Due solidi pilastri per la Politica agricola comune

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Due solidi pilastri per la Politica agricola comune

Due solidi pilastri per la Politica agricola comune

Un insieme di regole aggiornate nel corso degli anni garantisce all’Europa una Politica Agricola Comune capace di guidare l’innovazione e rispondere ai cambiamenti climatici e alle sempre nuove esigenze della società.

Non è semplice coordinare e uniformare le politiche agricole di tanti paesi diversi, cercando di coniugare l’agricoltura innovativa con antiche e radicate tradizioni, e tenendo il passo con i tempi e con l’ingresso nell’Unione europea di nuovi paesi. È questo da tempo l’obiettivo principale della politica agricola comune (PAC), che poggia su due pilastri fondamentali: l’organizzazione dei mercati agricoli – assicurando il supporto necessario per un’agricoltura sostenibile – e lo sviluppo rurale, con una costante attenzione all’agricoltura innovativa e alla sicurezza alimentare, anche per far fronte alle sfide poste dal mutamento climatico. Si tratta di punti fermi che guidano le scelte dei legislatori europei in campo agricolo, pur offrendo la flessibilità necessaria per garantire il raggiungimento degli obiettivi primari della politica agricola comune. Obiettivi che la Comunità europea riassume così: “Incrementare la produttività dell'agricoltura, sviluppando il progresso tecnico e assicurando un impiego ottimale dei fattori di produzione, in particolare della manodopera; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola; stabilizzare i mercati; garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori”.


Regole chiare e sostegno per un’agricoltura sostenibile

L’esigenza di regole di mercato chiare e condivise che aiutino anche gli agricoltori a rispondere alle crisi e alle modifiche del mercato è senza dubbio una delle ragioni alla base della nascita della PAC. 

Le organizzazioni comuni dei mercati (OCM) sono state progettate per gestire la produzione e la commercializzazione dei prodotti agro-alimentari all’interno della Comunità europea e già nel 2007, con una prima opera di semplificazione, le 21 OCM esistenti sono state sostituite con un’unica OCM che mantiene lo scopo originale di “garantire un reddito costante agli agricoltori e un approvvigionamento continuo ai consumatori”, ovvero agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare. Nella versione più recente della PAC, le regole della OCM rappresentano una sorta di “rete di sicurezza” che prevede anche aiuti specifici per affrontare perturbazioni del mercato particolarmente pesanti. Fa parte del primo pilastro anche la nuova organizzazione dei pagamenti diretti adottata nella più recente versione della PAC e che si fonda sul regolamento (UE) n. 1307/2013 per introdurre pagamenti più mirati, più equi e più «verdi». 

Sul sito del Parlamento Europeo sono disponibili tutti i dettagli della nuova politica dei pagamenti diretti che include tra i suoi elementi di base anche regimi a favore dei giovani agricoltori o di chi rispetta pratiche di agricoltura innovativa che giovano al clima e all'ambiente. 


PAC e sviluppo rurale

Il secondo pilastro della PAC è rappresentato dalle politiche di sviluppo rurale finanziate dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per poco meno di 100 miliardi di euro ai quali si aggiungono altri 61 miliardi legati ai contributi nazionali. L’obiettivo generale di queste strategie è lo sviluppo di un’agricoltura innovativa, rispettosa del clima e dell’ambiente e capace di adattarsi al cambiamento climatico rimanendo competitiva e innovativa. E proprio per garantire agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare la PAC 2014-2020 ha individuato 6 priorità che vanno dal trasferimento di conoscenze e di innovazione al potenziamento della sostenibilità e della competitività, dall’organizzazione della filiera alimentare mettendo al centro il benessere degli animali e la gestione dei rischi alla valorizzazione e protezione degli ecosistemi, passando anche per l’uso efficiente delle risorse, la transizione verso economie a bassa emissione di carbonio, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico. Nell’ambito della PAC, ciascuno Stato può mettere a punto un programma di sviluppo rurale pluriennale ad hoc, che risponda alle esigenze specifiche del paese e alle priorità comuni dello sviluppo rurale. Una volta approvati dalla Commissione europea, i programmi vengono finanziati e monitorati in continuo da un sistema di controllo portato avanti in collaborazione tra Commissione europea e Stati membri. 


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