L’economia circolare alla base della sostenibilità

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L’economia circolare alla base della sostenibilità

L’economia circolare alla base della sostenibilità

Il passaggio all’economia circolare partendo dall’attuale sistema economico lineare rappresenta secondo molti esperti l’unica via per raggiungere l’obiettivo finale di una società e una produttività davvero sostenibili.

Non possiamo costruire il nostro futuro su un modello ‘usa-e-getta’. Molte risorse naturali non sono infinite: dobbiamo trovare un modo di utilizzarle che sia all’insegna della sostenibilità sotto il profilo ambientale ed economico”. È quanto si legge nella scheda informativa che la Commissione Europea ha pubblicato sul proprio sito web nel dicembre 2015 in occasione della presentazione di un piano d’azione sull’economia circolare. "La creazione di un'economia circolare in Europa costituisce una priorità fondamentale per questa Commissione” ha dichiarato il vicepresidente Frans Timmermans.

Lineare vs circolare

Cosa significa esattamente economia circolare e in cosa si differenzia da quella lineare che attualmente regola i mercati?  Come spiegano gli esperti, nell’economia lineare il ciclo di vita di ciascun prodotto può essere rappresentato su una linea costituita di quattro parti principali: estrazione, produzione, consumo e smaltimento. In altri termini, una volta terminato l’utilizzo del prodotto questo diventa “rifiuto” e viene buttato, costringendo il sistema a ricominciare tutto dall’inizio. Non è difficile comprendere perché questo modo di produrre e consumare sia lontano da quella sostenibilità ambientale ed economica che è parte integrante di tante strategie internazionali, inclusi gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. In un modello di economia circolare, al contrario, i prodotti e i materiali restano nel circolo il più a lungo possibile e in linea generale si parla di due tipologie di materiali: quelli biologici che possono essere reintegrati nella biosfera e quelli tecnologici che invece possono essere rivalorizzati e assumere nuova vita dopo il primo ciclo di utilizzo. Il tutto nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive e di generare nuove strategie di sviluppo sostenibile


Dalla produzione al riciclo

Introdurre il nuovo modello economico significa agire a tutti i livelli del ciclo di vita di un prodotto: dal recupero delle materie prime fino allo smaltimento o al riciclo dei rifiuti. Diventa quindi necessario implementare regolamentazioni per garantire che tutti questi passaggi siano improntati alla sostenibilità. A livello produttivo si tratta per esempio di stabilire quali tipologie di sostanze possono essere impiegate nella coltivazione o nell’allevamento per essere certi che il loro impatto ambientale non sia eccessivo. Nella lavorazione dei prodotti si deve pensare a packaging innovativi, magari costruiti con materiali ecocompatibili ed è importante diffondere la cultura della consapevolezza nei consumatori, perché possano compiere scelte di acquisto e di utilizzo sostenibili. “Trasformare i rifiuti in risorse” resta però una delle colonne portanti dell’economia circolare, nella quale un prodotto non “muore” dopo il suo utilizzo primario, ma ricomincia una nuova vita sotto un’altra forma.

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Rientrano in questo capitolo anche le azioni contro lo spreco alimentare: tutto il cibo che viene buttato potrebbe rappresentare una fonte di nutrizione e di energia importante a patto che vengano definite regole per garantirne un ri-utilizzo sicuro dal punto di vista sanitario e ambientale. 

Vantaggi per tutti

Puntare sull’economia circolare porta benefici per l’ambiente, l’economia e i singoli individui. Una gestione più attenta delle materie prime e dei processi di produzione, unita alla lotta allo spreco alimentare fa bene all’ambiente, riducendo anche alcune dei fattori alla base dei cambiamenti climatici come per esempio le emissioni di gas serra. E un ambiente più sano significa in genere anche una vita più sana e sicura per le persone, che potrebbero anche risparmiare utilizzando fonti energetiche più sostenibili. Cambiare il sistema economico significa infine creare nuove opportunità di lavoro per sostenere e portare avanti i nuovi processi di produzione e consumo.


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