L'acqua non è scontata, ogni goccia deve contare

20 Aprile 2018

L'acqua non può essere data per scontata. È questo il senso del piano di azione decennale lanciato dalle Nazioni unite in occasione della Giornata mondiale dell'Acqua, e che interseca gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile esplicitamente al numero  6 (acqua pulita e servizi igienico sanitari) ma si lega indissolubilmente agli altri obiettivi, che riguardano la creazione di ecosistemi sani, ridurre la povertà e permettere lo sviluppo. 

Un obiettivo ancora lontano dall'essere raggiunto: il Segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha ricordato che l'acqua pulita manca a due miliardi di persone, mentre i servizi igienico-sanitari a 4 miliardi e mezzo. 

Secondo Guterres,  “Semplicemente, è una questione di vita o di morte”.


Gli ostacoli

Quali sono le cause delle difficoltà nel raggiungere l'ambizioso obiettivo? L'Onu ha istituito l'High Level Panel on Water che ha esplicitamente dichiarato, in una lettera ai leader globali che la crisi dell'acqua è dovuta al divario di accesso alle forniture d'acqua e servizi igienici, l'aumento demografico, l'inquinamento, il degradamento degli ecosistemi e gli effetti del cambiamento climatico. Puntare l’attenzione su una situazione è importante, ma ancor di più proporre soluzioni: servono governance trasparenti e innovative, a livello nazionale e locale, per permettere ai servizi di gestione di acqua e sanitari di essere in grado di attirare investimenti ed essere resilienti ai disastri. In termini concreti, si tratta di raddoppiare gli investimenti nelle infrastrutture nei prossimi cinque anni.

Altrimenti situazioni come quella di Cape Town, la prima megalopoli che rimarrà senz'acqua nel corso del 2018, sono destinate a ripetersi. La buona volontà e le restrizioni amministrative come il razionamento possono ritardare, ma non eliminare, la crisi.  

All'acqua, o meglio alla sua mancanza, è legato un danno economico quantificabile in 13 miliardi di dollari nella solo zona dell'America latina e caraibica: questo è il costo della siccità tra il 2005 e il 2015 che ha portato alla creazione di una Strategia per la gestione dei disastri nel settore agricolo e della sicurezza alimentare

Qualcosa si sta muovendo, l'attenzione sta crescendo, e l'ottava edizione del Water Forum, quest'anno a Brasilia, è stata la più partecipata di sempre. Tra i 120.000 visitatori, da notare la partecipazione alle sessioni dedicate ai responsabili delle decisioni del prossimo futuro: 12 capi di Stato e di Governo, rappresentanti delle Nazioni unite e delle sue agenzie, Unione europea, Banca mondiale, OECD, giudici e pubblici ministeri (che in una sessione dedicata hanno stilato la Carta di Brasilia e la Dichiarazione dei pubblici ministeri sul Diritto all'Acqua).

Gli appelli alle istituzioni si moltiplicano, a tutti i livelli: per i ministri e per i politici locali.  


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