Nobel 2018: cambiamenti climatici e innovazioni tecnologiche per un’economia sostenibile

Nobel 2018: cambiamenti climatici e innovazioni tecnologiche per un’economia sostenibile

26 Ottobre 2018

Nobel 2018: cambiamenti climatici e innovazioni tecnologiche per un’economia sostenibile

Gli economisti William Nordhaus e Paul Romer hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento in ambito economico per aver creato modelli che tengono conto dell’impatto della tecnologia e dei cambiamenti climatici sullo sviluppo.

Natura, cambiamenti climatici e conoscenza interagiscono in modo costante con i mercati economici ed è possibile, se non necessario, disegnare modelli di sviluppo sostenibile in grado di spiegare tali interazioni e ampliare il respiro delle scienze economiche. Come se non bastasse, la scarsità di risorse è spesso al centro delle analisi economiche e la natura plasma diversi aspetti della crescita di un Paese. Anche per queste ragioni, il premio Nobel per l’economia 2018 – che per la precisione dovrebbe essere definito Premio della Banca di Svezia per le Scienze economiche, in memoria di Alfred Nobel – ha puntato i riflettori sullo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici e le innovazioni tecnologiche, premiando i due economisti William D. Nordhaus e Paul M. Romer. La motivazione alla base del riconoscimento parla chiaro: "per aver integrato i cambiamenti climatici (Nordhaus) e le innovazioni tecnologiche (Romer) nelle analisi macroeconomiche sul lungo periodo”. 

Scienza ed economia si incontrano

L’annuncio del premio Nobel a William Nordhaus arriva in contemporanea alla pubblicazione del report dell’Intergovernmental Panel of Climate Change (IPCC), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di valutare i dati sui cambiamenti climatici, che ricorda quanto sia importante muoversi subito per riuscire ad arginare il riscaldamento globale. “Se si guarda ai mezzi di comunicazione, non c’è giorno in cui non compaia una notizia legata ai cambiamenti climatici, alle loro cause e conseguenze. Questo è un segnale di quanto sia ubiquitario questo tema nella nostra società” dice l’economista statunitense, nato nel 1941 in New Mexico e oggi professore presso il Dipartimento di Economia della prestigiosa Università di Yale. L’interesse dell’esperto ai temi legati alla natura e alle sue interazioni con la società risale agli anni ’70 del secolo scorso, quando gli scienziati di tutto il mondo cominciarono a mostrare preoccupazione per l’incremento costante dell’uso di combustibili fossili e del loro impatto sul riscaldamento globale del pianeta

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A metà degli anni ’90 Nordhaus fu il primo a creare un modello di valutazione integrato, che descrive l’interazione tra economia e clima. Il punto di forza del modello? La sua capacità di integrare teorie e risultati empirici che provengono da diverse discipline dalla fisica alla chimica, passando per l’economia. 


Servono realismo e azioni mirate 

Il modello creato da Nordhaus viene oggi impiegato per comprendere meglio le dinamiche di co-evoluzione di economia e ambiente, ma le teorie da sole non bastano. “Non amo usare il termine pessimismo, ma non posso fare a meno di usare il realismo” spiega l’economista, facendo notare che gli sforzi finora messi in campo non sono sufficienti per raggiungere il traguardo di contenere il riscaldamento globale, mantenendo l’aumento della temperatura entro 1,5 °C. “E probabilmente nemmeno entro i 3 °C” aggiunge. Sebbene non ci sia una soluzione semplice in grado di risolvere il problema del riscaldamento globale, Nordhaus suggerisce alcune strategie che potrebbero essere utili. In primo luogo è importante aumentare la consapevolezza di tutti e in questo senso, secondo l’esperto, i governi sono ancora molto indietro rispetto alla comunità scientifica e alla popolazione generale. A questa consapevolezza si devono aggiungere interventi mirati, per esempio una tassa sui combustibili fossili, e l’introduzione di innovazioni tecnologiche, magari nei termini suggeriti dall’altro vincitore del Nobel 2018, che punta proprio sulla tecnologia per un sistema economico all’insegna dello sviluppo sostenibile.


L’impegno necessario per contrastare i cambiamenti climatici è uno dei temi nell’agenda del Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione di Fondazione BCFN, che si terrà a Milano il 27 e 28 novembre 2018. 


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