PAC: l’Europa si unisce per il bene dell’agricoltura

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PAC: l’Europa si unisce per il bene dell’agricoltura

PAC: l’Europa si unisce per il bene dell’agricoltura

Oltre mezzo secolo di vita e poco meno di 60 miliardi di euro investiti ogni anno: sono solo due dei numeri della politica agricola comune (PAC), un impegno che sottolinea l’importanza del sistema agroalimentare nella Comunità Europea.

L’agricoltura è un settore chiave per lo sviluppo economico sostenibile di un paese. Ne sono consapevoli gli stati membri della Comunità Europea (CE) che nel 1962 hanno sottoscritto regole e obiettivi per una politica agricola comune (PAC) che pone le proprie fondamenta nel Titolo III del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. “Aiutando gli agricoltori con un sostegno economico e regole di mercato, la politica agricola comune assicura anche lo sviluppo sostenibile delle aree rurali in accordo alle necessità di ciascun paese dell’Unione” spiegano. 

Un po’ di storia

L’idea di unire le forze europee a sostegno dell’agricoltura nacque in Europa subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il vecchio continente si trovava a fare i conti con le conseguenze del conflitto, inclusa la carenza di cibo. Nel giugno 1960 la Commissione Europea propose un documento per strutturare una politica agricola comune che coinvolgesse i sei stati fondatori della CE: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Olanda. Ci vollero però altri due anni prima della nascita ufficiale della PAC nel1962, quando il consiglio dell’Unione Europea diede il via libera alla creazione di organizzazioni commerciali comuni, introducendo regole per la competitività e istituendo un fondo economico ad hoc. Da allora la politica agricola comune ha permesso di introdurre numerosi provvedimenti e leggi sempre aggiornate per regolamentare al meglio la produzione agricola del continente. 


I fondamenti della PAC

Sebbene i principi generali non siano cambiati negli anni, i traguardi attuali della PAC sono inevitabilmente diversi rispetto a quelli delle versioni originali. La politica agricola comune oggi si pone infatti l’obiettivo principali di garantire ai cittadini europei una fornitura stabile e prodotta in modo sostenibile di cibo sicuro a un prezzo equo, assicurando nel contempo uno standard di vita decente per agricoltori e lavoratori del settore agricolo. 

Ma la PAC fornisce anche indicazioni e fissa le regole da seguire perché l’agricoltura europea continui a essere sostenibile e competitiva puntando in particolare su tre principali canali di investimento dei fondi comuni: il supporto economico agli agricoltori, basato sulle tendenze del mercato e legato anche parametri di sostenibilità; le misure di mercato per cercare di limitare gli effetti della vulnerabilità legata a fattori esterni come le condizioni climatiche o la volatilità dei prezzi; i programmi di sviluppo rurale per rispondere in modo specifico e mirato a ciascuno dei 28 paesi dell’Unione. 


Un documento in continua evoluzione

L’insieme di regole contenute nella PAC non può rimanere immutata nel tempo: dall’anno della sua prima creazione infatti le condizioni economiche, sociali e ambientali dell’Europa e del mondo intero sono notevolmente cambiate, modificando di conseguenza le necessità e le priorità del settore agro-alimentare. Per venire incontro e riuscire a gestire al meglio questi cambiamenti, la PAC ha subito continui rimaneggiamenti, i più importanti dei quali datati 1999, 2003 e 2013 che hanno “modernizzato” il documento originale dandogli la forma che conosciamo oggi. Nemmeno la versione attuale però, che riguarda gli investimenti per il periodo 2014-2020, è adatta a far fronte alle sfide più recenti come i cambiamenti climatici. In un continuo processo che mira all’aggiornamento e alla semplificazione, l’Europa ha quindi lanciato nel febbraio 2017 una consultazione definire le strategie migliori per facilitare anche grazie alla PAC il raggiungimento delle 10 priorità della Comunità Europea e i Goal di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. I risultati della consultazione verranno presentati a Bruxelles il 7 luglio 2017. 


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