Le donne al centro del World Food Programme

Le donne al centro del World Food Programme

13 Marzo 2020

Le donne al centro del World Food Programme

Il programma delle Nazioni Unite che punta all’obiettivo “fame zero” sottolinea il ruolo fondamentale delle donne nella gestione del cibo e di tutto ciò che ruota attorno ad esso.

La giornata internazionale della donna ha puntato nel 2020 sul tema dell’uguaglianza tra i generi e sui diritti delle donne, in un anno nel quale si celebra anche il 25esimo anniversario della Dichiarazione di Pechino, un ambizioso programma per aumentare l’emancipazione di donne e ragazze. In un mondo nel quale ancora la disuguaglianza di genere rappresenta la norma in molti paesi, il World Food Programme delle Nazioni Unite ricorda a tutti che la sfida della nutrizione, anche nei contesti di emergenza, non potrebbe essere vinta senza la presenza costante e il contributo del cosiddetto “sesso debole” che – a dispetto della definizione – si rivela spesso indispensabile ed estremamente forte.


Obiettivo: fame zero

È un dato di fatto che, nelle crisi umanitarie, le donne sono spesso quelle che pagano le conseguenze più gravi, anche a causa della mancanza di uguaglianza di genere in gran parte dei paesi a livello globale. Ma è altrettanto vero che le donne rappresentano una grande forza motrice della società, soprattutto quando si tratta di cibo e di nutrizione a livello familiare e comunitario. Questi concetti emergono chiaramente nel Piano strategico 2017-2020 del WFP, che propone azioni in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, concentrandosi in particolare sull’Obiettivo numero due: eliminazione della fame, raggiungimento della sicurezza alimentare, miglioramento della nutrizione e promozione di una agricoltura sostenibile. Il WFP “è la principale organizzazione umanitaria e agenzia delle Nazioni Unite impegnata a salvare e cambiare le vite, fornendo assistenza alimentare nelle emergenze e lavorando con le comunità per migliorarne la nutrizione e costruirne la resilienza”. E i numeri parlano chiaro: circa 15 miliardi di razioni alimentari distribuite ogni anno, a un costo stimato di 31 centesimi di dollaro a razione, pasti a scuola per oltre 16 milioni di bambini e bambine in 60 paesi e tanti progetti di sviluppo e di sostenibilità per supportare le madri, i loro bambini e le comunità e le economie locali


Protagoniste al femminile

Le donne hanno la responsabilità primaria di nutrire le loro famiglie” ricordano gli esperti del WFP, sottolineando che per raggiungere i traguardi dell’agenda di sostenibilità 2030 non si può prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo numero cinque: raggiungimento della parità di genere ed emancipazione per tutte le donne e le ragazze. “L’uguaglianza di genere è essenziale per tutte le donne, gli uomini, le ragazze e i ragazzi per raggiungere l’obiettivo fame zero” spiegano dal WFP. E all’interno del programma le donne ricoprono già ruoli di rilievo, anche molto diversi tra di loro, come dimostrano le testimonianze pubblicate sul sito del WFP. 

C’è la storia di Mithu Barua, che grazie all’aiuto del WFP ha può vendere i propri prodotti alimentari nel campo profughi di Kuputalong a Cox’s Bazar (Bangladesh) nel quale vengono regolarmente distribuiti aiuti alimentari da parte del WFP. Da qualche tempo è attivo nel campo un mercato alimentare di agricoltori locali del quale fanno parte anche Mithu Barua e altre donne che, grazie al supporto di WFP e della FAO, hanno la possibilità di lavorare in un contesto nel quale è ancora estremamente difficile per i piccoli agricoltori, e ancor di più per le donne, accedere a microprestiti o altri aiuti. “Risparmiando i soldi che guadagno vendendo i prodotti, posso pianificare un futuro migliore per i miei figli e costruire una bella casa” spiega la protagonista. 

Diverse ma simili nel messaggio le storie delle donne protagoniste del Logistic Cluster, che gestiscono le operazioni logistiche umanitarie, coordinando le informazioni e la gestione delle procedure in un contesto storicamente dominato dagli uomini. Queste donne, come si legge in un articolo loro dedicato, sono l’esempio vivente del fatto che il genere non ha niente a che fare con il coraggio, la determinazione e la passione di lavorare per aiutare chi ha bisogno. “Non fatevi intimidire. Se vi interessa, fatelo” afferma Katja Hildebrand, coordinatrice del Logistics Cluster nella Repubblica Centro Africana.




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