Le diete migliori? Diete sane e sostenibili

16 Novembre 2018

Meglio la dieta mediterranea o quella flexitariana? La dieta vegana o quella nutritariana? In realtà non esiste una risposta univoca quando si cerca di identificare il regime alimentare “migliore”.

La risposta più corretta potrebbe essere: “dipende dall’obiettivo che si vuole raggiungere grazie all’alimentazione”. Cercando, per così dire, di mettere ordine tra i numerosi regimi alimentari più o meno famosi e diffusi, l’agenzia U.S. News and World Report pubblica ogni anno una serie di classifiche delle migliori diete, definite tali in base a diversi criteri: dalla perdita di peso, al controllo del diabete, dalla facilità nel seguirle ai benefici generali per la salute.

Tra gli esperti chiamati a stilare tali classifiche c’è anche David Katz, direttore del Yale-Griffin Prevention Research Center e collaboratore di molte iniziative di BCFN. Anche nel report del 2018 si nota che, pur con alcune differenze nell’ordine, alcuni regimi alimentari si piazzano ai primi posti in molte di queste classifiche.

E, a ben guardare, si nota anche che gli alimenti e le regole delle diete sane sono quelli che più rispettano l’ambiente. Il concetto di diete sane e sostenibili è da sempre al centro del lavoro degli esperti BCFN, che con la doppia piramide alimentare e ambientale lanciata nel 2009 sottolineano come mangiare sano va quasi sempre a braccetto con scelte di sostenibilità alimentare.


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La classifica delle diete sane

Scorrendo le classifiche 2018 delle diete sane, un dato salta subito all’occhio: dieta mediterranea, dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) e dieta flexitariana (che non esclude del tutto le proteine animali, pur limitandole notevolmente) sono le tre più rappresentate quando di parla di regimi alimentari che fanno bene alla salute. In particolare, le tre diete salgono sul podio (su gradini diversi a seconda della classifica) delle migliori diete in assoluto, ma anche di quelle migliori in caso di diabete e per chi vuole mangiare sano.


Dieta mediterranea e DASH sono inoltre tra i tre regimi alimentari migliori per il cuore. E se ancora non bastasse, la coppia dieta mediterranea e flexitariana è sul podio dei regimi alimentari basati su alimenti vegetali e di quelli più facili da seguire. Cosa hanno in comune queste tre diete? Tutte puntano soprattutto su un consumo abbondante e quotidiano di frutta e verdura, su proteine di origine vegetale come quelle che derivano dai legumi e su grassi “buoni” come quelli presenti nell’olio di oliva o in alcuni pesci (per esempio il pesce azzurro). Molto basso è invece il contenuto di zuccheri semplici, alimenti lavorati e raffinati, carne, sale e grassi di origine animale.


In particolare, la dieta mediterranea è stata riconosciuta come “patrimonio immateriale dell’umanità” dall’Unesco, che sottolinea come questo regime alimentare vada in realtà ben oltre il cibo, coinvolgendo anche aspetti culturali, sociali e di rispetto dell’ambiente e della stagionalità.


I vantaggi per la salute sono notevoli per chi segue queste diete che sono in grado di ridurre il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche e molti tumori. Un traguardo non certo trascurabile se si pensa che oggi nel mondo oltre 17,5 milioni di decessi sono legati a problemi a cuore e vasi (il 31% del totale), 8 persone su 10 soffrono di almeno una patologia cronica dopo i 65 anni e oltre il 30% dei tumori potrebbe essere prevenuto grazie a scelte sane a tavola.  


la dieta mediterranea è stata riconosciuta come “patrimonio immateriale dell’umanità” dall’Unesco

I campioni della sostenibilità

Frutta, verdura e in generale gli alimenti di origine vegetale sono i pilastri delle diete sane ma anche di quelle più sostenibili per l’ambiente. Lo dimostra la doppia piramide alimentare e ambientale che, come si legge nel sito BCFN, “nasce dallo studio e dall’evoluzione della piramide alimentare, su cui si basa la dieta mediterranea”.

Osservando da vicino questa doppia piramide, il primo dato che emerge riguarda proprio la perfetta simmetria tra alimenti sani e alimenti sostenibili. In altre parole, gli alimenti che portano maggiori benefici alla salute sono anche quelli che hanno un impatto minore sull’ambiente in termini di consumo di acqua, produzione di gas serra e utilizzo di terra.


I numeri parlano da soli: se nell’arco di un anno una persona evitasse di mangiare la carne per due giorni a settimana, si avrebbe un risparmio di 310 kg di CO2 all’anno. Questo perché, come si legge nel volume Eating Planet pubblicato da BCFN, per produrre un chilogrammo di frutta si immettono nell’atmosfera 495 equivalenti di anidride carbonica (CO2eq; unità utilizzata per misurare le emissioni di gas serra), mentre per un chilogrammo di carne bovina i valori salgono sopra i 26.000.

La dieta mediterranea inoltre, fa risparmiare fino a 2000 litri di acqua al giorno a persona rispetto a una tipica dieta occidentale. E così un menù vegetariano, a parità di calorie e proporzioni di macronutrienti (proteine, grassi e zuccheri), ha un impatto sull’ambiente pari a circa la metà di quello di un menù che prevede anche il consumo di carne.

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