Il vivere sano inizia dal cibo e passa anche dalla scuola

Il vivere sano inizia dal cibo e passa anche dalla scuola

17 Settembre 2019

Il vivere sano inizia dal cibo e passa anche dalla scuola

La nuova pubblicazione di Fondazione Barilla dedicata alle scuole analizza il cibo in relazione alla salute e fornisce a studenti e insegnanti gli strumenti per affrontare il tema in modo più attento e consapevole.

“Le abitudini alimentari e gli stili di vita sono in grado di influire significativamente sul benessere delle persone e sulla qualità della loro vita, fin dalla più giovane età”. Parte da questa premessa il nuovo documento della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) dal titolo “Vivere sano: iniziamo dal cibo”. Realizzato da Elena Cadel (Fondazione Barilla) con la supervisione scientifica del Professor Gabriele Riccardi dell’Università di Napoli Federico II e la collaborazione di Katarzyna Dembska e Marta Antonelli (Fondazione Barilla), la pubblicazione del documento arriva in contemporanea con l’inizio dell’anno scolastico, a settembre 2019. All’interno del documento tante informazioni sul legame tra cibo e salute, ma anche dati aggiornati su come le scelte alimentari influenzino non solo la salute personale, ma anche quella del Pianeta

Infine, ma di certo altrettanto importanti, consigli pratici e proposte di attività extrascolastiche, oltre a una serie di esercitazioni per la classe rivolte sia alla scuola primaria sia a quella secondaria


Conoscere per migliorare

Non si può parlare di vivere sano se non si conoscono le sfide dell’alimentazione mondiale dei nostri giorni e se non ci si rende conto che siamo ormai giunti a un punto critico. “Se non si interviene sugli stili di vita, per la prima volta nella storia dell’umanità, le giovani generazioni vivranno meno di quelle che le hanno precedute” si legge nel documento. Non è un caso dunque che il primo capitolo affronti il concetto di vivere sano partendo proprio dalla descrizione dei paradossi del cibo che riguardano l’attuale sistema alimentare, nel quale 821 milioni di persone muoiono di fame e 2,1 miliardi sono obese o sovrappeso, quasi la metà (40%) della produzione mondiale di cereali è destinata a nutrire gli animali o a produrre biocarburanti e 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sono sprecate ogni anno. “Le agende politiche, nazionali e internazionali, devono smettere di pensare solo in termini di alimentazione e iniziare a pensare in termini di nutrizione” dicono gli autori. In altre parole, per parlare di “vivere sano” non basta pensare alla quantità di cibo da assumere, ma conta anche e soprattutto fare attenzione alla qualità de cibo. Di fronte a queste grandi sfide mondiali, la comunità internazionale si sta muovendo con iniziative globali come i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ma anche ciascun individuo può agire concretamente scegliendo i cibi più adatti alla salute personale e del pianeta e presentati nella doppia piramide alimentare e ambientale sviluppata proprio dalla Fondazione Barilla. Anche di questo si parla nel nuovo documento, realizzato per raccontare ai giovani e ai loro insegnanti l’importanza del vivere sano.


A rischio anche la salute dei più piccoli

L’obesità e il sovrappeso rappresentano un’emergenza sempre più grave in termini di salute pubblica. Lo dimostrano i dati internazionali secondo i quali dal 1975 a oggi l’obesità è quasi triplicata e attualmente nel mondo si contano oltre 672 milioni di obesi. Non solo, ancora più preoccupante è il fatto che l’obesità non ha confini né in termini geografici, né di età. Secondo la FAO, infatti, tra i venti paesi con tassi di crescita maggiori del problema, otto sono in Africa e i bambini sotto i 5 anni con problemi di eccesso di peso sono circa 40 milioni, numero che sale a 338 milioni nella fascia di età 5-19 anni. Alla base di questa epidemia, che coinvolge anche gli adulti, ci sono stili di vita poco salutari, che includono una scarsa attività fisica, un aumento del consumo di calorie giornaliere e il crescente consumo di cibi ricchi di zuccheri, grassi e sale a discapito di frutta e verdura. Abitudini che compromettono drammaticamente il concetto di vivere sano, perché stanno portando a una società nella quale i bambini sono esposti sin da piccoli a difficoltà respiratorie, problemi alle articolazioni e di mobilità, ma anche di tipo psicologico. Anche in Italia, uno dei paesi più longevi a livello mondiale, restano comunque molte sfide aperte su cibo e salute, tanto che il 37% dei bambini e degli adolescenti (5-19 anni) è in eccesso di peso. Per vivere sano, servono interventi di correzione degli stili di vita che devono coinvolgere a tutti i livelli i diversi attori coinvolti, inclusi gli insegnanti che con i ragazzi hanno a che fare quotidianamente.


Scuola, maestra del vivere sano

Bambini e ragazzi trascorrono buona parte delle loro giornate a scuola e per questa ragione proprio la scuola riveste un ruolo di primo piano nella promozione di stili di vita sani e nel promuovere la cultura della prevenzione. Come si legge nel nuovo documento rivolto in modo specifico agli insegnanti, le iniziative rivolte ai ragazzi non mancano. L’Unione Europea è convinta dell’importanza del sistema di istruzione e ha messo in campo iniziativa per distribuire frutta, verdura e latte nelle scuole. In Canada, il governo sostiene il progetto Farm to School che mira a fornire opportunità di conoscere pratiche di alimentazione sana, mentre altri esempi virtuosi sono disponibili in USA, Corea del Sud e anche in Italia. Nel Bel Paese non esistono strategie a livello nazionale su alimentazione, attività fisica e salute, ma sono state attivate iniziative di promozione di stili di vita sani che si rivolgono alle scuole. Il progetto Sport di Classe del Miur in collaborazione con il Coni punta per esempio sulla promozione dell’attività fisica nelle scuole, mentre Giocampus portato avanti grazie alla collaborazione tra enti pubblici e privati dell’area di Parma, combina l’attenzione all’alimentazione e all’attività fisica. Da questi esempi e dalle proposte didattiche contenute nel nuovo documento, arrivano nuovi spunti utili per insegnanti e studenti che si affiancano agli altri descritti nel sito www.noiilciboilpianeta.it, curato dagli esperti della Fondazione Barilla, da sempre impegnata anche sul fronte educazionale. 

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