Jean Fouquet e le miniature dei banchetti reali

Jean Fouquet e le miniature dei banchetti reali

24 Aprile 2019

Jean Fouquet e le miniature dei banchetti reali

Grazie al miniaturista Jean Fouquet scopriamo come veniva apparecchiata una tavola reale per una cena medievale organizzata in occasione di una cerimonia solenne


Una cena medievale, offerta in onore dell’Imperatore Carlo IV e di suo figlio Venceslao IV dal re Carlo V di Francia detto il Saggio. A raffigurarla viene chiamato il miniaturista e pittore Jean Fouquet, nato a Tours tra il 1415 e il 1420, formatosi alla scuola dei miniaturisti di Parigi e attivo alla corte di Francia durante il tardo Medio Evo.

L’occasione del banchetto

Il banchetto rappresentato da Fouquet si è tenuto ben prima della sua nascita, il 6 gennaio del 1378 in occasione della Festa dell’Epifania, e si svolge nella sala grande del Palazzo reale in presenza della corte e di una folla di dignitari. 

L’opera fa parte di un ciclo di illustrazioni eseguite da Jean Fouquet verso il 1460 per decorare le Grandi Cronache di Francia, probabilmente destinate al re Carlo VII.

Le abitudini a tavola 

L’opera di Jean Fouquet ci fornisce preziosi indizi sull’organizzazione della tavola nelle classi più agiate. È grazie a opere come questa che possiamo studiare le abitudini quotidiane medievali e quindi dei nostri antenati.

I commensali, infatti, hanno davanti a sé due coltelli ciascuno, un contenitore per il sale, un tovagliolo e del pane. La saliera personale è un indice dell’opulenza del banchetto, poiché il sale è ancora un elemento prezioso e costoso. 

Scopriamo però che la corte di Francia non ha adottato ancora l’uso della forchetta, arrivata in Occidente intorno all’anno 1000 grazie alla principessa bizantina Maria Argyropoulaina, nipote di Costantino VII. Utilizzata soprattutto come strumento di servizio e non per servirsi individualmente (per mangiare si utilizzano le mani), la forchetta (a due o tre rebbi) viene vista con diffidenza dalla Chiesa, che vuole addirittura bandirla, per via della somiglianza con i forconi di Satana. Pier Damiani, teologo e riformatore dell’ordine benedettino, nei primi anni dell’XI secolo la definisce addirittura “strumento diabolico” e attribuisce al suo utilizzo presso la corte bizantina la morte, presumibilmente per peste, di Teodora, sorella dell’imperatore bizantino Michele VII Ducas.

La forchetta arriva alla corte francese solo nel XVI secolo grazie a Caterina de’ Medici, moglie del re Enrico II: gli esemplari che porta con sé da Firenze sono disegnati niente meno che da Benvenuto Cellini.



Nell’immagine: Banchetto di Carlo V il Saggio. In: Grandi Cronache di Francia, miniature di Jean Fouquet, Tours, circa 1455-1460. Paris, Biblioteca nazionale di Francia, dipartimento dei manoscritti francesi, 6465, fol. 444v. (Livre de Charles V).

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