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La crescita e il lavoro devono essere uguali per tutti

Uno degli obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite riguarda la crescita economica e il lavoro che non possono diventare motivo di differenze tra i popoli, ma devono al contrario rappresentare la molla verso uno sviluppo sostenibile per tutti.

Lo sviluppo sostenibile equivale oggi a parlare di “crescita armonica di economia, ambiente e società”. Lo spiega Paolo De Castro, politico economista e agronomo italiano, dalle pagine dell’ultima edizione di Eating Planet dove appare chiaro che riuscire a garantire questo tipo di crescita armonica per tutti gli abitanti del pianeta “…è la sfida più grande che le politiche commerciali si siano mai trovate ad affrontare”. E lo dicono anche gli esperti elle Nazioni Unite (ONU) che hanno dedicato uno dei loro 17 goal di sviluppo sostenibile in agenda per il 2030 proprio a questo tema. È l’obiettivo numero 8: promuovere una crescita economica sostenibile e a 360 gradi, un impiego produttivo e lavoro dignitoso per tutti.

Giustizia ambientale: non solo in difesa dell’ambiente
Il concetto di Environmental Justice, “giustizia ambientale” è uno di quelli che meglio descrivono gli obiettivi ONU di sviluppo sostenibile che lega in modo indissolubile il benessere dell’ambiente con il benessere delle persone. Questa la definizione della US Environment Protection Agency: la giustizia ambientale è il trattamento imparziale e il significativo coinvolgimento di tutte le persone - indipendentemente da razza, colore, nazione di origine o reddito - nei processi che riguardano lo sviluppo, l’implementazione e l’applicazione di leggi, regolamentazioni e politiche ambientali. In altre parole si tratta di garantire a tutti la possibilità di vivere in un ambiente sano, di avere voce in capitolo nelle scelte che puntano alla gestione delle risorse dell’ambiente e di avere accesso a un lavoro dignitoso che permetta una crescita economica e sociale davvero uguale per tutti.

L’ambiente al centro dello sviluppo sociale
Nella sua prima e più comune accezione, l’espressione “giustizia ambientale” descrive un movimento che punta sull’ambiente come protagonista dello sviluppo sostenibile: proteggere l’ambiente naturale è un modo per proteggere e far crescere anche chi ci vive, uomini e animali, dal momento che la sicurezza ambientale è fortemente legata ai diritti umani e ai bisogni sociali della popolazione. Tra le principali lotte dei movimenti di giustizia ambientale, che muove i suoi primi passi negli Stati Uniti, si incontrano per esempio quelle a sostegno di una più equa distribuzione non solo dei benefici ma anche dei problemi legati all’ambiente. Ci si è battuti per anni per evitare che le comunità più povere fossero costrette a vivere e lavorare in ambienti malsani. E i successi non sono mancati a partire da un’ordinanza esecutiva emessa negli Stati Uniti dall’allora presidente Clinton nel 1994 che obbligava le agenzie federali a non far ricadere carichi eccessivi di inquinamento sulle popolazioni più povere e sulle minoranze. Un’ordinanza con tanti difetti e limitazioni, ma senza dubbio un importante primo passo.

Tanti gli esempi internazionali
Dalle sue origini nel ventennio finale del secolo scorso, la giustizia ambientale ha percorso molta strada: sono diversi gli esempi che dimostrano la grande attenzione a questa tematica da parte di governi nazionali e organizzazioni internazionali che cercano di favorire uno sviluppo che non copra solo gli solo aspetti economici in senso stretto, ma che punti anche a proteggere l’ambiente, le persone e i loro valori culturali. Una delle vie più battute da chi si occupa di giustizia ambientale è garantire lavoro equo e sostenibile alle popolazioni, meglio se sul loro territorio di origine e con strategie capaci di migliorare la crescita senza avere un impatto negativo sull’ambiente. Un esempio su tutti, la Rural Coalition/Coalicion Rural che riunisce agricoltori, lavoratori agricoli, indigeni e migranti da Stati Uniti, Messico, Canada e altri Paesi con l’obiettivo di costruire un sistema alimentare più giusto anche per le minoranze e le comunità locali, sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare dei consumatori.
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