno scenario mondiale che si presenta molto frammentato” spiegano gli esperti. “Questo report fa parte della Global Risk Initiative lanciata dal Forum qualche anno fa” commenta Borge Brende, Presidente del World Economic Forum, che poi aggiunge: “Speriamo che queste iniziative aiutino gli stakeholder a sviluppare soluzioni sostenibili e integrate per fronteggiare queste sfide”.  


L’ambiente in prima fila

Per la prima volta nella storia del report, i primi 5 posti della classifica dei rischi più probabili sono occupati da un unico tema: l’ambiente. E l’ambiente occupa anche tre delle prime 5 posizioni in termini di impatto. Preoccupa in particolare “Il fallimento nel mitigare i cambiamenti climatici e adattarsi ad essi”, voce che sta al primo posto nella classifica dei rischi con maggiore impatto e al secondo in quella dei rischi più probabili. 

In effetti i cambiamenti climatici stanno procedendo in modo più veloce dell’atteso, con annate tra le più calde mai registrate, disastri naturali più intensi e frequenti e fenomeni climatici estremi in diverse aree del mondo. “Procedendo di questo passo, a fine secolo la temperatura aumenterà di 3 gradi rispetto all’era pre-industriale, il doppio di quanto raccomandato dagli esperti per evitare il peggio in termini economici, sociali e ambientali” si legge nel report. Altro tema ambientale molto sentito è senza dubbio la perdita di biodiversità. “La velocità con cui le specie si estinguono è decine o centinaia di volte superiore a quella degli ultimi 10 milioni di anni, ed è in crescita” spiegano gli esperti, ricordando che perdere la biodiversità si traduce in conseguenze catastrofiche, con conseguenze che vanno dalla mancanza di cibo alla rottura dell’intera catena di rifornimento. 


Sistemi fragili e frammentati

In uno scenario geopolitico oggi estremamente frammentato, le nazioni si chiedono quale sia il reale valore di alleanze a lungo termine con altri Stati; le spinte nazionaliste sono in crescita e con esse anche le agende nazionali. “Se gli stakeholder si concentrano su vantaggi geostrategici immediati e non riescono a ricreare, o almeno ad adattare, i meccanismi di coordinamento, le opportunità per agire su temi prioritari potrebbero venire meno” si legge nel report. 

Il documento mette in luce anche la sfida della pressione negativa sull’economia globale, legata a fragilità macroeconomiche e ineguaglianze finanziarie. In questo scenario sale il rischio di stagnazione e la sfida di una economia in discesa potrebbe rimanere aperta per tutto l’anno. 

A tutto ciò si aggiunge lo scontento di molti cittadini per le azioni messe in campo dai governi per fronteggiare i problemi sociali ed economici: gli esperti spiegano che senza stabilità economica e sociale potrebbero ritrovarsi senza gli strumenti fiscali, economici e politici per fronteggiare i rischi.

La frammentazione riguarda anche il mondo digitale, con estreme diseguaglianze nell’accesso a internet e un crescente rischio di cyberattacchi potenzialmente molto pericolosi. Ultimi, ma non per importanza, i rischi per i sistemi sanitari che potrebbero rivelarsi presto inadeguati per gestire le sfide vecchie e nuove legate alla salute, tra cui, come dimostra la recente epidemia di SARS-CoV2, l’aumento delle malattie infettive e delle pandemie legate alla mobilità globale. La società cambia, così come cambia il peso delle malattie e gli atteggiamenti delle persone nei confronti di farmaci e vaccini, mettendo in forse la vittoria finale nella lotta contro le sfide sanitarie. 

Ha ancora senso per per i portatori di interesse valutare e affrontare questi rischi, ma la finestra delle opportunità si sta chiudendo” concludono, con una certa dose di pessimismo, gli esperti del WoF.


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