La fame “nascosta” nel mondo sviluppato

La fame “nascosta” nel mondo sviluppato

14 Aprile 2017

La fame “nascosta” nel mondo sviluppato

In genere l’espressione “fame nel mondo” richiama alla mente immagini di bambini che soffrono la fame nei Paesi in via di sviluppo – un tipo di fame che, purtroppo, continua a essere una realtà. La malnutrizione però è molto più complessa, poiché può colpire molti bambini che consumano cibo a sufficienza e persino bambini obesi e in sovrappeso, che assumono cibi non adeguati perché privi delle vitamine e dei minerali essenziali per la crescita e lo sviluppo. Questa fame “nascosta” può provocare danni irreversibili nei bambini e ripercuotersi negativamente sulle comunità e sulle economie di intere nazioni.




Il Food Sustainability Index 2016 e la fame nascosta

Per quanto possa sembrare sorprendente, la malnutrizione in termini di micronutrienti non è presente soltanto nei Paesi a basso reddito, ma è riscontrabile in misura sempre maggiore anche in quelli a medio e alto reddito. Il Food Sustainability Index (FSI), sviluppato nel 2016 dalla Economist Intelligence Unit in collaborazione con la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, aiuta a far luce su questo grave problema . Il FSI è un utile modello comparativo che classifica i sistemi alimentari in base alla loro sostenibilità. L'indice esamina tre pilastri del sistema alimentare – perdite e sprechi alimentari, agricoltura sostenibile e sfide nutrizionali – e applica in ugual modo i suoi parametri a 25 Paesi a basso, medio e alto reddito.

Fame nascosta: esempi da Paesi a medio e alto reddito

In termini di denutrizione, che comprende anche la carenza di micronutrienti, India ed Etiopia si collocano agli ultimi posti della classifica del FSI. L'indice tuttavia rivela che la carenza di micronutrienti interessa anche una serie di Paesi a medio reddito, tra cui Argentina, Brasile, Messico, Russia e Turchia, tutti tra gli ultimi otto classificati per carenza di micronutrienti.

In più, la fame nascosta si riscontra anche in Paesi ad alto reddito, persino in Europa e nel Nord America. Negli ultimi anni, in seguito a un calo dell'assunzione di iodio nel Regno Unito, negli USA e in Australia, è ricomparsa infatti una leggera carenza di questo minerale. Nel 2011 uno studio pubblicato su The Lancet, per esempio, ha concluso che la popolazione britannica presentava una leggera carenza di iodio , tanto che oggi il Paese si classifica al settimo posto tra le dieci nazioni con la maggiore carenza di iodio in tutto il mondo

Al contempo, negli Stati Uniti l'85% della popolazione non assume la quantità giornaliera delle più importanti vitamine e minerali consigliata dalla US Food and Drug Administration per uno sviluppo fisico e mentale adeguato.  Più della metà dei bambini americani non assume abbastanza vitamina D ed E, mentre più di un quarto presenta carenze di calcio, magnesio o vitamina A.  Secondo uno studio del 2009 pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition , sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito la carenza di vitamina B-12 sta diventando più comune; e infine, un articolo pubblicato nel 2014 sul Journal of Parenteral and Enteral Nutrition1 afferma che la malnutrizione in termini di micronutrienti sta costando solo agli Stati Uniti 157 miliardi di dollari ogni anno2.  

Soluzioni per il futuro

La fame nascosta non può essere ignorata, né nei Paesi a basso reddito né nei contesti più ricchi. Questo tipo di fame può provocare danni irreversibili dovuti a un'insufficiente sviluppo cerebrale, un abbassamento delle difese immunitarie e scarsa produttività lavorativa. Tutto questo avrà una serie di effetti a catena che si faranno sentire sulle comunità, come un rallentamento della crescita economica e un sistema sanitario che dovrà farsi inutilmente carico di curare problemi prevenibili e legati all'alimentazione.

Se vogliamo fare progressi a livello globale con lo scopo di eliminare quasi completamente le carenze di micronutrienti, c’è un semplice strumento che può essere d'aiuto. Si tratta della fortificazione alimentare, ovvero la pratica di migliorare il sistema alimentare aggiungendo ai cibi e ai condimenti consumati regolarmente quantità ridotte e sicure di vitamine e minerali fondamentali. Pur essendo un approccio che necessita di essere integrato da altre pratiche (la varietà della dieta e un accesso a cibi nutrienti a costi che siano alla portata di tutti rimangono essenziali per combattere la malnutrizione), la fortificazione alimentare può aiutare a garantire l’assunzione di quantità significative di micronutrienti da parte di intere popolazioni, può permettere ai bambini di imparare meglio a scuola, può preparare le madri a gravidanze salutari e contribuire alla prevenzione di malattie. Oggi in gran parte del Nord America pellagra, gozzo, beriberi e scorbuto sono malattie – provocate da carenze di micronutrienti – quasi del tutto scomparse ma che un tempo erano molto diffuse. Cerchiamo di non perdere le conquiste che abbiamo raggiunto, assicurandoci che tutti, in ogni angolo del mondo, abbiano più facile accesso a una dieta sana caratterizzata da livelli adeguati di vitamine e minerali.

1 Lindsay H Allen, “How common is Vitamin B-12 deficiency?”, American Journal of Clinical Nutrition, Vol. 89, no.2, 693S-696S, February 2009

2JT Snider et al, “Economic Burden of Community-Based Disease-Associated Malnutrition in the United States”, Journal of Parenteral and Enteral Nutrition, Vol. 38, Issue 2 suppl, 2014.

(Questo articolo è stato inizialmente pubblicato sul blog http://foodsustainability.eiu.com/)

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