Clean Up the World: i rifiuti ci parlano

Clean Up the World: i rifiuti ci parlano

13 Settembre 2019

Clean Up the World: i rifiuti ci parlano

La campagna arriva in Italia tra il 20 il 22 settembre, con il nome di “Puliamo il mondo”. Lo scopo non è solo ripulire le città, ma anche raccogliere dati sulle fonti di inquinamento e sensibilizzare le nuove generazioni.

Clean Up the World è l'iniziativa ambientale di volontariato nata da un’idea di Ian Kiernan e Kim McKay, che nel 1993 proposero all'UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) di trasformare quello che allora era un progetto unicamente locale australiano in un vero e proprio movimento globale. Partito da Sydney, Clean Up the World coinvolge ora 130 Paesi, in cui oltre 35 milioni di volontari si mobilitano e ripuliscono dall’immondizia il territorio in cui vivono, contribuendo così a una miglior conservazione del nostro Pianeta. Anche l’Italia partecipa attivamente (l’anno scorso ha coinvolto oltre 600 mila volontari), con la campagna Puliamo il mondo, coordinata da Legambiente in collaborazione con la Rai e il patrocinio di Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. Quest’anno Puliamo il mondo si svolge dal 20 al 22 settembre 2019.


Fonte di dati per i ricercatori

Oltre a essere un’occasione per togliere i rifiuti dalle strade, Puliamo il mondo e tutti gli altri appuntamenti internazionali sono importanti per sensibilizzare tutti i cittadini sulle questioni ambientali e sono fonte di dati per i ricercatori e i policy makers. Sulla base dei rifiuti che vengono raccolti, infatti, si possono comprendere meglio le dinamiche che guidano l’inquinamento, diventare consapevoli del proprio ruolo nel ciclo dei rifiuti (e anche su come intervenire), e si possono pertanto creare soluzioni ad hoc, come singoli e come comunità. Ad esempio, grazie a Puliamo il mondo, nel 1997 a Crotone un coordinamento tra Prefettura e Protezione Civile presentò la prima stesura del piano comunale di emergenza per il rischio alluvione e una bozza di piano d’emergenza per il rischio sismico, mentre nel 2002 a Priolo (Siracusa) è stato possibile pulire un importante monumento cittadino rimasto in stato di abbandono e renderlo nuovamente visitabile. Durante gli anni, i volontari di Puliamo il mondo si sono resi protagonisti spesso del ritrovamento di discariche abusive, ripulite grazie all’impegno di tutti. La campagna Puliamo il mondo porta spesso con sé risultati incredibili: nel 2013, per esempio, in Piemonte sono state raccolte 3.319 tonnellate di ferro, 566 di plastica e 147 di rame, rifiuti convertiti successivamente in energia. 

Per evitare la piaga dell’abbandono dei rifiuti, ognuno è chiamato a fare la sua parte: da un lato, i cittadini che, adottando corretti stili di vita sostenibili e facendo una corretta raccolta differenziata, favoriscono il riutilizzo delle risorse; dall’altro i comuni, che puntando su una gestione virtuosa e incrementando le campagne di informazione hanno la possibilità di alimentare un’economia circolare; e infine le scuole, per una valorizzazione puntale dell’educazione ambientale e promozione di senso civico per i leader di domani.

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