Elezioni europee 2019: vecchie e nuove sfide di sostenibilità legate al cibo

Elezioni europee 2019: vecchie e nuove sfide di sostenibilità legate al cibo

19 Aprile 2019

Elezioni europee 2019: vecchie e nuove sfide di sostenibilità legate al cibo

A meno di un mese dalle elezioni europee di maggio 2019 urge fare il punto della situazione sulle attuali politiche agro-alimentari del vecchio continente e sulle nuove sfide di sostenibilità nel settore.

“Votare per le elezioni europee significa scegliere il tuo futuro”. È questa la risposta che la l’Unione europea dà a chi chiede perché è importante prendere parte alle votazioni per il rinnovo del Parlamento europeo, in programma dal 23 al 26 maggio 2019. Come si legge nel sito web dedicato alle prossime elezioni europee, ogni voto rappresenta una difesa della democrazia e influenza le decisioni che il Parlamento Europeo prende su questioni che riguardano la vita quotidiana di ogni cittadino. Tra queste, la sostenibilità alimentare ricopre senza dubbio un ruolo di primo piano e necessita, per poter essere raggiunta, di un impegno comune per contrastare vecchie e nuove sfide. Lo dimostra il fatto che sistemi alimentari sostenibili e sani sono anche uno degli obiettivi elencati nel Manifesto for a Sustainable Europe for its Citizens, un documento già sottoscritto da diverse decine di organizzazioni civili unite per discutere di un tema fondamentale in vista delle prossime elezioni europee: “L’Europa che vogliamo”.

Alcune sfide non cambiano

Il nuovo Parlamento dovrà fare proprie, a livello europeo, le sfide globali in tema di alimentazione e sostenibilità. L’Unione dovrà adattare le proprie policy agli Obiettivi di sviluppo sostenibile e garantire una sana alimentazione alla sua popolazione. In questo senso, nel dicembre 2017 si è svolto a Budapest, in Ungheria, il simposio regionale congiunto FAO/WHO sui sistemi alimentari sostenibili per una dieta sana in Europa e Asia centrale. Tra i temi emersi con forza da questo incontro, incentrato soprattutto sul legame tra il cibo e le diverse forme di malnutrizione, alcuni sono ancora estremamente attuali e si estendono anche ben oltre la salute dell’individuo, per affrontare la questione dei sistemi alimentare sostenibili abbracciando temi ambientali e sociali più ampi. Si è discusso, in particolare, della necessità di creare sistemi agro-alimentari all’insegna della sostenibilità e attenti alle esigenze nutrizionali dei cittadini, anche di quelli più vulnerabili che non possono e non devono essere lasciati indietro. Riflettori puntati anche sul coinvolgimento della politica – a tutti i livelli – nelle questioni relative alla sostenibilità alimentare, raggiungibile anche attraverso un aumento mirato delle risorse e degli investimenti. E non poteva mancare naturalmente la questione ambientale: non ci sono scelte alimentari davvero sane che non si basino sulla piena consapevolezza del fatto che ogni alimento che portiamo in tavola ha un impatto sull’ambiente in termini di consumo di risorse (terra, acqua, aria) e di cambiamento climatico. Inoltre, tra le sfide sui sitemi alimentari elencate nel corso del simposio – e attualmente ancora al centro di molti dibattiti – spiccano anche la necessità di rinnovare e “svecchiare” la popolazione che si dedica all’agricoltura, coinvolgendo maggiormente i giovani e le donne, e il ruolo fondamentale che i singoli cittadini devono avere nelle decisioni che riguardano le politiche agricole e alimentari, attraverso una partecipazione attiva. Infine, ma non certo meno importanti, le sfide che riguardano l’aumento della consapevolezza dei consumatori sullo spreco di cibo e la necessità di costruire sistemi alimentari in cui le aree rurali tornano ad essere connesse con quelle urbane anche attraverso progetti e iniziative agro-alimentari. 


Verso una Politica alimentare comune

Le politiche agro-alimentari europee oggi non sono sostenibili e si stanno muovendo nella direzione sbagliata sotto il punto di vista economico, sociale e ambientale”. Parole dure quelle utilizzate da Karl Falkenberg, che si è occupato passato di politiche ambientali all’interno dell'Unione e di sviluppo sostenibile per lo European Political Strategy Center (EPSC), nell’introduzione al report Towards a common food policy for the European Union. Pubblicato a febbraio 2019 dall’International Panel of Experts on Sustainable Food Systems (IPES-Food), il documento rappresenta la sintesi di un lavoro durato tre anni nel quale sono stati coinvolti esperti del settore agro-alimentare ma anche attori con differenti esperienze e competenze per analizzare i sistemi alimentari europei attuali e capire come renderli davvero sostenibili. Il traguardo finale è la trasformazione della Politica agricola europea (PAC), incentrata soprattutto su aspetti quantitativi della produzione agricola, in una  nuova Politica alimentare europea, necessaria per raggiungere la sostenibilità di cui oggi non si può più fare a meno e che deve porsi, secondo gli esperti IPES-Food cinque obiettivi principali. Si parte dal garantire l’accesso a terra e acqua salubri per tutti, per passare alla creazione di sistemi agro-alimentari che siano nuovamente resilienti e capaci quindi di resistere con successo i cambiamenti climatici oggi in corso. Il terzo obiettivo interessa direttamente la salute dei cittadini europei che devono avere la possibilità di nutrirsi con cibo sufficiente, sano e adeguato alle esigenze nutrizionali. Infine l’attenzione si sposta sulle filiere alimentari che devono essere solidali, brevi e pulite e sul commercio che deve essere al servizio della sostenibilità e non solo del guadagno. Si tratta quindi di un radicale cambiamento di prospettiva per la PAC, che richiede anche un cambiamento nei criteri di valutazione di ciò che è positivo per i 28 Paesi dell’Unione. “Questa transizione verso sistemi alimentari sostenibili non può essere isolata, ma deve svilupparsi in sinergia con gli tutti gli altri settori dell’economia” conclude infatti il report. 

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