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Vacanze intelligenti e sostenibili anche grazie al City Monitor

L’impegno per l’ambiente e le politiche sostenibili non vanno in vacanza e anche la scelta del luogo di villeggiatura può essere basata su criteri che privilegiano la sostenibilità con l’aiuto del Food Sustainability Index, uno strumento messo a punto da BCFN e dall’Economist.

C’è chi sceglie la città dove trascorrere le agognate vacanze in base alla presenza di monumenti e bellezze architettoniche, chi punta sulla natura e sul relax e chi invece sulle tradizioni enogastronomiche. Il viaggiatore attento, però, sceglie anche sulla base della sostenibilità ambientale e delle politiche che le diverse città mettono in campo per tutelare l’ambiente e i propri cittadini. Come decidere? Con l’aiuto dei dati contenuti nel progetto City Monitor, parte del Food Sustainabilty Index, il progetto pilota sviluppato dall’Intelligence Unit dell’Economist in collaborazione con BCFN, che attraverso l’utilizzo di specifici indicatori fa il punto sui sistemi e le politiche alimentari di 16 città in 4 continenti per favorire la scelta di vacanze sostenibili. 

Piste ciclabili e tanto verde

Anche una città può essere un luogo ideale per gli amanti della natura e degli spostamenti su due ruote a patto che siano presenti aree verdi in numero sufficiente e piste ciclabili sulle quali muoversi in sicurezza, secondo i principi di base della sostenibilità ambientale. Sulla base dei dati del City Monitor/Food Sustainabilty Index, una delle mete più adatte a chi cerca una vacanza sostenibile è senza dubbio Toronto, in Canada, prima in assoluto nella classifica delle 16 città analizzate per quanto riguarda la presenza di aree verdi con i suoi 1.351,5 metri quadri per abitante. Nei primi tre posti della classifica anche Johannesburg in Sud Africa con 231 metri quadri per abitante e Berlino in Germania, dove i metri quadri di verde per ciascun cittadino sono circa 207. Ultima in classifica è la popolosa Mumbai in India con solo un metro quadro di superficie per abitante. Toronto è ai vertici della classifica anche quando si parla di piste ciclabili: suo il secondo posto con 856 km. Al primo e al terzo posto due capitali europee come Londra (900 km) e Parigi (700), ma si piazzano bene anche Berlino (620 km) e San Francisco (560 km), rispettivamente quarta e quinta. Ancora una volta ultima Mumbai dove le piste ciclabili praticamente non esistono anche per via delle condizioni generali delle infrastrutture che non sono amiche della sostenibilità ambientale. 


Occhi aperti sul cibo

Chi in vacanza ama mangiare fuori, dovrebbe prestare particolare attenzione alle uscite parigine poiché la capitale francese è tra le più costose in questo senso, seguita da Shangai e da Berlino. All’estremo opposto della classifica si incontrano, partendo dal fondo, Johannesburg, Mumbai e Belo Horizonte (Brasile). Il cibo non lavorato è decisamente costoso a Kyoto, ma anche a Parigi e San Francisco, che rientrano nelle prime tre posizioni della classifica del Food Sustainabilty Index, mentre ancora una volta Johanesburg e Mumbai occupano le ultime posizioni. L’attenzione alla sostenibilità ambientale e alimentare passa però anche attraverso politiche mirate dedicate per esempio alla riduzione dello spreco e alle mense scolastiche. I dati del City Monitor parlano chiaro. Quasi tutte le città incluse nell’analisi hanno politiche specifiche per ridurre gli sprechi che vanno dall’utilizzo degli scarti per produrre biocarburanti (Giappone) alla donazione degli eccessi a chi ne ha bisogno (Dubai) passando per il “food sharing” (Berlino), considerato al momento della messa a punto della classifica ma attualmente sospeso per motivi igienici e di norme di conservazione dei cibi che i promotori stanno cercando di risolvere. 


Infine, ma non certo meno importante, dall’analisi dei dati del City Monitor emerge che nonostante la crescente importanza assunta dal cibo e dalle politiche alimentari in tutto il mondo, sono ancora poche le città dotate di piani di politica alimentare ben definiti e strutturati. Leader in questa classifica è Milano che, in aggiunta alle proprie politiche cittadine, ha promosso il Milan Urban Food Policy Pact. Si tratta di un patto internazionale sottoscritto da 123 città di tutto il mondo che impegna i sindaci a lavorare per rendere sostenibili i sistemi alimentari, garantire cibo sano e accessibile a tutti, preservare la biodiversità, lottare contro lo spreco. Nelle aree urbane che hanno aderito al Patto abitano e lavorano oltre 460 milioni di persone e proprio per questo costituisce una delle eredità più tangibili dell’EXPO 2015.

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