L’educazione allo sviluppo sostenibile arriva in città

L’educazione allo sviluppo sostenibile arriva in città

03 Maggio 2019

L’educazione allo sviluppo sostenibile arriva in città

Gli esperti UNESCO spiegano come mettere in campo i principi dell’educazione alla sostenibilità a livello locale, integrandoli all’interno delle città che non smettono di imparare.

Si parla di educazione allo sviluppo sostenibile e di learning city nel video tutorial presentato dall’UNESCO nel corso dell’ultima Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (COP24). Come affermano gli esperti, nei sette minuti del video si spiega in particolare come le città virtuose possono implementare a livello locale le strategie di educazione allo sostenibilità, fondamentali per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sfruttando e facendo leva anche sui progetti già in corso nelle singole realtà urbane. Tanti i temi trattati nel tutorial, che arriva dopo altri 7 video su come creare una vera learning city: dai cambiamenti climatici all’inquinamento con tutti i rischi per la salute fisica e mentale a essi collegati.

La città che impara

La cosiddetta learning city, letteralmente la città che impara è, per l’UNESCO, quella realtà urbana che promuove un apprendimento continuo, per tutto il corso della vita e rivolto a tutti. Sono, in altre parole, città nelle quali le risorse vengono impiegate per promuovere un apprendimento inclusivo che parte dai livelli più bassi e arriva a quelli più elevati di istruzione, per facilitare e sostenere l’apprendimento nelle famiglie, nelle comunità e sul luogo di lavoro anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. “L’idea di un apprendimento continuo è il fondamento dello sviluppo sociale, economico e ambientale ed è particolarmente importante in un’epoca come la nostra dove tutto viaggia a velocità elevate e le norme – in qualsiasi settore – vengono continuamente ridefinite” si legge sul sito dell’Institute for Lifelong Learning dell’UNESCO (UIL), dove gli esperti ricordano che chi continua a imparare nel corso della vita acquista una maggiore resilienza, ovvero la capacità di adattarsi ai cambiamenti nell’ambiente che lo circonda. “Queste città rappresentano i veri motori del cambiamento e spero che sempre più comunità nel mondo si trasformino in learning city e contribuiscano a mettere a disposizione di tutti un’istruzione di qualità e tante opportunità di apprendimento” dice Stefania Giannini, dal 2018 Vice Direttore Generale dell’UNESCO per il settore educazione. Per sostenere questo sforzo da parte delle città più volenterose, l’UNESCO ha creato la Global Network of Learning Cities (GNLC), un network internazionale che mette a disposizione idee, ispirazione e best-practice verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare il numero 4 (Istruzione e possibilità di apprendimento eque e durature per tutti) e il numero 11 (Città e inclusive, sane, sicure, resilienti e sostenibili). 

Educare alla sostenibilità

L’educazione allo sviluppo sostenibile (ESD) deve partire dai banchi di scuola, ma non può certo rimanere bloccata tra le quattro mura di un’aula scolastica. Anche su questa premessa si basa il video tutorial presentato dagli esperti UNESCO, sempre attenti a migliorare l’accesso a una istruzione di qualità a tutti i livelli e in tutti i contesti sociali, anche allo scopo di portare avanti azioni concrete per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti per il 2030. “Parlare di educazione allo sviluppo sostenibile significa parlare di un’istruzione capace di trasformare le persone e la società, per aiutare i singoli individui a prendere decisioni e agire per l’integrità ambientale e per una società più giusta” si legge nel sito dedicato a questo modo di apprendere lungo una vita. Il legame dell’approccio basato sull’educazione allo sviluppo sostenibile e gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite è stato messo nero su bianco nel documento “Education for Sustainable Development Goals: Learning Objectives”, nel quale si spiega come questo tipo di educazione alla sostenibilità possa dare una mano al raggiungimento dei 17 traguardi. 

Ma ancora non basta. Perché questo modo di intendere l’apprendimento arrivi davvero a diventare parte integrante delle città e della vita quotidiana dei cittadini di tutto il mondo serve un programma di azione a livello globale come il Global Action Programme on ESD, coordinato proprio dall’UNESCO. 

Lo scopo finale? Contribuire a raggiungere la visione proposta nel decennio dedicato all’educazione allo sviluppo sostenibile (2005-2014): “un mondo dove ognuno abbia l’opportunità di trarre vantaggio dall’istruzione e di apprendere i valori, i comportamenti e lo stile di vita necessari per garantire un futuro sostenibile e una trasformazione positiva della società”. 


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