Food Revolution Day: una rivoluzione che parte dai più piccoli

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Food Revolution Day: una rivoluzione che parte dai più piccoli

Food Revolution Day: una rivoluzione che parte dai più piccoli

Anche quest’anno nel mese di maggio si celebra la giornata dedicata al cibo fresco e gustoso per ricordare al mondo i benefici della sana alimentazione che deve tornare a essere parte integrante dell’educazione dei bambini.

I cibi freschi non sono solo gustosi, ma possono anche aiutare a essere più sani e felici. È questo, in sintesi, il messaggio del Food Revolution Day, in programma per il 20 maggio 2016, che celebra il piacere di cucinare e consumare cibo fresco e sano.
Il mio desiderio è di riuscire a creare un movimento forte e sostenibile per educare i bimbi su tutto ciò che riguarda il cibo, per stimolare le famiglie a tornare a cucinare e per dare a tutte le persone, in qualunque parte del mondo, gli strumenti per combattere l’obesità” dice Jamie Oliver, cuoco britannico di fama internazionale, da anni alleato della fondazione BCFN, nonché sostenitore del Protocollo di Milano, impegnato in prima linea con la sua campagna Food Revolution Day.

L’educazione alimentare tra le materie scolastiche
“Junk food=junk kids”, ovvero: se i bambini mangiano cibo spazzatura non potranno certo crescere sani e felici. In questo slogan è racchiuso lo spirito che anima Jamie Oliver e il suo progetto, ambizioso ma non irrealizzabile, di riportare l’educazione alimentare tra le materie scolastiche obbligatorie. Educare i più piccoli a conoscere il cibo, a mangiare sano e a cucinare è la strategia vincente per invertire la tendenza attuale che porta verso un mondo sempre più in sovrappeso e “malato di cibo”. I dati raccolti anche da BCFN nel volume Eating Planet parlano chiaro: per la prima volta nella storia dell’umanità, nel mondo ci sono più persone sovrappeso che sottopeso, e le stime per il 2030 descrivono uno scenario molto preoccupante, con il 41% della popolazione mondiale in sovrappeso o obesa . “Non possiamo andare avanti così, né dal punto di vista sanitario né da quello economico” spiega Oliver, convinto che la soluzione a questo problema debba coinvolgere innanzitutto i bambini

Come ha affermato nel corso della sottoscrizione del Protocollo di Milano "È diritto di ogni bambino essere nutrito in modo corretto ed educato al cibo, alla sua origine e a come questo influisce sul suo fisico. Tuttavia, questo può accadere soltanto se rettifichiamo la confusione in cui oggi si trova il sistema alimentare globale. Il Protocollo di Milano unisce le persone, le imprese e i governi in un fronte unito così che insieme possiamo sfidare lo status quo, richiedere pratiche più etiche e sostenibili nell'industria alimentare e assicurare un futuro migliore per i nostri bambini. Unendoci in una voce globale con un obiettivo comune, possiamo garantire un cambiamento positivo e duraturo."

Il viaggio è iniziato, ma la strada è ancora lunga
Fin qui la teoria. Per poter raggiungere un obiettivo così ambizioso, un’importante sfida a livello globale, serve anche molta azione.
Jamie Oliver lavora quotidianamente al suo progetto di educazione alimentare nelle scuole: lezioni, video, laboratori di cucina colorati e divertenti per coinvolgere anche i più scettici nel viaggio verso la sana e consapevole alimentazione. Lo scorso anno, su iniziativa della sua Jamie Oliver Food Foundation, è stata lanciata una petizione per chiedere a tutti i paesi del G20 l’impegno di reinserire l’educazione alimentare nelle scuole. In alcuni paesi sono stati già compiuti passi nella giusta direzione: è il caso della Gran Bretagna con il suo School Food Plan che prevede lezioni di cucina e educazione alimentare obbligatorie, o del Messico che nel piano educativo ha previsto anche la promozione della sana alimentazione. Discorsi analoghi per Finlandia, Giappone e Brasile, ma la strada è ancora lunga e serve l’impegno di tutti.


Come diventare un rivoluzionario del cibo
L’educazione al cibo deve essere buona, pratica, obbligatoria e disponibile per tutti i bambini” dice Oliver che con la sua speciale rivoluzione sta già coinvolgendo grandi masse: nel 2015 oltre 8.200 scuole hanno partecipato al progetto in oltre 100 nazioni differenti.
Ecco qualche idea su come prendere parte in modo attivo e propositivo alla giornata del Food Revolution Day e più in generale al progetto di educazione alimentare che la giornata sostiene. Si possono scaricare dal sito web materiali utili: lezioni tenute dallo stesso Jamie Oliver da utilizzare nelle scuole, idee per pic-nic e gare di cucina tra colleghi o amici, e spunti per condividere sui social le foto scattate durante la giornata. E’ anche possibile diventare “ambasciatore” del buon cibo per diffondere i principi della Food Revolution Day. Mancano le idee e le basi culinarie? Nessun problema. Sul sito ufficiale del Food Revolution Day non mancano ricette e consigli da mettere in pratica tutti i giorni.

Per chi volesse approfittare di questa ricorrenza per pianificare lezioni basate anche sui materiali prodotti da BCFN, c’è la sezione del sito destinata alla formazione, con un programma didattico in quattro moduli che affronta anche il tema degli sprechi alimentari.


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