La Politica Agricola Comune: dite la vostra!

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La Politica Agricola Comune: dite la vostra!

La Politica Agricola Comune: dite la vostra!

Presentati a Bruxelles i risultati della consultazione pubblica lunga tre mesi e lanciata dalla comunità europea a febbraio 2017: pensieri, impressioni e consigli dall’Europa legata all’agricoltura.

PAC: dite la vostra”, ovvero una consultazione pubblica per sostenere la politica agricola comune (PAC) nel suo continuo processo di aggiornamento e semplificazione e per aiutare l’Europa a definire le strategie migliori da mettere in campo. I risultati dell’indagine sono stati presentati per la prima volta a Bruxelles il 7 luglio 2017 e precedono una pubblicazione ufficiale che la Comunità renderà disponibile entro la fine dell’anno in corso. “La consultazione pubblica ha fornito una piattaforma per ottenere una grande quantità di risposte da un enorme numero di diversi attori coinvolti nel sistema agroalimentare europeo” ha spiegato nel suo discorso di apertura Phil Hogan, commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, che poi ha aggiunto: “La PAC tocca tutti i cittadini europei, indipendentemente dalla loro provenienza e attività: è giusto ascoltane tutte le voci”. 

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Fotografia dell’Europa “agricola”

L’interesse degli europei verso la PAC e la sua modernizzazione si è manifestato attraverso le risposte che i cittadini dell’Unione hanno inviato direttamente alla Comunità Europea e in particolare al DG-AGRI, ovvero il Direttorato-Generale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, e anche attraverso una serie di campagne pubbliche come la Living Land Campaign, nate per far sentire la voce di chi è legato, in un modo o nell’altro, al settore agricolo in Europa. 

Nell’84,2 per cento dei casi le risposte alla consultazione sono arrivate da “individui singoli” (sia agricoltori sia cittadini comuni), nel 15,8 per cento da organizzazioni o associazioni e tra i Paesi che hanno fornito il maggior numero di contributi la Germania occupa il primo posto, seguita dalla Francia e dall’Austria. 

I risultati ottenuti non bastano

Tra le sfide più importanti che la PAC si trova ad affrontare, la pressione sull’ambiente e i cambiamenti climatici occupano un posto di rilievo e sono state menzionate da oltre la metà dei cittadini comuni, dal 28 per cento di quelli coinvolti nell’agricoltura e dal 32% delle organizzazioni. Tra gli altri problemi anche uno standard di vita equo per gli agricoltori, sentito principalmente dai singoli cittadini coinvolti nel settore e la mancanza di lavoro e crescita, alla quale sono più sensibili organizzazioni e associazioni. 

In sintesi, gli europei sono convinti che la PAC così com’è oggi riesca ad affrontare le sfide dell’agricoltura solo in parte, e la visione dei cittadini comuni è più negativa rispetto a quella degli addetti ai lavori. Gli ostacoli per il settore agricolo sono identificati soprattutto in fattori di tipo economico: la mancanza di terreni o il loro costo, il basso profitto e le restrizioni e richieste amministrative diverse rispetto a quelle per i Paesi non europei. Infine, la risposta della PAC alla sfida ambientale sembra essere tra le meno soddisfacenti, soprattutto per quanto riguarda l’uso sostenibile dei pesticidi, la protezione della diversità genetica e della biodiversità e la riduzione del degrado del suolo.


Obiettivi e suggerimenti

Tutti i protagonisti della consultazione pubblica condividono quelli che dovrebbero essere i tre principali obiettivi della PAC ovvero la necessità di un aumento di investimenti, crescita e occupazione; la riduzione e l’adattamento ai cambiamenti climatici; il rafforzamento del mercato EU

Nonostante questo accordo di massima, le singole categorie hanno indicato risposte diverse quando si chiedeva di indicare le priorità e il livello di azione (locale, nazionale, europeo). Anche per la PAC del futuro sarà quindi necessario un grande impegno in termini di modernizzazione, sostenibilità ambientale, che passa soprattutto dall’attenzione all’acqua e al tentativo di risolvere le tensioni tra interesse economico e ambientale, ma servono anche sforzi per migliorare la posizione e il valore degli agricoltori nella catena agroalimentare. 


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