Il lavoro in agricoltura e le troppe disparità del nostro secolo

18 Maggio 2018

Sono almeno un miliardo le persone che oggi sono occupate nel settore dell'agricoltura. Per circa metà di queste, la produzione alimentare rappresenta un lavoro vero e proprio: 450 milioni di persone che rappresentano il cuore pulsante del sistema alimentare globale. Ma ancora oggi questo rimane uno dei settori più pericolosi e meno tutelati al mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. I lavoratori impiegati hanno a che fare quotidianamente con condizioni di lavoro pesanti, in climi difficili e in una continua esposizione a sostanze chimiche pericolose. Lavoratori che sono spesso invisibili agli occhi della politica, delle agenzie di sviluppo agricolo e rurale o delle organizzazioni intergovernative.

I contadini, troppo spesso dimenticati

Come afferma l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), “la sicurezza alimentare esiste quando tutte le persone, in qualsiasi momento, hanno un accesso sufficiente al cibo, sia fisicamente che economicamente”, e che quest'ultimo sia “sicuro e nutriente per soddisfare le esigenze dietetiche e le preferenze alimentari”. L'agricoltura sostenibile sussiste nel momento in cui vengono soddisfatti tutti e tre i pilastri che la compongono: economico, sociale ed ambientale. Ma l'agricoltura, e la silvicoltura in particolare, rimangono uno dei settori con la più alta incidenza di incidenti sul lavoro e di condizioni che minano la salute di lavoratrici e lavoratori. Sheila Wertz-Kanounnikoff, Senior forestry officer presso il dipartimento forestale della FAO scrive che “l'alta incidenza degli incidenti sul lavoro in agricoltura può essere una seria minaccia per il sostentamento, specialmente per le famiglie più vulnerabili. I lavoratori agricoli che affrontano condizioni pericolose tendono ad essere meno produttivi e mettono a rischio la loro salute, così da incrementare le loro condizioni di povertà”. E sottolinea come sia “nell'interesse sia dei datori di lavoro che dei dipendenti assicurare che vengano seguite le procedure di salute e sicurezza e che il lavoro sia organizzato in modo da tenere conto dei rischi per la salute”.

L'importanza delle organizzazioni sindacali

L'International Labour Organization ha dato vita ad un programma internazionale dedicato al miglioramento delle condizioni di lavoro in agricoltura nella vita di tutti i giorni. Il cosiddetto Wind (Work improvement in neighbourhood development), durante i vent'anni di attività, ha realizzato decine e decine di progetti in più di 20 Paesi in tutto il mondo, fornendo soluzioni semplici e pratiche da adottare anche con materiali disponibili a livello locale:manuali e corsi per implementare le tecniche di stoccaggio e movimentazione dei materiali, migliorie nell'ambiente di lavoro, incremento nell'impiego dei dispositivi di sicurezza.

Secondo la FAO, le organizzazioni sindacali ancora oggi ricoprono un ruolo fondamentale per raggiungere una produzione agricola sostenibile, in tutti i suoi aspetti. La capacità tecnica, l'esperienza nella contrattazione, l'impegno politico possono portare ad un cambiamento in positivo. Sono decine gli esempi in tutto il mondo in cui i lavoratori rappresentati sono riusciti a migliorare le proprie condizioni di lavoro, dal Sud America al sud est asiatico. Associazioni come la Via Campesina, nata nel 1993, sono cresciute a livello globale e oggi comprende circa 150 organizzazioni locali e nazionali in 70 Paesi di Africa, Asia, Europa e America, rappresentando circa 200 milioni di contadini nel mondo, piccoli produttori locali, migranti ed indigeni.

Le condizioni di lavoro e gli SDGs

Sono ben quattro gli Obiettivi di sviluppo sostenibile che comprendono il miglioramento delle condizioni dei lavoratori. A partire dall'Obiettivo 8, che comprende il sostegno della crescita economica, l'aumento della produttività economica e la creazione di posti di lavoro dignitosi: una crescita economica che preveda una migliore efficienza dei consumi e delle risorse. L'Obiettivo 5, che punta all'uguaglianza di genere; gli obiettivi 10 e 16, che insieme raccolgono gli spunti per luoghi di lavoro più sicuri, per politiche sociali adeguate e per la trasparenza delle istituzioni. Il 2030 è un traguardo assai vicino, che richiederà enormi sforzi perché nel mondo l'agricoltura diventi un modello per lo sviluppo sostenibile dell'intera società. 



Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua