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Presentazione del Food Sustainability Index al Parlamento Europeo di Bruxelles

La Fondazione BCFN ha presentato i risultati del Food Sustainability Index alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo a Bruxelles, per discutere come il perseguimento di un sistema alimentare sostenibile si inserisce nell'agenda politica presente e futura.

Il Food Sustainability Index (FSI), nato dalla collaborazione tra la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition e l’Economist Intelligence Unit, classifica 25 Paesi sulla base della sostenibilità dei loro sistemi alimentari, prendendo in considerazione fattori legati all’agricoltura, alla nutrizione e a perdite e sprechi alimentari. Il sistema alimentare attuale non è sostenibile e nei prossimi anni nutrire la popolazione globale in costante aumento sarà una vera e propria sfida. Non solo i sistemi alimentari devono arrivare in cima all’agenda politica, ma è anche necessario che i politici identifichino aree prioritarie e riconoscano che è indispensabile intervenire. Con il Food Sustainability Index la Fondazione BCFN fornisce uno strumento di valutazione comparativa che vuole contribuire agli sforzi globali per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030, partendo dal presupposto che il cibo può influire su tutti i 17 SDG.

Il 7 dicembre 2016 a Bruxelles una delegazione dell’EIU e della Fondazione BCFN ha presentato il FSI, avviando una discussione sui problemi legati alla sostenibilità con i membri in carica della Commissione Europea e del Parlamento Europeo e ascoltando quali sono le misure adottate attualmente dalla politica e i loro progetti futuri per il raggiungimento di questi obiettivi. Hanno fatto parte della delegazione anche due giovani ricercatrici della Fondazione BCFN, Katarzyna Dembska e Francesca Allievi.

Nel corso della mattinata si è svolto un incontro con Marco Valletta, Membro del Gabinetto, Vytenis Andruikaitis, Commissario Europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, Elisabetta Siracusa, Vice Capo di Gabinetto e Phil Hogan, Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale.

Il FSI è stato accolto in maniera molto positiva, con l’idea che per affrontare la questione alimentare con onestà intellettuale è necessario considerare tutte e tre le macro-aree. Secondo Marco Valletta la Commissione Europea sta prendendo molto seriamente il problema degli sprechi alimentari, la cui riduzione ha un enorme potenziale in termini di riduzione del consumo delle risorse, di risparmio economico e di contenimento dell’impatto ambientale provocato dalla produzione e dal consumo alimentare. La prevenzione degli sprechi alimentari è parte integrante del nuovo Pacchetto sull’economia circolare della Commissione Europea, il cui obiettivo è quello di incentivare il passaggio dell’Europa e un’economia circolare, che stimolerà la competitività globale, promuoverà una crescita sostenibile e creerà nuovi posti di lavoro. Tra le altre iniziative a supporto della riduzione degli sprechi alimentari nell’Unione Europea, la Commissione costituirà una nuova piattaforma (EU Platform on Food Losses and Food Waste), che coinvolgerà Stati Membri ed operatori della catena alimentare allo scopo di ottenere un contributo per la definizione delle misure necessarie per raggiungere l’SDG sugli sprechi alimentari, di facilitare la collaborazione tra diversi settori e di condividere sia buone pratiche che i risultati ottenuti. Marco Valletta ha inoltre sottolineato che le politiche dovrebbero essere sviluppate in maniera tale da consentire l’utilizzo degli sprechi alimentari nei mangimi per gli animali e da facilitare la donazione di cibo invenduto ma ancora commestibile. Valletta ritiene che i risultati del FSI debbano essere diffusi il più possibile e ha proposto di presentarli in occasione di incontri con gruppi di lavoro specifici.


Elisabetta Siracusa è responsabile in particolare della spesa comunitaria per l’agricoltura e lo sviluppo rurale nonché della semplificazione della Politica agricola comune (CAP) e occupa una posizione ideale per la discussione sulla macro-area dell’Indice relativa all’agricoltura sostenibile. Elisabetta Siracusa ha messo in luce che soltanto misurando qualcosa possiamo intervenire per apportare eventuali modifiche necessarie, e il FSI può rivestire un ruolo fondamentale in questo senso. Ha inoltre proposto una riflessione sul ruolo centrale dell’agricoltura per il miglioramento della sostenibilità nella nostra società, identificando gli agricoltori come i principali attori del cambiamento.
Poiché proprio in quei giorni si stava svolgendo la Conferenza 2016 dell’UE sulle Prospettive Agricole, Elisabetta Siracusa ha invitato la Fondazione BCFN a partecipare alla consultazione pubblica, occasione per riflettere sul futuro dell’agricoltura. Sono stati forniti anche suggerimenti su come migliorare il FSI e sulle opportunità di divulgazione, come l’inclusione nell’Indice dell’UE nel suo insieme.

A fine giornata il FSI è stato presentato all’interno di un dibattito con una serie di parti interessate e due membri del Parlamento Europeo, Sirpa Pietikäinen e Angélique Delahaye.
Entrambe hanno espresso pareri molto positivi e incoraggianti riguardo al FSI: è stata sottolineata la necessità di nuove alleanze e di un approccio trasversale a problemi di questa natura, che sostengano ulteriormente il lavoro del FSI prendendo in considerazione tutte e tre le macro-aree contemporaneamente.

Nel complesso, dalla giornata a Bruxelles è emerso un feedback positivo sul lavoro svolto finora, accompagnato da molti spunti per migliorarlo. Il Food Sustainability Index ha “nutrito la mente” del pubblico, invitandolo a riflettere sull’urgenza di un cambiamento concreto nei modelli di produzione e consumo alimentare di tutto il mondo nonché sulla necessità di costituire un sistema alimentare più sostenibile e di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.
L’incoraggiamento è accompagnato dalla consapevolezza che l’UE sta già lavorando alla definizione di politiche in linea con i suggerimenti migliorativi del FSI.

La Fondazione BCFN è ansiosa di condividere i risultati del FSI con un pubblico ancora più vasto, di avviare collaborazioni con altre istituzioni e di analizzare buone pratiche provenienti da ogni angolo del mondo per rendere i sistemi alimentari più sostenibili e per proteggere il futuro del nostro pianeta e delle generazioni future.
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