Il digiuno dei nerd

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Il digiuno dei nerd

Il digiuno dei nerd

Una ditta di prodotti per migliorare le performance cognitive ha lanciato una moda che dilaga nella Silicon Valley: il giorno del digiuno completo, in cui i dipendenti delle società tecnologiche californiane si astengono dal cibo per proteggere la propria salute e allungare la durata di vita.

I cervelloni della Silicon Valley digiunano per essere più produttivi e per allungare la propria vita. Molti informatici, ingegneri ed esperti di nuovi media riuniti nella zona più tecnologica del pianeta, in California, hanno deciso di creare il movimento WeFast. Obiettivo: praticare il digiuno intermittente, una modalità di avvicinarsi al cibo i cui effetti benefici sulla salute sono ormai dimostrati.
Tra i primi a scegliere di astenersi da cibo, i dipendenti di Nootrobox, una società che vuole sviluppare farmaci per il potenziamento delle performance cognitive. “Quando digiuno la mente è più lucida e io sono più creativo” ha dichiarato a Bussiness Insider, una rivista di economia, Paul Benigeri, dipendente della Nootrobox.
Per rendere l’abitudine di saltare i pasti per uno o due giorni a settimana più praticabile, gli aderenti a WeFast si ritrovano ogni mercoledì in un ristorante italiano per rompere il digiuno in compagnia. Per alcuni di loro si tratta di un break di 14 ore, per altri di periodi più lunghi, fino a 36 ore (il modello di digiuno promosso dal progetto WeFast). Le aziende ci mettono del loro: c’è chi ha chiuso la mensa un giorno a settimana (in genere il martedì), chi offre solo liquidi e centrifugati di frutta e verdura. Tutte le ditte che aderiscono al programma in modo continuativo si impegnano a fornire ai propri volenterosi dipendenti un’assistenza medica e nutrizionale, perché il digiuno fa bene se viene praticato secondo precise regole di sicurezza e sotto monitoraggio medico. E se secondo alcuni si tratta solo dell’ennesima trovata di marketing (soprattutto per l’azienda che vuole produrre – e vendere – sostanze per migliorare le performance mentali) per altri, come lo stesso Valter Longo, si tratta di una strategia educativa intelligente che punta a fare del digiuno una pratica di moda ma efficace, ottenendo così anche un effetto sulla salute.
 
Gli studi di longevità
Non è un caso che il movimento pro-digiuno sia nato proprio in California dal momento che è all’Università della California del Sud che ha sede il Longevity Institute il cui scopo è studiare in modo scientifico e sistematico i metodi per l’allungamento della vita media. Il digiuno appare, al momento, uno dei sistemi più efficaci per ridurre le malattie croniche tipiche dei Paesi sviluppati e allungare la vita conservando una buona qualità della stessa.
È ormai assodato, infatti, che consumiamo molte più calorie di quelle di cui abbiamo bisogno: è un regalo sgradito dell’evoluzione che non ha ancora eliminato i meccanismi di accumulo che spingevano i nostri progenitori ad approfittare dei momenti in cui il cibo era disponibile per affrontare meglio i periodi di carestia. Ma oggi che le carestie, per la parte più fortunata del pianeta, sono un incubo debellato, lo stesso meccanismo ci spinge a mangiare troppo.
Anche BCFN, che punta a promuovere pratiche di sostenibilità alimentare, lo ha ribadito scegliendo come slogan per il Forum Internazionale su cibo e nutrizione che si è tenuto a Milano nel dicembre del 2016 “Mangiare meglio, mangiare meno, mangiare tutti”. E mangiare meno non significa solo evitare gli sprechi e distribuire meglio le risorse: significa anche educare il corpo ad accontentarsi di un numero più ridotto di calorie per guadagnarci in salute.

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