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L’obesità infantile tocca anche economia e società

Non è solo una questione di salute: l’obesità infantile ha un impatto di tipo economico e sociale molto forte che può essere superato solo con interventi che affrontano il problema a 360 gradi. Eating Planet, il volume edito da BCFN, dà una misura della gravità della situazione.

Per la prima volta nella storia dell’umanità i ragazzi hanno un’aspettativa di vita inferiore a quella dei loro padri; il nostro obiettivo deve essere quello di risolvere questo problema nell’arco di una generazione al fine di consentire ai bambini nati oggi di raggiungere l’età adulta con un peso normale”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha puntato i riflettori sui gravi problemi per la salute che sovrappeso e obesità infantile stanno causando nel mondo moderno. Ma per comprendere le reali dimensioni del fenomeno non si può fare a meno di valutarne anche l’impatto economico e sociale.

I numeri parlano da soli
I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità lasciano poco spazio al dubbio: i bambini in età scolare obesi o in sovrappeso nel mondo sono 170 milioni. Il dato è ancora più preoccupante se si pensa che l’eccesso di peso non è un problema solo dei bambini che vivono in paesi a reddito medio-alto, ma che proprio nei paesi a reddito medio-basso la prevalenza del sovrappeso aumenta a ritmi più veloci. Entrando nel dettaglio si scopre che negli Stati Uniti, un esempio paradigmatico dell’epidemia di obesità e sovrappeso pediatrici, 7 milioni di bambini e adolescenti tra 2 e 19 anni di età (il 17% del totale) hanno problemi di obesità e un ulteriore 15% è in sovrappeso. La situazione non è certo migliore nel vecchio continente, dove le prevalenze di sovrappeso e obesità si collocano rispettivamente attorno al 16-22% e al 4-6%, rispettivamente. Colpa senza dubbio di un cattivo stile di vita, fatto di una dieta poco sana e di troppe ore trascorse senza fare attività fisica.

Bambini obesi, adulti malati e “costosi”
Un bambino obeso ha il 70% di probabilità di rimanere obeso anche da adulto e un bimbo che pesa troppo sin da piccolo molto probabilmente dovrà affrontare già a partire dai 30 anni problemi come ipertensione, diabete e altre patologie legate al sovrappeso. Tutti gli aspetti salutistici dell’eccesso ponderale sono ben studiati e gli esperti concordano nel sostenere che per bloccare l’impatto negativo dell’obesità sulla salute è necessario adottare uno stile di vita sano già dai primi anni di vita. Ma si riflette ancora troppo poco su un altro aspetto del problema: i chili di troppo hanno un forte impatto economico con effetti sul bilancio statale e sociale influenzando lo sviluppo psicofisico del bambino, come dimostra l’infografica in questa pagina, tratta da una pubblicazione dell’Unione europea dei gastroenterologi e incentrata sugli effetti dell’eccesso di peso sulla salute. In altri termini, una persona obesa “costa” di più di una normopeso, come dimostra un recente studio effettuato negli Stati Uniti dal quale emerge che l’obesità e il sovrappeso giovanili causano ogni anno un aumento di costi pari a 14,1 miliardi di dollari per visite ambulatoriali, farmaci e medicina d’urgenza.

L’intervento è su più fronti
Bisogna correre ai ripari, come attestano anche gli esperti di BCFN nel volume Eating Planet , anche se in una società “obesogena” come quella occidentale l’impresa è tutt’altro che semplice. Tutto ruota intorno al cibo e i mezzi di comunicazione non fanno altro che invogliare a provare questo o quel nuovo prodotto, non sempre in linea con le indicazioni di corretta nutrizione. Per cercare di porre rimedio a questa situazione che spinge verso un’alimentazione eccessiva e disordinata, e tende quindi a favorire l’accumulo di peso, serve un intervento su più fronti, che cominci il prima possibile e che coinvolga anche i più piccoli. La famiglia e la scuola rivestono senza dubbio un ruolo di primo piano soprattutto per quanto riguarda l’educazione a uno stile di vita sano e la prevenzione dell’obesità pediatrica: i bimbi consumano praticamente tutti i loro pasti tra casa e scuola, due luoghi nei quali non si deve perdere l’occasione di servire cibo sano e nutriente, magari cucinato con l’aiuto degli stessi ragazzi, e di promuovere l’attività fisica. Anche il pediatra e il medico di base hanno un compito importante, poiché il primo segue il bimbo in tutte le fasi della crescita, mentre il secondo può dare indicazioni a tutta la famiglia per cambiare abitudini e spostarsi verso stili di vita amici della salute e della bilancia. Il tutto, ovviamente, con l’appoggio attento delle istituzioni.
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