Nobel per l’economia 2019: la povertà si combatte sul campo

Nobel per l’economia 2019: la povertà si combatte sul campo

24 Ottobre 2019

Nobel per l’economia 2019: la povertà si combatte sul campo

La Reale Accademia delle Scienze Svedese ha assegnato il prestigioso riconoscimento a tre economisti che con il loro lavoro hanno ridisegnato la ricerca nel campo della lotta alla povertà.


“Per il loro approccio sperimentale nell’alleviare la povertà globale”. Con questa motivazione ufficiale Abhijit Banerjee, Esther Duflo (la seconda donna a ottenere il riconoscimento e la più giovane, essendo nata nel 1972) e Michael Kremer sono stati insigniti nell’ottobre 2019 del Premio Sveriges Riksbank per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel, più comunemente noto come Premio Nobel per l’Economia. Abhijit Banerjee, nato a Mumbai (India), e Esther Duflo, di Parigi (Francia) condividono l’esperienza professionale presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge, mentre lo statunitense Michael Kremer è in forza alla Harvard University, sempre a Cambridge. “La loro ricerca ha già aiutato ad alleviare la povertà globale e ha la grande potenzialità di migliorare ulteriormente la vita delle persone più povere del pianeta” spiegano gli esperti della Reale Accademia delle Scienze Svedese

Un premio estremamente attuale

L’assegnazione del premio ai tre ricercatori si inserisce perfettamente nello sforzo globale per affrontare le grandi sfide della sostenibilità, come dimostra il fatto che il primo dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030 si focalizza proprio sull’eradicazione della povertà, un problema tutt’altro che risolto. 

Se alcuni dati sullo sviluppo economico degli ultimi due decenni sono incoraggianti, un’analisi più attenta dimostra infatti che la strada da percorrere è ancora lunga. Tra il 1995 e il 2018 è infatti raddoppiato il benessere dei paesi più poveri (misurato come prodotto interno lordo pro capite), si è dimezzata la mortalità infantile e la percentuale di bambini che frequentano la scuola è aumentata di 24 punti percentuali, raggiungendo l’80%. Resta però il fatto che oltre 700 milioni di persone ancora vivono in condizioni di estrema povertà e 5 milioni di bambini ogni anno muoiono prima di aver compiuto 5 anni per cause facilmente prevenibili o curabili. 

Porsi le giuste domande

In questo contesto, l’idea innovativa messa in campo dai tre ricercatori arriva in realtà da settori di ricerca come la chimica o la biologia, che hanno poco a che fare, almeno a un primo sguardo, con l’economia. Di fronte alla grande domanda generale su come risolvere il problema della povertà, si utilizzano in estrema sintesi studi randomizzati che cercano di rispondere a domande più definite e precise. Non si tratta quindi di cercare nuove leggi universali di macroeconomia che possano essere applicate come soluzione globale, ma piuttosto di “spezzettare” il problema in tante piccole parti. Lo scopo finale è proprio quello di illuminare l’intero quadro della situazione, facendo luce su ciascuna di queste sue parti, un passo alla volta. 

Questo lavoro, secondo i ricercatori, deve essere necessariamente svolto sul campo per poter comprendere davvero quali sono le domande chiave alle quali cercare risposte e per permettere alle persone di muoversi nei propri contesti abituali, con le loro necessità, possibilità e abitudini. Con questo spirito, Kremer diede il via ai suoi studi innovativi in Kenya a metà degli anni ’90 del secolo scorso, cercando di comprendere quali fossero i tasti da premere per migliorare il rendimento scolastico dei bambini della regione. Lavorando nelle scuole e con organizzazioni non governative locali, si rese conto che né la fornitura di più libri di testo né quella di pasti gratuiti aiutava i ragazzi in questo senso. Proseguendo su questo filone in India, Banerjee e Duflo scoprirono che un supporto mirato da parte di educatori preparati era la risposta alla domanda.

Traguardi presenti e sfide future

Grazie a molti altri esperimenti svolti sul campo, i tre vincitori hanno profondamente influenzato il modo di far ricerca in economia dello sviluppo, con un cambiamento che si è già tradotto in risultati pratici. Oltre 5 milioni di bambini in India hanno potuto usufruire di programmi per il supporto all’educazione e in molti Paesi sono stati introdotti finanziamenti per programmi di prevenzione specifici, grazie ai risultati degli studi che hanno portato i tre esperti al Nobel

Di certo sussidi e studi sul campo non bastano a risolvere il problema della povertà: restano dubbi sul fatto che risultati ottenuti in uno specifico contesto siano davvero esportabili in altre realtà; inoltre, molti dei fattori che influenzano la povertà e lo sviluppo economico, non sono del tutto razionali. Basti pensare che in molte realtà rurali nei Paesi in via di sviluppo, i piccoli agricoltori sono a volte riluttanti a utilizzare nuove tecnologie che potrebbero migliorare la produttività. È importante lavorare anche su questi aspetti per chiudere il cerchio e sconfiggere davvero la povertà a livello globale. 

Approfondisci gli argomenti correlati:

Scopri di più su Cibo e società

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua