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Obesità? È anche colpa del packaging

L’obesità è anche una questione di testa: le immagini riportate sulle confezioni dei cibi possono spingere i consumatori a sovrastimare le porzioni corrette e a eccedere nelle calorie quotidiane.

Torte decorate, piatti ricchi di salse e altre immagini di cibi preparati e presentati a regola d’arte compaiono in bella vista sulle confezioni degli alimenti che troviamo sugli scaffali del supermercato. Niente di strano, ci siamo abituati, ma gli esperti mettono in guardia: questo tipo di presentazione del prodotto può indurre il consumatore a mangiare di più e a ritenere nella norma porzioni che in realtà non lo sono affatto.

Anche l’occhio vuole la sua parte
Sulla confezione di una miscela per la preparazione di torte compare una fetta del dolce ricoperta di glassa e decorazioni appetitose. E questa torta decorata è quella che il consumatore tende a considerare “normale” e che si aspetta di mangiare una volta preparato il dolce. C’è però un problema: la glassa e le decorazioni sono qualcosa in più (anche in termini di calorie) della torta preparata con la miscela appena acquistata e possono portare a errori di valutazione su porzioni e calorie. Lo dimostra una serie di studi condotti dai ricercatori della Cornell University e pubblicati sulla rivista Public Health Nutrition nei quali è stato valutato l’effetto delle immagini e delle scritte poste sulla confezione sulle scelte alimentari di 72 studenti non laureati e di 44 donne che lavorano nell’industria alimentare. “Abbiamo stimato che la fetta di torta con glassa che appare sulla scatola contiene il 134% delle calorie in più rispetto alla porzione raccomandata nell’etichetta” spiega John Brand, primo autore della ricerca che poi aggiunge: “Modificando il packaging e indicando chiaramente sulla confezione che la glassa non è inclusa nelle indicazioni nutrizionali riportate in etichetta, le persone tendevano a limitare le porzioni”. Una dimostrazione piuttosto chiara di quanto il confezionamento del prodotto possa influenzare le scelte alimentari.

Leggere “bene” le etichette
Le etichette sono oggi incredibilmente ricche di informazioni e permettono al consumatore di conoscere in dettaglio i contenuti nutrizionali di un alimento e di scegliere in modo consapevole il cibo amico della salute. Bisogna però saperle leggere nel modo corretto. Tornando alla miscela per torte oggetto dello studio statunitense, se si guarda all’immagine riportata sulla confezione si potrebbe pensare che i valori nutrizionali (zuccheri, calorie, grassi, eccetera) riportati in etichetta si riferiscano proprio a quella fetta di torta, quando in realtà la glassa non è inclusa nei numeri presenti sulla confezione. Sembra un dettaglio trascurabile, ma data la grande attenzione che le aziende pongono al packaging – ovvero alla scelta della confezione – come strumento di vendita dei loro prodotti, è importante guardare con occhio attento sia in numeri sia le immagini. “Un piatto succulento e una porzione extra-large presenti sulla confezione possono portare a mangiare troppo, sostenendo così il diffondersi di sovrappeso e obesità, ma non devono trarre in inganno il consumatore attento e preparato” spiegano gli esperti.

Junk food: nuoce gravemente alla salute
L’epidemia di obesità, come riporta anche il volume Eating Panet curato da BCFN, è un problema di salute pubblica da tempo all’attenzione dei governi di tutto il mondo, ma ancora oggi gli interventi messi in atto per rendere la popolazione consapevole dei rischi legati ai chili di troppo non si sono rivelati sufficienti. Anche per questo, associazioni come la World Obesity International e la Consumers International si battono per trovare nuove soluzioni. Una di queste, proposta già in diverse occasioni, punta proprio sul packaging: si potrebbero prevedere, per esempio, confezioni che presentino immagini shock dei danni alla salute legati a sovrappeso e obesità, un po’ come è accaduto con le confezioni di sigarette. “L’impatto del cibo poco sano sulla salute dei consumatori è comparabile a quello del fumo” ha affermato Amanda Long, direttore generale di Consumers International, che si batte per una regolamentazione più attenta del packaging dei prodotti alimentari in grado di avvertire il consumatore dei rischi che corre con gli eccessi alimentari.
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