Educare alla sostenibilità, un obiettivo da perseguire

Educare alla sostenibilità, un obiettivo da perseguire

11 Settembre 2020

Educare alla sostenibilità, un obiettivo da perseguire

L’adozione di comportamenti sostenibili – non solo a tavola – è anche e soprattutto una questione di educazione che deve coinvolgere la popolazione intera, dai ragazzi nelle scuole agli adulti e agli anziani.

“Con una popolazione mondiale di 7 miliardi di persone e limitate risorse naturali, noi - come individui e società - dobbiamo imparare a vivere insieme in modo sostenibile” affermano gli esperti dell’UNESCO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Nasce da questo bisogno l’impegno UNESCO per l’Educazione per uno Sviluppo Sostenibile (Education for Sustainable Development), un tema che sta assumendo sempre maggior importanza a livello internazionale

Si tratta di “educare allo sviluppo sostenibile a tutti i livelli e in tutti i contesti sociali” come previsto anche in due delle 10 Azioni di Fondazione Barilla Dal Campo alla Tavola: “aumentare la consapevolezza e l'informazione” e “consentire l'adozione di scelte alimentari sane e sostenibili”, rispettivamente le azioni numero 8 e 9. 

Coinvolgimento attivo

Secondo gli esperti UNESCO, servono molteplici strumenti per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, in particolare quelli legati al cambiamento climatico: si va dagli interventi a livello politico agli incentivi economici e ai miglioramenti tecnologici. Nessuno di questi strumenti può però funzionare senza il coinvolgimento attivo dell’intera popolazione. “Dobbiamo cambiare il modo in cui gli individui pensano e agire per ‘cambiare le menti, non il clima’. E l’educazione è uno strumento fondamentale” si legge nel sito. L’educazione rappresenta infatti sia un obiettivo di per sé, sia uno strumento per raggiungere tutti gli altri traguardi di sviluppo sostenibile, come emerge da un documento datato 2017, nel quale l’UNESCO ha definito alcuni obiettivi di apprendimento per ciascuno dei 17 goal di sviluppo sostenibile. 

I giovani hanno senza dubbio un ruolo chiave in questi processi di educazione al cambiamento. Lo dimostra il fatto che sempre più spesso sono proprio loro a prendere iniziative per influenzare i governi locali e nazionali su diverse tematiche e mostrano il desiderio di essere parte integrante del cambiamento verso la sostenibilità, pur ammettendo di non avere le conoscenze necessarie per capire come essere davvero efficaci. Bisogna arrivare a un coinvolgimento trasformativo e responsabile che la scuola, assieme ad altri attori, può aiutare a raggiungere anche grazie all’aiuto delle tecnologie e dei social network, strumenti di cambiamento molto efficaci tra le giovani generazioni. Tutti questi concetti sono descritti in dettaglio nel documento “Teaching and learning transformative engagement”, pubblicato dall’UNESCO nel 2019. 


A scuola di (e con) sostenibilità

L’educazione alla sostenibilità deve iniziare sin dai banchi di scuola. Non è un caso infatti che uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Uniteil numero 4 – sia dedicato proprio all’educazione di qualità, uno strumento chiave per superare le diseguaglianze e raggiungere i traguardi di sostenibilità. In particolare per il target 4.7 si legge: “Entro il 2030, assicurarsi che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, anche attraverso l'educazione allo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e non-violenza, la cittadinanza globale e l'apprezzamento della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”. 


Con i suoi 11.500 membri distribuiti in 182 paesi, l’Associated Schools Network (ASPnet) dell’UNESCO rappresenta una rete che unisce diversi centri di istruzione che lavorano, tra l’altro, per rendere reali lo sviluppo sostenibile e l’educazione di qualità. Dall’Argentina alla Germania, passando per Giappone, Bahrein e Zimbabwe, sono molte le storie di successo che dimostrano come sia possibile integrare le tematiche della sostenibilità nelle scuole e nella comunità intera. 


L’impegno internazionale verso l’educazione alla sostenibilità non si ferma, anzi prosegue ancora più forte: nel novembre 2019, nel corso della 40° sessione della Conferenza Generale UNESCO, è stato adottato un nuovo piano globale chiamato “Education for Sustainable Development: Towards achieving the SDGs” (più brevemente “ESD for 2030”). Nato per proseguire e implementare le azioni già messe in campo nel decennio per l’educazione allo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (2005-2014) e nel Global Action Programme (GAP) on ESD (2015-2019), il programma verrà ufficialmente presentato nel corso della Conferenza Mondiale UNESCO sull’educazione allo sviluppo sostenibile in calendario nel maggio 2021 a Berlino.


L’impegno di Fondazione Barilla

Da sempre attiva nel campo dell’educazione alla sostenibilità, la Fondazione Barilla ha dato vita nel corso degli anni a numerosi progetti educativi dedicati a studenti di ogni età, presentati in una pagina dedicata del sito web


"Noi, il cibo, il nostro Pianeta" è il nome del programma educativo lanciato nel maggio 2018 e oggetto di un protocollo di intesa con il MIUR. Si tratta di una iniziativa completamente gratuita indirizzata a docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, e in seguito ulteriormente estesa, che offre ai docenti strumenti di formazione online e strumenti digitali da utilizzare nelle lezioni in classe, per sensibilizzare anche i più piccoli sullo stretto legame tra scelte alimentari individuali e salute personale e del pianeta.


I programmi “sCOOL FOOD” e “Risparmiamo il pianeta” entrambi lanciati in occasione dell’Expo di Milano nel 2015 hanno rappresentato altre due occasioni per ribadire l’importanza dell’educazione alla sostenibilità, anche attraverso strumenti innovativi di insegnamento e attività interattive per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. 


A dimostrare infine che l’educazione alla sostenibilità non ha limiti anagrafici, ci sono da un lato le Favole di Gunter Pauli, pensate per spiegare ai più piccoli tematiche apparentemente molto complesse e dall’altro il Massive Open Online Course (MOOC) su “Sistemi alimentari sostenibili: una prospettiva mediterranea”, sviluppato in collaborazione con Sustainable Development Solutions Network (SDSN) e SDG Academy per fornire una panoramica delle sfide e delle opportunità del settore agricolo nel bacino Mediterraneo e recentemente entrato a far parte del programma Erasmus Plus Virtual Exchange della Commissione Europea

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